
Era preventivato, questa edizione di Pugni Amaranto costituiva un apice sportivo ed emotivo non indifferente per la Fortitude. La nostra manifestazione simbolo, forte di un'esperienza di sei edizioni al fulmicotone che non hanno mai deluso, questa volta, sia per quanto riguarda il tema a cui era dedicata la serata, in nome di Gino Calderini e con iniziativa favore delle cure palliative di Livorno, sia per quanto offerto dalla sfida del derby del Ring, che vedeva opposti i nostri atleti ad altrettanti boxeur pisani, era ovviamente molto sentita, ed è andata oltre anche in termini di riuscita e partecipazione. Motivi importanti per definirla un successo a 360 gradi, che ha confermato la qualità delle nostre scelte e l'attaccamento di un pubblico presente sempre al nostro fianco.
Non ultima conferma importante il ritorno di Lenny sul ring di Livorno, in un collaudo che pur rimanendo tale, aveva tutti i presupposti (e li ha mantenuti!) per regalare spettacolo ed emozioni a quanti attendevano dalla nostra "mangusta" un segnale di rinascita chiaro, nella proiezione di un fine anno che ci auguriamo sia di rilievo.
Infortuni e burocrazia, difficoltà di combattere, hanno mutilato qualche mese al nostro campione, che mancava sul ring nella sua città da troppo tempo, ed a 35 anni appena suonati la continuità sappiamo è tutto.

Venerdì sera centinaia di persone hanno affollato lo stabilimento balneare dei Bagni Lido, il quale grazie a Pugni Amaranto è oramai diventato appuntamento atteso da tanti amanti della boxe della toscana e altrettanti sostenitori dei ragazzi labronici impegnati, dato di fatto che forse registriamo solo noi ed il bar-ristorante dello stabilimento stesso, proprietà dei bagni compresa, ma con evidenti differenze di metriche di partecipazione, visti i costi totali dei programmi mai risicati a discapito dello spettacolo che ci impegnano.
Inciso doveroso, visto che questa manifestazione è per noi uno "sforzo" notevole, reso possibile in parte dallo stabilimento, ma anche da tanti volontari ai quali va il nostro cubitale "grazie", e dai pugili impegnati, compreso il professionista, che si confrontano per ricordare quello scopo che oramai è diventato l'unico di partecipazione nel nostro sport: la gloria.
È una riflessione che ci dobbiamo imporre, soprattutto a ridosso delle elezioni federali, altrimenti parleremo un domani della boxe come di un fossile da ammirare, e magari, anziché i rimborsi delle spese di viaggio dovremmo pagare noi per partecipare.
Qui si potrebbe aprire anche un'altra parentesi, quella riferita a chi si lamenta dei detti rimborsi, o meglio, chiamiamoli compensi, perché non riguardano le spese di viaggio (date sempre al dettaglio e di più). Questi, che è sempre dietro l'angolo (in tutti i sensi) magari, se quando organizza comprende, quando è ospite disconosce e lesina soldi in più. Eppure noi, tanti problemi non ce li facciamo, e preferiamo fare più attività che risicare le 10 euro in più a chi ci chiama, ma come abbiamo sempre detto, ognuno ha i suoi scopi e i suoi modi.
Incontri.
Si è cominciato, o si sarebbe dovuto, molto presto visto il lungo programma di ben 9 match (8 in canotta e uno pro previsto sulle 6 riprese) il quale per la sua intensità e qualità ha fatto tuttavia arrivare i paganti di un biglietto come sempre "popolare" alla fine in un solo sospiro.

Ad aprire le danze sono stati gli junior (under 17) 70Kg Mattia Arcidiacono della boxe Isolotto ed il nostro Andrea Manias, al debutto assoluto.
Arcidiacono, forte dei due match già sostenuti nel torneo esordienti che per un infortunio escluse Andrea, ha gestito forse meglio la distanza ed il ritmo, Andrea a sprazzi ha dimostrato indubbiamente più incisività del fiorentino, tuttavia, in fronte al volume maggiore di questo non è bastato. La vittoria di misura è quindi andata all'ospite, con applausi all'unisono del pubblico per i giovani contendenti. Per Andrea il primo passo, nella speranza che sia solo l'inizio e magari un input per osare di più.

