I 4 moschettieri e il voto sincero

Da tempo esiste un tipo di informazione prona al servilismo e dotata di cortigiana adulazione verso il potere costituito. Croce affermava, nella sua storia d’Europa del secolo decimonono, che lo scrivere per incarico e farsi mantenere dalle corti e dai governi è più semplice che aspettare che il compenso del proprio lavoro sia il risultato del pubblico consenso.

Karl Marx definiva il terzo potere come mercanti della merce-notizia. Mentre Il nostro Antonio Gramsci scriveva di intellettuali organici e di blocco storico come strumenti di dominio di classe in luogo della forza bruta. Tutto ciò per dire che sulla questione del nuovo sistema elettorale la casta sacerdotale dell’informazione lascia molto spazio al commento politico, spesso tautologico, senza rendere chiaro quello che veramente ci aspetta domani e mettendo in ombra i veri nodi della questione. Ma vediamo di dare se mi riesce una lettura diversa e più in chiave critica della vicenda. In pratica essere marxisti non significa soltanto leggere Marx ma “guardarsi attorno a sé … osservando la realtà che ci circonda
giudicandola:criticamente”.

Con il nuovo sistema elettorale, sfornato in tutta fretta dai laboratori alchemici della nostrana repubblica italiana, emerge un nuovo composto elettorale chiamato “Tedeschellum”con sbarramento al 5%, senza voto disgiunto e con listini bloccati. Il composto non prevede né il bonus di maggioranza né il proporzionale puro; per cui se si andasse a votare domani, prendendo come riferimento le indagini sulle intenzioni di voto degli italiani, risulterebbero assegnatari di seggi parlamentari soltanto 4 partiti con il seguente ordine in peso politico: PD, M5S,
Lega Nord e FI. Tutto il resto rimarrebbe fuori dalle porte di Camera e Senato. Il futuro governo del paese potrebbe essere formato solo da coppie o tris di partiti come: PD-M5S, PD-Lega-FI, M5S-Lega-FI. La distribuzione dei seggi avverrebbe prima su base proporzionale, calcolando i voti a livello nazionale distribuiti per circoscrizioni poi per collegi uninominali, con il risultato tutt’altro che ipotetico che prima passano i candidati dei listini bloccati poi quelli eletti primi nei 303 collegi uninominali. Da qui si evince come sia tutta forfora quello che ci raccontano: che questa riforma toglie potere di scelta ai partiti, e che sarà il popolo sovrano a scegliere i propri candidati.

Un altro effetto secondario sgradevole di questo nuovo composto
elettorale e che nel caso in cui un candidato appartenente ad un partito che non superi la soglia filtro del 5% risultasse vincente in un collegio uninominale potrebbe non ottenere il seggio, in quanto si assegnano prima i seggi ai listini e questo e equivale a mio parere ad un doppio filtro. Se poi calcoliamo a quanto ammonta in voti la soglia del 5% sull’ attuale bacino di elettori si arriva al numero di
2.500.000 voti che non troveranno dignità parlamentare. Questo di fatto comporta che il premio di maggioranza o bonus elettorale che è stato tolto entrerà comunque dalla porta di servizio sotto la forma di un maggior numero di seggi che saranno assegnati ai 4 moschettieri, in quanto se la torta di seggi invece che dividerla in molti la dividiamo in pochi e i seggi sono gli stessi, in quanto il corpo elettorale non è diminuito, è ovvio che ogni moschettiere riceverà una fetta più grossa rispetto a quella che avrebbe ottenuto con il sistema proporzionale puro senza soglie di sbarramento. In pratica ci troveremo di fronte ad un voto non sincero della volontà popolare, ma avremmo in cambio 4 baldi moschettieri che se la giocheranno a carte alla faccia della democrazia e della volontà popolare.

 Vincenzo Baggiani

4 giugno 2017

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