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Palio 2011: vincono i più forti e il futuro è un punto interrogativo

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palioLe gare

Come sempre il racconto della giornata più importante nel calendario delle gare remiere livornesi parte la mattina presto. Anche quest'anno i parenti e gli amici delle ragazze e dei ragazzi impegnati/e nelle gare degli equipaggi femminili e del Minipalio hanno potuto godersi le proprie figlie o conoscenti o amiche nella competizione loro riservata. Impossibile cercare di trovare aggettivi per la scelta, superconfermata, di relegare al mattino le due competizioni. Sembra di percepire una certa ritrosia nell'atteggiamento del Comitato Palio Marinaro ad aprirsi verso una dignitosa cornice di pubblico (comunque in aumento ma non paragonabile alle presenze sulle spallette per le gare del pomeriggio) e di partecipazione anche per i ragazzi giovani e per le vogatrici che, giustamente, meriterebbero altri riconoscimenti, altra considerazione.

Il Comitato Palio Marinaro, quello sì, necessiterebbe un accorpamento con il tessuto sociale della città che spera e vanamente crede di rappresentare. E ovviamente è l'organismo che sembra sarà più tutelato dell'intero movimento dal prossimo anno.

Ma ci interessano le gare: brave dunque alle ragazze dell'Antignano e del Salviano, che finiscono per tirare la volata ad un lanciatissimo Montenero, che si conferma barca da battere della categoria e festeggia con la consueta Ape Maja l'ennesimo trionfo. Complimenti poi ai ragazzi del Venezia che partono primi, fanno il vuoto e arrivano soli al traguardo per la gioia del loro allenatore Mauro Brucioni, prendendosi la rivincita con i pari categoria dopo il secondo posto dietro al Montenero dello scorso anno.

Dopo la gara Special Olimpics, con equipaggi formati da vogatori con difficoltà intellettive che ha visto prevalere la compagine di La Spezia, pronostici rispettati per l'inutile (quest'anno, ma vallo a sapere qui passa un treno ogni giorno e forse anche chi scrive è già rimasto indietro) gara a 4 remi che ha visto dominare e vincere per dispersione lo Shangay di mister Luca Marconi, equipaggio in grado di prevalere in sei gare su sei del programma di quest'anno. Poi, a seguire da lontano lo spettacolo, Antignano, Montenero, Sorgenti ed uno smarrito Colline, che si conferma maglia nera delle cantine dopo la grottesca contestazione dello scorso anno. Nel mezzo anche l'armo fuori gara dell'Accademia Navale. 

Palio a 10 remi

Mai Palio Marinaro fu tanto noioso. Un equipaggio davanti, gli altri a giocarsi un secondo posto prestigioso quanto effimero. L'ultima edizione prima degli accorpamenti ci consegna una gara vinta dalla cantina più forte in mare aperto, in grado di dominare, eccezion fatta per la Coppa Barontini 2011 che ha visto prevalere il Borgo Cappuccini, le ultime due stagioni di gare.

Pronti via e la barca più forte gira per prima la boa seguita proprio dai rivali bianconeri e dai giallorossi del Pontino in grande rimonta dopo l'inizio difficile dello scorso anno che li aveva, però, già proiettati verso una stagione ricca di soddisfazioni dopo il terzo posto del Palio 2010. Il vantaggio si fa sicuro prima della metà gara al punto che lo speaker, giusto per rendere movimentato un pomeriggio che aveva già rispettato il pronostico a 4 remi a favore della barca più forte, elargisce al buon pubblico presente sulle spallette della Terrazza Mascagni, ed in aumento rispetto allo scorso anno, il racconto di una accesa lotta per il secondo posto che, in realtà, registrava soltanto lo sforzo vittorioso del Borgo Cappuccini di resistere agli attacchi dei rivali dell'Ovosodo per difendere il terzo posto e battagliare fino all'ultima vogata con l'equipaggio del Pontino San Marco, autore di uno sprint finale più incisivo che gli consegnava la meritata seconda piazza.

Un Ovosodo deludente dunque, ai piedi del podio come da molti anni non si vedeva, lontano dai fasti di fine Anni Zero. E mentre l'Ardenza la Rosa si trascinava in ultima posizione, quest'anno non decisiva per perdere il gozzo proprio per la questione degli accorpamenti (ma vallo a sapere, vedi sopra), galleggiavano in alto mare, mai pericolosi per le prime piazze, gli armi del San Jacopo, del Fabbricotti e del Salviano.

Il racconto della gara, la cronaca sportiva finisce qui. Manca soltanto di dire che la barca più forte è ovviamente il Venezia, ma siamo sicuri che trattasi per chi legge di un'aggiunta trascurabile visto il dominio espresso in mare.

Prossima stagione

Il futuro del Palio Marinaro è in via di definizione. Sembrano certi gli accorpamenti e la trasformazione in Associazioni sportive delle otto cantine che parteciperanno alle gare del prossimo anno. In questa sede si vuole commentare soltanto l'aspetto sportivo della manifestazione ed un commento, un pronostico sul futuro è ipotizzabile: Venezia, Borgo Cappuccini e Pontino, che non risentiranno di accorpamenti in quanto quartieri storici, sembrano le più lanciate verso una stagione prossima di prestigio. Servirà maggiore forza nella barca biancogialla dell'Ovosodo, unica artefice del proprio destino vista la rinuncia del gozzo del Magenta Origine a disputare le gare dell'anno appena concluso e la conseguente rinuncia all'accorpamento con la storica cantina vincitrice di quattro edizioni del Palio consecutive fino al 2009. Il resto è un grande e deprimente punto interrogativo. Capire quale futuro avrà il movimento del remo livornese è un quiz che al momento non ha risposta. Riusciranno i nostri eroi, super eroi sarebbe meglio dire, a creare altri armi competitivi partendo da risorse inferiori rispetto alle cantine storiche, con vogatori da definire, organigrammi da risistemare, antipatie da bypassare, antichi rituali da mutare? Bella domanda.

Rimane un auspicio: speriamo che torni presto la Livorno in Voga, quella in cui si sudava e ci si arrampicava sui palazzoni lungo i fossi per vedere passare la Coppa Barontini tifando per i colori amici, sperando che i rivali storici scomparissero dietro i bastioni della Fortezza per non riapparire mai più. Salvaguardare lo spirito battagliero a vantaggio di una sana e gloriosa storia, non soltanto sportiva, da rinverdire e rinfrescare è l'obiettivo da centrare per non scomparire.

Ovviamente chi scrive, per natura e per esperienza, rimane scettico.

per senzasoste.it

Nero Vilzo Revelli

 


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