Secondo match ad andare in scena il derby tra i due 69Kg terza serie, il pugile della Boxe Fusco di Pontedera Pianese e il nostro Daniele Dell'omodarme, che ha senza ogni ombra di dubbio scacciato le ultime prestazioni "no" con un match da sottolineare. Daniele ha gestito bene la vittoria costringendo il rivale anche ad un conteggio in piedi nel finale, conquistando un successo meritato e applaudito dai tanti amici presenti.
Terzo incontro in scena, l'unico insieme a quello degli junior a non essere un derby tra Pisa e Livorno per il memorial Calderini, quello tra le bravissime Samin Giunti Beik della Sempre Avanti Firenze e la nostra Daiana "orologino" Scartabelli, per la categoria 51Kg seconda serie. Una vera e propria guerra in rosa, alla faccia di chi pensa che la boxe sia uno sport maschile.
La prestanza fisica della boxeur fiorentina ha avuto la meglio ai punti sulla maggiore qualità tecnica di Daiana, che forse accettando la battaglia e regalando spettacolo, ha pagato il deficit fisico, ma tuttavia non ha assolutamente demeritato come sottolineato dal lungo applauso del pubblico. Per Daiana un esperienza da non sottovalutare e magari da prendere come punto di partenza per la stagione che verrà, la quale ci auguriamo gli riservi qualcosa di importante nei tornei nazionali, visto che ha l’esperienza e la qualità per affrontarli da portagoinsta.
Con la quarta contesa siamo tornati al derby del ring, nel quale il cascinese Giordano Calamita e il nostro Michele "7 polmoni" Cicchitti hanno forse regalato lo scontro più appassionante della serata. Al termine del match, fatto al limite dei 69Kg nei seconda serie, applausi scroscianti per entrambi che non a caso sono stati premiati come migliori rappresentati delle rispettive squadre di pugili di casa e ospiti.
Il let motive del match era chiaro sin da principio, Mike cercava insistentemente la corta distanza, e con il suo proverbiale pressing costringeva spesso il pisano alle corde in scambi ravvicinati. Questi pur tentando di rimanere a distanza, non si tirava indietro e ne usciva uno spettacolo avvincente.
Negli ultimi trenta secondi i due hanno regalato un lungo scambio a viso aperto che ha donato al match un finale entusiasmante, che ha scaturito un applauso lunghissimo regalato dal pubblico ad entrambi, i quali abbracciandosi e compiendo il giro del ring sono stati forse lo spot migliore che si potesse fare a questo sport.

Per il quinto match in programma sono saliti sul ring per i seconda serie 75kg, Benedetti della Galilei Pisa e il nostro Alessio Poggetti, il match molto spigoloso ha visto Ale alla ricerca oramai consona e continua dello scambio, mente il pisano era impegnato nel tentativo, a sprazzi portato a termine, di evitare lo scontro a viso aperto.
Ne è uscito un pari doveroso, che comunque segna una crescita del nostro "oriundo di Vada" che muove passi avanti con sacrificio e impegno proverbiali quanto la sua coriacea tempra.

Sesta contesa in scena, il derby fra il pugile della Galilei Ciccola e il nostro Marco Passani, per i 69kg prima serie. Marco doveva scrollare prima di tutto qualche fregatura e sfortuna recente e lo ha fatto, questo è quanto conta. Purtroppo però la sua voglia di "fare il match" si è opposta all'ostruzionismo del pisano che ha rimediato prima due richiami ufficiali e poi la squalifica. Anche se per Marco sappiamo questo esito non è stato l'idillio del suo prototipo di incontro, è determinante il fatto di essere tornati sul ring con successo, per un fine anno importante un passaggio necessario. Certe situazioni fanno parte del ring è vanno imparate a gestire, anche se non risultano troppo piacevoli.

