
E' indubbio che non abbiamo bisogno di alcuna presentazione in termine di capacità di analizzare gli incontri e i verdetti, su queste pagine avete tutti potuto leggere analisi, se di parte in termini ovvi di appartenenza e tifo, ma sempre coerenti con l’etica che la boxe dovrebbe imporre a tutti, nel rispetto di chi sale sul ring e fatica in palestra, che sia questi un nostro tesserato o di un’altra società.
Nei match fuori torneo abbiamo spesso accettato e capito pareggi stretti, detto che alcune nostre vittorie potevano essere pareggi, e detto anche, quando è servito, che un giudizio è stato era stato forse troppo generoso per noi.
Quando invece abbiamo criticato fattori come l’interruzione medica per il semplice sangue dal naso, lo abbiamo fatto nel dare e nel ricevere, al fine di avere una coerenza per orgoglio che desse un segnale chiaro a chi a piacimento cambia posizione.
Spesso accantoniamo l’inutile discussione sul conteggio dei colpi, che oggi, ancor più con sistemi che nei tornei dilettantistici diventano vera e propria algebra, sono diventati autentici metodi per non far capire il metro di giudizio a chi combatte e a chi guarda.
Ma una cosa è certa, quello che è capitato domenica 10 giugno a Firenze al nostro carrarmatino non ha scuse, ne interpretazioni che possono addolcire l’amaro per un secondo posto a dir poco stretto, arrivato dopo un torneo strepitoso.
Ma prima di arrivare alla finale in questione andiamo a vedere il cammino orgoglioso del nostro piccolo grande guerriero Jonathan Sannino, vincitore indiscusso del torneo, visto che il termine "morale" concesso dagli addetti ai lavori per giustificare la situazione non ci piace per niente.


Quarti di finale:
Benchè tutti i partecipanti della categoria 56Kg siano di grande qualità, non a caso Jonny è il penultimo in termini di punteggio, il sorteggio iniziale sembra non essere troppo a nostro favore. Il carrarmatino deve infatti esordire contro una delle due “testa di serie” del torneo, il laziale Alfano Mariodella boxe di San Basilio, accompagnato ed allenato dal M° Maggi del campione Petrucci. Alfano è elemento che, oltre ad essere il finalista battuto di un soffio nella recente edizione, ha mostrato a tutta Italia le sue qualità arrivando in finale addirittura ai campionati italiani assoluti di Napoli nel 2010. Il suo record parla chiaro: 33 incontri 19 vittorie 8 sconfitte e 6 pareggi. Inutile dire che Jonny, alla prima esperienza da senior, è dato da tutti per spacciato.


Semifinale:
Passato il duro scoglio Alfano, Jonny si trova sulla strada un altro elemento di spessore, il sardo Alessandro Cubeddu, nome noto nel pugilato giovanile nazionale per aver vinto tornei nazionali esordienti, cadetti e youth ed aver vestito la maglia azzurra in diversi tornei internazionali. Il suo record 36 incontri, 21 vittorie, 2 pareggi e 13 sconfitte, evidenzia proprio come quest’ultime siano arrivate quasi per la totalità in campo internazionale. Inutile dire che, ancor più in questa semifinale, il nostro T-34 è dato per spacciato. “Comunque sia” ci dicono “si è fatto notare ed ha battuto una testa di serie”.

Anche questa volta però il carrarmatino strabilia tutti i presenti con una prestazione fantastica. Cubeddu cerca di far valere le lunghe leve e la sua tecnica da incontrista, ma Jonny riesce a scorciare sempre la distanza infilando colpi rapidi e spesso ad incrociare il veloce sinistro del sardo con un potente gancio destro. Anche in questo match, col passare delle riprese il divario si amplia e in chiusura si percepisce quanto Jonny abbia la finale già in tasca. I complimenti per l’ennesima sorpresa si moltiplicano da parte di tutti, gli illustri presenti e li addetti ai lavori, con questo incontro il nostro carrarmatino infatti fa il suo ingresso nella finale del secondo torneo di maggiore importanza del dilettantismo nazionale.

