Visto che con le leggi italiane mai dire gatto finchè non è nel sacco, ho aspettato l’approvazione definitiva del cosiddetto decreto sviluppo (ieri sera, in Senato) per parlare delle novità relative all’energia e all’ambiente che a mio avviso, per dirla in una parola, sono pessime.
Arrivano i sussidi per le centrali che producono energia elettrica a partire dai combustibili fossili, responsabili dell’effetto serra, dal momento che le rinnovabili hanno fatto diminuire il prezzo dell’elettricità nelle ore di punta. Tutto questo anche se lo sviluppo del fotovoltaico è stato praticamente stroncato dalle successive riedizioni del conto energia.
Ricordate quando, pochissimi anni fa, Berlusconi voleva a tutti i costi far digerire all’Italia quattro centrali nucleari? Ebbene, ora si scopre che il Paese “ha una sovracapacità ormai strutturale di produzione elettrica di oltre il 30 per cento”, parola di Confindustria che pure faceva le fusa al nucleare (l’affare era costruire le centrali, mica produrre energia). E quindi…
Quindi, visto che le energie rinnovabili prodotte dal vento e dal sole sono per loro natura discontinue, invece di investire in sistemi di stoccaggio dei surplus prodotti nei momenti di punta, il cosiddetto decreto sviluppo recita all’articolo 34, comma 7 bis:
Clic sull’immagine e si apre, in un’altra pagina, il testo completo del decreto.
Traduzione: gli impianti da fonti fossili sono gli unici in gradi di produrre energia elettrica con continuità ma sono in difficoltà a causa della crescente produzione di energia da fonti rinnovabili che fa diminuire il prezzo dell’energia stessa durante il giorno, quando si verificano il picco della produzione e il picco dei consumi. Perciò fra 90 giorni verranno scelti gli impianti da fonti fossili che riceveranno incentivi e verrà decisa anche l’entità degli incentivi stessi.
La prima formulazione del provvedimento prevedeva che gli incentivi fossero estratti direttamente dalle nostre tasche attraverso la bolletta dell’energia elettrica.
Confindustria si è opposta, perchè si sarebbe trattato di un prelievo complessivo pari a 500-800 milioni di euro.
Anche le imprese pagano le bollette dell’elettricità, ecchecaspita!, mica solo i consumatori. Così il testo approvato non specifica dove si troveranno i soldi per questi incentivi. In ogni caso li pagheremo noi comuni mortali, attraverso un qualche balzello ancora tutto da inventare o attraverso la riduzione dei servizi pubblici che, a furia di tagli, grondano già sangue da tutte le parti.
Di Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko
vedi anche
Sul Sole 24 Ore “Troppo costose le centrali di riserva”
Su Quale Energia le rinnovabili italiane e il nodo dei sistemi di accumulo
Un post di Petrolio di qualche settimana fa rinnovabili, giovedì scorso l’energia costava zero
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