Come settimo e penultimo incontro in canotta è andata in scena la battaglia tra i piuma Obbadi, cascinese vincente del recente guanto d'oro nei 52kg e il nostro Jonny "carrarmatino" Sannino, argento nella categoria superiore. Il match, che non aveva bisogno di presentazioni, ha regalato scambi intensi e veloci, una varietà di colpi all'altezza della categoria "élite" dei quali entrambi, di recente convocazione agli allenamenti con la nazionale, fanno parte pur avendo appena 19 anni.
Jonny ha ovviamente cercato di far valere una struttura fisica più importante, mentre il pisano, pur non sottraendosi eccessivamente dagli scambi, ha giocato nel tempismo le sue scelte. Il match, avvincente e di livello, è stato corretto e continuo, con scambi importanti al corpo ed al viso che hanno visto i due alternarsi in dominanza fisica e tecnica. Il verdetto alla fine è andato di misura a Jonny, il quale forse ha mostrato più incisività, durante uno scambio il cascinese si è anche sbilanciato ma non è stato contato, forse giustamente anche se il pubblico chiedeva il contrario.
Tuttavia, anche se noi vediamo il nostro, dobbiamo essere sinceri nel dire che nel finale l'impressione era quella classica di un 1-X-2, proprio per l'equilibrio espresso dalla bravura dei due ragazzi, situazione nella quale nessuno ruba niente se vince e forse il pari eliminerebbe le inutili recriminazioni. I due comunque di sicuro avremmo modo di incontrarsi nuovamente e contendersi la posta in palio una seconda volta. Questa è andata a Jonny, con legittima soddisfazione e applausi per la sua ennesima vittoria.


Il clou del dilettantismo era affidato ad un'altra contesa importante. Quella tra il pugile della Galilei Meucci, campione universitario nel 2011 e toscano assoluto nei 75kg e il nostro Chico "super" Gassani, argento sempre agli universitari medesimi e toscano assoluto per ben tre volte negli 81kg. Anche questo match, sulla carta da 1-X-2 ha regalato qualità ed emozioni ai presenti, oramai affezionatissimi a Chico. Meucci ha provato ad arginare la prorompente preparazione fisica e tattica che "super" ha mostrato, ma col passare dei round non è riuscito a domarlo.
Chico ha mostrato la solita capacità di colpire in movimento in maniera incisiva, infliggendo anche un Kd a Meucci con uno splendido destro d'incontro nella seconda ripresa. Il pisano, mostrando il carattere noto, ha poi portato a termine l’incontro tentando anche l'assalto finale, tuttavia il divario ha consegnato a "super" una vittoria netta ed il premio Brondi, offerto dalla famiglia dell'indimenticato campione d'Europa, per quanto mostrato dal nostro diamante in canotta.
Per Chico un ritorno ad alti livelli dopo il brutto infortunio che lo privò a fine 2011 delle finali degli Assoluti, in attesa di un futuro che solo lui può scrivere, avendo mostrato più volte di possedere tante carte da giocare.

Dopo una pausa, farcita da alcune premiazioni dei pugili già citate e da quella ricordo di Riccardo Ganni, siamo arrivati al clou della serata, col tripudio che ha accolto sul ring Lenny "mangusta" Bottai tra i soliti cori ridondanti della folla.

Completamente in tenuta giallo/nera, guanti compresi, con tanto di maglia ufficiale ed una scritta greca sui pantaloncini, Lenny fa il suo ingresso dedicandolo agli amici di Atene che lo sostegono sempre a distanza.
L'avversario era il collaudatore Kubicshek, il quale, a discapito della definizione, oltre ad avere un record in bilancio in ben 60 incontri disputati tra i pro, veniva da 3 successi consecutivi anche se ottenuti in patria.
Alto e tecnicamente impostato, con fisico longilineo ed allenato, l'ungherese ha sin dal primo gong cercato di usare i colpi lunghi per tenere lontano un Lenny carico e deciso ad accorciare, mostrando una scioltezza iniziale maggiore di sempre. Kubicshek scagliati i suoi colpi tentava di imbrigliare la "mangusta" che tuttavia non perdeva la tranquillità e cercava di concretizzare, infilando dure combinazioni al corpo e al viso.
Alla seconda ripresa alcuni scambi duri segnavano l'ospite, aperto all'arcata sinistra e un destro dritto di incontro al corpo lo costringeva ad inginocchiarsi prima del gong che gli valeva la salvezza.

