Aamps dopo la sentenza del TAR, cosa succederà?

Domande e risposte dopo la sentenza del TAR che annulla la delibera comunale che affidava a Aamps la gestione dei rifiuti fino al 2030

Cosa succederà ad Aamps dopo la sentenza del TAR di qualche giorno fa? È presto per dirlo ma sicuramente è un punto a favore di ATO Costa, l’ente che rappresenta i comuni della Costa toscana in tema di rifiuti urbani e di coloro che vogliono portare avanti il percorso di Reti Ambiente, vale a dire la privatizzazione al 45% del servizio con una ‘governance’ che di fatto mette la gestione in mano ai privati. Ma attenzione. Non esiste nessuna norma che obbliga i comuni a conferire le proprie aziende in RetiAmbiemte/ATO quindi la partita è sempre aperta ed è tutta politica. Quindi ATO, cioè l’insieme dei Comuni, potrebbe anche prendere a maggioranza decisioni diverse o fare deroghe come è già avvenuto in altri territori.

È vero che questa sentenza influisce sul Concordato e rischia di portare Aamps al fallimento? Sì e no. Sì perché il concordato ha le proprie basi che poggiano sull’assunto che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani rimanga ad Aamps per altri 5 anni. E con questa sentenza invece il TAR dice che sarà all’interno di ATO che si decidono le tempistiche. No perché, come detto, se Aamps non verrà conferita in Reti Ambiente (può farlo solo il consiglio comunale) sarà dura per ATO svolgere il servizio a Livorno. C’è da dire, inoltre, che ATO è ancora ben lontana dall’assegnare il servizio al gestore unico (più la gara per il 45% ai privati) e che dentro ATO sono molti i comuni a cui questo percorso non piace o non convince (ultimi in ordine i piddini Del Ghingaro di Viareggio e Del Dotto di Camaiore), specialmente dopo i fallimenti e gli aumenti di tariffa avvenuti in ATO sud  (Siena, Grosseto, Arezzo). Quindi ATO al momento ha guadagnato un vantaggio politico e di forza ma non pensiamo che lo voglia e lo possa usare per ammazzare Aamps e fare una guerra contro Livorno.

L’amministrazione comunale ha quindi ancora saldamente in mano la situazione? No, ma quello si sapeva già con la scelta del Concordato. Una scelta che ha di fatto messo in mano le decisioni ad un Tribunale e ciò si sta vedendo anche con le numerose esternalizzazioni dei servizi (ultima quella del servizio riscossione), con l’uso intensivo dell’inceneritore e con scelte che guardano solo al bilancio per poter pagare i creditori. Quando scrivemmo che eravamo commissariati non lo scrivemmo a caso. Purtroppo la scelta del concordato è nata da uno scontro muro contro muro in cui una parte, capeggiata dal Pd, voleva procedere verso la privatizzazione all’interno del percorso  di Reti Ambiente senza colpo ferire ed un’altra parte dell’opposizione avanzava acriticamente teorie di ricapitalizzazione massiccia che il bilancio comunale non poteva permettersi per sostenere ancora una volta un’azienda con una storia recente poco edificante ed un costo molto alto. Ne è venuto fuori un Concordato calato dall’alto da Genova e da Roma che ha sparigliato la situazione, scegliendo di non scegliere e affidando tutto al Tribunale. Un Concordato finito in mezzo ad uno scontro nazionale strumentale ma che ha fatto scuola…ed anche campagna elettorale. Quelli che lo hanno pensato e messo in atto però ora sono a Roma, vedi Lanzalone a capo di Acea e Lemmetti assessore al bilancio della Raggi.

Fanno bene ad esultare gli oppositori? Gli oppositori si sono resi talmente ridicoli nella fase di scelta delle sorti di Aamps che non sono credibili per un motivo semplice: se il concordato è stato un azzardo (noi lo definimmo ‘salto nel buio’) è stato anche per colpa di chi non aveva nessuna strategia alternativa se non adeguarsi acriticamente al percorso ATO/Reti Ambiente compreso un sindacato appiattito su questa posizione. In ogni caso il Concordato non è morto con questa sentenza quindi sarebbe il caso che tutti remino per il bene della città e di Aamps per arrivare al 2021con una situazione più stabile ed un’azienda adeguata ai sistemi di raccolta più virtuosi e attuali. Perché fra chi esulta c’è anche chi vorrebbe un’azienda senza raccolta porta a porta e forse rimpiange anche le dinamiche clientelari dei bei tempi con la vacca da far mungere anche dalle banche. D’altra parte ATO è interessata a Livorno perché ha l’inceneritore, nello storico concetto che Livorno è un po’ la discarica della Toscana.

Ora cosa succederà? Che la politica è fatta di rapporti di forza ed ognuno giocherà le sue carte. Se per la legge ATO ha più potere dei Comuni in materia di organizzazione della raccolta e smaltimento rifiuti, basta che i sistemi virtuosi siano proposti da ATO stessa ed a quel punto nessuno si opporrà. Il problema è che a loro interessa più che altro l’inceneritore.

Qualcuno in questi mesi ha anche sospettato che i 5 stelle abbiano convogliato tutto verso il Tribunale con il Concordato perché volevano far prendere ad altri decisioni che loro non volevano prendere. Può darsi, anche alla luce di questa sentenza. Ma più che altro conteranno le prossime mosse. Ognuno poi verrà giudicato per quello che ha fatto. A noi interessa il risultato. E quello non combacia con quello che vogliono Filippeschi e Borchi.

redazione, 13 novembre 2017

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