Finale:
Dopo due belle battaglie, vinte con prestazioni notevoli, Jonny si presenta alla finale da outsider ma con un grande biglietto da visita. L’avversario è Francesco Splendori elemento in forza alle Fiamme Oro che ha vinto la recente edizione del torneo e vanta anche un titolo nazionale nei cadetti. L’atleta della Polizia, anche se non sembra possedere ne la potenza di Alfano ne la pulita tecnica di Cubeddu, evidenzia una grande rapidità e scaltrezza tattica, ed il suo record, tuttavia privo di convocazioni nazionali, di 32 vittorie e 6 sole sconfitte lo conferma. Ci verrebbe anche da dire che magari la diversa condizione sociale, gli strumenti e le risorse degli atleti dei corpi di stato, che vivono di sport e hanno un futuro in questo, a differenza dei ragazzi “normali” come il nostro forse, possono fare la differenza. Mentre al fatto che ciò gli comporti un giudizio diverso nei punteggi o nelle condotte, non ci vogliamo nemmeno pensare, dal momento che basta già questo dislivello sociale (a nostro avviso) per annientare già lo spirito di De Coubertin che il dilettantismo dovrebbe imporre, ed anche se queste situazioni sono spesso riservate a futuri campioni da "cullare", non è detto che gli altri siano da meno.
Sin dalle prime riprese si intuisce il leit motiv dell’incontro. Jonny avanza per cercare il confronto e Splendori retrocede balzellando sulla gambe per partire con serie improvvise e spesso confuse che culminano poi con trattenute e spinte, al fine di tentare di riguadagnare la porzione di ring che basta per ripartire con la stessa tattica indietreggiando.

Il carrarmatino tuttavia (ci sorprende...) non si spazientisce, segue l’avversario chiuso e lo centra quando è sicuro della distanza, tuttavia Splendori infilati i sui colpi, a segno o no, rende impossibile ogni forma di combattimento. Iniziano a fioccare i richiami verbali dell’arbitro Giacomelli dell’Umbria, tuttavia, Splendori porta in questo modo a termine la prima ripresa e la chiude addirittura in vantaggio di due punti.
Nella seconda Jonny si fa più deciso, ma la tattica di Splendori non cambia, e l’atteggiamento arbitrale nemmeno. Il tempo perso in queste fasi raggiunge livelli incredibil e suscita il disamoramento del pubblico, che fischia le trattenute del laziale. In una di queste azioni di ostruzione gli atleti finiscono addirittura a terra e finalmente (apriti cielo) l’arbitro si ricorda dell’esistenza del richiamo ufficiale, che comporta l'assegnazione di due punti a Jonny. Tuttavia anche la seconda ripresa termina con un parziale di vantaggio per l’atleta della Polizia, come non lo sappiamo...
Per Jonny è tempo di stringere nell’ultimo round, e spronato dall'angolo, aumenta il ritmo e si fa sempre più sotto ed inizia a infilare qualche bel colpo, uno atterra anche l’avversario che forse si sbilancia anche ma viene colpito, tuttavia è solo invitato a rialzarsi.
Così l’atleta delle Fiamme Oro che percepisce il pericolo, non cambia assolutamente tattica ed anzi l’intesifica. Finiti di nuovo a terra i pugili, si odono di nuovo fischi e dopo l'ennesima trattenuta (siamo a quota 9 verbali) l’arbitro si sente costretto a richiamare ufficialmente nuovamente Splendori, che per tutta risposta però protrae il suo atteggiamento ostruttivo anche nel finale, dove i richiami continuano ad arrivare, ma solo in maniera verbale (l’ennesimo causerebbe la squalifica).
Il match finisce così, con la convinzione di tutto il piazzale, che fosse altro per la condotta del campione in carica, il nuovo campione del guanto d’oro è colui che ha cercato in ogni modo di combattere e quando ha potuto l’ha fatto, infilando i suoi colpi chiari.
Il verdetto di 12-11 a favore di Splendori, però scatena il putiferio, tra fischi del pubblico del posto, e offese dei tifosi venuti da Livorno, che Jonny stesso, con grande stile e maturità placa, prima di lasciare il ring immerso nella delusione.

Conclusioni doverose:
Come detto in apertura, non è ne nostra abitudine ne intenzione dare troppo risalto alle controversie che nascono dopo i verdetti, ma in questo caso, ci sentiamo di dire che insieme a Jonny ci siamo sentiti defraudati di una vittoria legittima.
Al dilà del conteggio dei punti, che per beffa ci avrebbe visto sconfitti di un solo colpo, e in caso di parità ricordiamo la preferenza calcolata dal computer con due richiami ufficiali sarebbe stata sicura per noi, ci preme evidenziare la condotta arbitrale a dir poco sbilanciata a favore del vincente, che come e dove abbia messo a segno 12 colpi non ce lo spieghiamo. Durante l’incontro l’arbitro Giacomelli ha dovuto interrompere e dare lo stop per intervenire sul medesimo fallo di Splendori ben dodici volte, non c’è da dire che la confusione sia stata reciproca dal momento che sul carrarmatino è intervenuto una sola volta in tutto l'incontro. Quindi anche solo da questo dato pare inequivocabile capire chi stesse conducendo il match fuori dalle regole.
Arrivato alla seconda ammonizione ufficiale poi, dopo tanta fatica e fischi del pubblico per decidersi, l’arbitro per evitare la squalifica che sarebbe stata legittima e logica alla successiva azione ostruttiva, ha continuato a richiamare verbalmente sempre per il medesimo fallo altre 3 volte, lasciar correre per altre 4 delle trattenute che i contendenti si sono “sbrigati da se” e ha gestito altre 3 di queste con un “break” senza intervenire sul fallo. Così, in questo modo, Giacomelli ha consentito che due terzi del match a causa della tattica di Splendori venissero passati non a boxare ma ad abbracciarsi in una sorta di tango.
Come società ci siamo recati dall’apposita commissione d’appello, ma eccetto le scuse e la comprensiva solidarietà dovuta all’imbarazzo per quanto visto dai presenti, siamo stati informati che nel regolamento italiano, a differenza di quello Aiba, la reiterazione dello stesso fallo non comporta automaticamente il richiamo e la squalifica. Questa decisione è facoltà dell’arbitro, e il ricorso va presentato per un errore tecnico, non di interpretazione.
Una beffa nella beffa, che come abbiamo detto ai presenti, fa male allo sport e alla boxe.