Tuttavia l'inizio della terza si rivelava ancora dura per il magiaro, pressato e colpito duramente, e nel tentativo di colpire d'incontro Lenny con un montante destro al viso veniva centrato nuovamente al costato da un potente destro dritto e finiva a terra. L'arbitro Boscarelli di Montecatini iniziava il conteggio per interromperlo quando l'ospite nel tentativo di rialzarsi pagava forse la scelta troppo anticipata e si ripiegava su se stesso.
Un Ko che ha segnato il ritorno prorompente di Lenny, in uno dei pochissimi collaudi fatti in carriera chiuso nel tempo necessario a dare delle risposte se servivano, perché l'esito comunque non era scontato, visto che Kubicshek era riuscito anche a portare ai punti in passato elementi di rilievo come Della Rosa e Shabani.
La chiusura come sempre è stata affidata ai suoi saluti al pubblico, farciti dal ricordo indelebile del compianto Gino Calderini, a nome del quale è stata consegnata una cospicua somma alle Cure Palliative e una targa alla figlia Vanessa nel ricordo della serata.
Poi, un inciso doveroso e immancabile è andato alla memoria del 20 luglio di 11 anni prima, nella speranza ancora viva di un mondo migliore, ma questa come direbbe Lucarelli è un’altra storia...
Grazie a tutti!
L'ennesimo successo per la nostra società, che ha mostrato ancora una volta quanto la forza collettiva sia importante per chi lavora dal basso. Un team organizzativo e tecnico perfetto, tutto è funzionato con professionalità e dedizione, da chi ha lavorato tutto il giorno per l'allestimento della serata a chi ha coadiuvato i compagni nel riscaldamento, quindi ad un angolo che ha mostrato un nuovo ed importante ricambio, in linea perfetta con il nome Fortitude.

Un successo in termini sportivi ma anche sociali di partecipazione, una serata resa strumento cosciente di solidarietà, perchè NOI siamo questo, cuore ma anche testa. Messaggio di una realtà che parla chiaro e risponde agli sconfitti di mestiere, appaiati nelle istituzioni, che ancora stentano a rinconoscere il nostro lavoro e ci confinano ad ore contate in un Bunker di 100mq, negandoci ogni possibilità di sviluppo. Atteggiamento che altrove, forse, sembrerebbe un idiozia.

Eppure, nella Livorno in cui le istituzioni giurano tanta sensibilità e interesse verso lo sport e l'azione di solidarietà sociale, tutto tace, e i progetti sportivi, anzichè alla qualità e al valore di ciò che si propone sono affidati ai bilanci e al mercato, come fanno i privati e i commercianti.
Questo è successo, mentre l'unico uomo delle istituzioni sportive, che ha sempre posto attenzione al nostro operato, come succede sempre alle migliori persone, se n'è andato per un male incurabile, dovuto forse alla stessa mentalità autodistuttiva di chi gestisce Livorno e che guarda poco nei fatti a un miglioramento della qualità della vita.
Per questo motivo siamo orgogliosi di restare dove siamo, ed essere quello che siamo, quindi di aver ricordato una splendida persona come Gino in questo modo, facendo e non parlando, come i detti politici e dirigenti, perchè sappiamo che lui non sarebbe mancato nella nostra causa e avrebbe tifato dalla sua riservatissima poltrona. L'abbraccio della famiglia, presente al completo, con gli amici Fracassi e tanti altri ci ha commosso ed è valsa le nostre fatiche!

La consegna dei soldi e la targa ricordo a nome di Calderini alla direttrice delle cure Palliative!
Foto Grazie a Spartan Photo e Marco Giuliani
tratto da http://www.spesfortitude.altervista.org
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