Il braccio sollevato in alto dall'arbitro, la fronte che zampilla sangue e un'espressione contrariata, nonostante gli applausi dei supporter al seguito. E' l'ultima immagine della grande serata di boxe al Mandela Forum di Firenze e a regalarcela è Lenny Bottai. Per il pugile livornese è stata una vittoria amara, arrivata per la squalifica dell’avversario Armend Tatari, dopo appena due riprese. E’ evidente che l’atleta livornese avrebbe preferito un altro risvolto per il suo match e più tempo a disposizione per mostrare le sue qualità. Ma l’incontro è stato condizionato dalle scorrettezze dell’avversario, un roccioso croato di stanza a Bolzano, fermato e squalificato dall’arbitro. Fin da subito Tatari ha fatto capire di voler andare sopra le righe, approfittando dello scambio iniziale del guanto per affondare il primo colpo. Lenny non ha perso la concentrazione, incassando bene alcune sfuriate dell’avversario e rispondendo con una saggezza tattica contro la quale Tatari ha mostrato la sua fragilità emotiva. E così dopo aver avuto alcuni richiami dall’arbitro, il pugile ha colpito con una testata, forse involontaria ma decisamente maldestra, la fronte di Lenny e a quel punto l’arbitro ha cessato il match. Per Lenny Bottai, al di là di tutto, è un’altra vittoria da annoverare tra i professionisti in una serata speciale per il pugilato internazionale. Il “Nelson Mandela Forum” ha infatti ospitato, davanti ad una cornice di pubblico impressionante, la sfida tra l’idolo “locale” Leonard Bundu e il francese Frank Haroche Horta valevole per l’assegnazione della cintura dell’Unione Europea. Match intenso e di alto livello che ha premiato ai punti Leonard Bundu nei confronti di un avversario mai arrendevole e che al momento della proclamazione ha pesantemente contestato il verdetto dei giudici. Per Bundu, 34 anni è il coronamento di una carriera.
Per Senza Soste, Orlando Santesidra
14 marzo 2009
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