6 punti sulla bozza di manovra del governo: rischi, benefici e obiettivi politici

Facciamo una premessa. La scelta del governo è un rischio più o meno calcolato all’interno del sistema vigente e quindi molto complessa e non riassumibile con un festeggiamento sul terrazzino. Dichiarazioni come quella sull’ “abolizione della povertà”, che ricordano quelle della “Waterloo della precarietà” dopo il decreto Dignità, sono slogan efficaci per l’elettorato ma che poi incidono poco nella realtà, sperando che non la complichino. Le elezioni europee sono vicine ed il governo ha scelto di arrivarci con la realizzazione di parte delle promesse elettorali, costi quel che costi.

Il governo, dunque, ha “trovato” 30 miliardi. Li ha trovati facendo debito e non dentro “gli sprechi” che Di Maio prima delle elezioni aveva quantificato in 70 miliardi tagliando, ad esempio, qualche spesa militare o facendo una patrimoniale o colpendo quei capitali/profitti che si sono arricchiti dalla crisi del 2008 ad oggi oppure congelando alcuni debiti definendoli non esigibili. Si tratta di miliardi quasi tutti a debito che quindi dovranno essere chiesti ai mercati, quelli che Salvini dice “dovranno farsene una ragione” come se poi i soldi avessimo da averli e non da darli. E quindi sono soldi su cui dovremo pagare altri interessi. Niente di rivoluzionario ma in linea con ciò che è sempre stato, con la differenza che quando andremo a chiedere soldi rischiamo di pagare interessi ancora più alti.

Tuttavia in sé, i 30 miliardi non sono certo una notizia brutta per tutte quelle persone che si trovano in difficoltà economica e sociale e quindi il contesto merita una attenta riflessione ed una analisi seria sull’impatto di questa bozza di manovra. Ma guardiamo gli elementi positivi e i possibili risvolti negativi di questa manovra in cui il governo ha deciso di rischiare tutto.

1. Per vedere la reale incidenza della manovra bisognerà attendere i dettagli delle misure. Il Reddito di Cittadinanza (chiamato così anche se non lo è) dovrebbe prendere una platea inferiore a quella annunciata e bisognerà vedere quali misure verranno abolite per fargli posto, oltre che l’importo. In poche parole viene ampliato il REI (reddito di inclusione) di Gentiloni e ci saranno tanti paletti (come la casa di proprietà) per restringere la platea dei percettori. Ingenti risorse invece andranno ad aumentare le pensioni minime fino a 780 euro su cui non c’è niente da eccepire e che sarà la prima misura messa in campo (d’altronde gli anziani votano in massa i giovani molto meno e comunque gli interessi graveranno sulle loro teste in futuro). Caposaldo della manovra è poi la quota 100 per le pensioni. Una misura attesa da quasi mezzo milione di persone. Vedremo anche qui nel dettaglio quali paletti verranno messi e quindi quanti potranno essere i beneficiari della misura in comparazione con quelli andati in pensione con 2-3 anni di anticipo sulla riforma Fornero grazie all’Ape social di Gentiloni.

2. Bene quindi mettere soldi nelle tasche dei cittadini (poi ci sarà da vedere quanto e a quante persone) ma come tutte le SCELTE portano con sé delle conseguenze.
I “mercati” sono nostri nemici, ma contano. Il governo non ha SCELTO di far pagare più tasse a chi ha soldi e risorse, non ha SCELTO di fermare l’aspirazione di soldi dai territori verso mondo finanziario e paradisi fiscali, non ha SCELTO di trovare soldi combattendo chi li ha fatti a palate in questi anni di crisi per darli a chi non li ha. Ha scelto di fare debito e quindi per un Paese che ogni giorno deve andare sui mercati a chiedere soldi in prestito non è un fatto neutro. Quindi i cosiddetti mercati potrebbero portare un conto salato a Paese. A quel punto la scelta di forzare i conti ed il debito potrebbe poi portare con sé la necessità di tagli a spesa pubblica e servizi. Per ora i mercati hanno reagito male e ci sarà da contare i miliardi bruciati. Potenziali problemi? Tassi di interesse alti e mancanza di liquidità (vedi difficoltà dei titoli bancari ieri in borsa)

3. Questa politica di spesa è fatta in contemporanea alla flat tax (che flat tax non è e che riguarderà solo le piccole imprese), e quindi ad un progressivo abbassamento delle tasse ma anche delle entrate. Si capisce bene che si va incontro ad un sistema che se non genera un aumento di produzione, investimenti e PIL nel breve periodo, rischia di fare la botta. Poi c’è il condono fiscale sotto i 100.000 euro da cui si pensa di prendere parecchi miliardi. Al di là dell’incoerenza politica della scelta, le stime paiono parecchio ottimistiche. Infine secondo il governo tutto questo porterà ad un aumento della domanda interna e quindi del PIL facendo scendere (invece di far salire) il rapporto col deficit. È vero in teoria, ma l’economia oggi è più complessa dei tempi di Keynes. E con le politiche BCE di calmierazione dei tassi di interesse che sono finite, i tassi saranno salati.

4. Il vero obiettivo del governo sono le elezioni europee che sono alle porte ed un governo che punta tutto su comunicazione e marketing ha ritenuto che avrebbe dovuto fare ALL IN subito. Vediamo già dalle prossime settimane i dettagli della manovra e le conseguenze. È una situazione fuori dall’ordinario in cui il governo si gioca molto, per sé e per il Paese. Non servono battute o tifosi della politica ma analisi serie.

5. Se dovesse andare male si tornerà a parlare di immigrazione 24h.

6. Le reazioni come quella del Pd e dell’opposizione istituzionale che continua a fare politica con la cieca fede nel sistema europeo vigente e nei mercati sono la migliore assicurazione sulla vita di questo governo.

Segnaliamo anche questo interessante post di Potere Al Popolo Livorno che pone l’accento su un paio di aspetti tralasciati da altre analisi.
https://www.facebook.com/PotereAlPopoloLivorno/posts/757649317910463?__tn__=K-R

vedi anche

http://contropiano.org/news/politica-news/2018/09/28/mercati-in-fiamme-di-maio-e-salvini-vincono-come-pirro-0108010

redazione, 29 settembre 2018

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