Troviamo veramente imbarazzante che accadano queste cose, visto che non stiamo parlando di un colpo visto o meno, quindi della capacità soggettiva di attenzione o giudizio, ma di una condotta assurda che priva un ragazzo che si è sacrificato della legittima vittoria.
Essere ritenuti, come detto da alcuni illustri, i vincitori “morali” non rende omaggio, e non pensiamo che sia la medicina per guarire quanto di sbagliato e malato c’è nel pugilato.
Lasciamo da parte le illazioni consuete in questo caso, che farebbero pensare ad un atteggiamento diverso verso alcune squadre, ritenute importanti o forse basilari, per la gestione della boxe dilettantistica in Italia, e visto che non abbiamo potuto fare ricorso, ci promettiamo a scrivere al comitato per chiedere conto di quanto accaduto.
Chiediamo conto della condotta arbitrale e della totale latitanza di chi forse ci poteva aiutare, tutelare o indirizzare e invece non lo abbiamo ne visto ne sentito.
Forse perché abbiamo NOI dovuto intercedere per segnalare Jonathan, dopo due bronzi nazionali ai cadetti e agli youth, visto che nessuno preposto dalla federazione, in provincia e in regione, lo aveva segnalato alla commissione tecnica per questo torneo a invito. Il cammino di Jonny poi ha risposto a chi lo aveva ignorato.
Non aggiungiamo altro, chiariamo che la nostra non è banale rabbia dovuta dalla partigianeria, ma soprattutto voglia di migliorare le cose perché certi errori non si ripetano più, non solo a noi, ma a tutti, per il bene della Boxe.


Fantastica, come sempre, la partecipazione in tutti e tre i giorni della palestra ed oltre, questa marcia in più ci rende orgogliosi ed è stata fondamentale per Jonny e per tutti noi. Un abbraccio ai fratelli della Verbano, presenti come sempre al nostro fianco, le nostre vittorie vanno a Carla, al domani di un giorno triste che ci ha tolto la sua persona ma non la sua forza vogliamo ricordarla così. Per lo sport popolare che trionfa.


Il guanto d'oro in Rai e l'incapacità o la maestria di Mattioli.
Come avviene sempre, le finali del torneo sono date Mercoledì 13 da RaiSportSat in differita, ci sono arrivate diverse segnalazioni e lamentele in merito alla "strana" telecronaca di Mattioli che sembra aver visto quando "poca tecnica" quando "troppa irruenza" in Jonathan, e per finire il troppo agonismo e scorrettezze di entrambi che rovinavano l'incontro. Premesso che tutti dovrebbero conoscere alcune preferenze e simpatie che legano alcuni di noi al telecronista in questione, la cui opinione è lecita sia chiaro, ma vorremmo capire come il Sig. Mattioli interpreti il termine "tecnica" dal momento che questa è prima di tutto padronanza dei gesti, e avendo Splendori tirato solo due colpi dei tanti disponibili in tutto il match ci viene da pensare che non sia stata magari una certa presenza sull'angolo a stimolare un giudizio che non sta ne in cielo ne in terra. lo rivela il fatto che Jonny ha preso un solo richiamo verbale, e dire che l'incontro è reso brutto o spigoloso dalla sua irruenza ha dell'incongruo, visto che se così fosse, nel caso, avrebbe dovuto dire che l'arbitro richiamava erroneamente Splendori invece di Jonny (ed in questo caso avrebbe vinto l'oscar). Ma andiamo avanti, forse commentando in differita si sa già il risultato e si possono sistemare le cose, altrimenti c'è da pensare a tutt'altro...

Pubblicheremo presto la lettera che invieremo al comitato e l’eventuale risposta, per il diritto di tutti quelli che ci hanno scritto e chiamato di sapere.
Inoltre, a conferma di quanto abbiamo scritto, postiamo su questo Link un video con la sintesi dei falli ricevuti da Jonny in 9 minuti di gara, il video ne dura 6.
GUARDA IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE
Grazie per le foto a Dottor Zed e Spartan Photo
Buona visione...
tratto da http://www.spesfortitude.altervista.org
16 giugno 2012
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