Cosa conosciamo del nucleare? Quali sono le conseguenze? Inizio con riportare alla luce, solo come esempio, quale sia la situazione dell'area posta tra il Volturno e il Garigliano e che si estende tra le province di Latina, quella di Caserta e l’Abruzzo.1983. Fu infatti allora che una lettera firmata da un tecnico dell’Enea e da altri due colleghi fu fatta recapitare all’avvocato Tibaldi di Formia nella quale si denunciava la necessità di valutare lo stato di salute di quei 1.700 km2 di mare compresi tra il Volturno ed il Circeo. Si era registrato un preoccupante livello di contaminazione da Cesio-137 e Cobalto-60. Pertanto si doveva verificare i rischi di balneazione, di inquinamento dei fondali, la sospetta tossicità di prodotti ittici .
Da un’inchiesta del 1981 si appresero notizie sulle malformazioni congenite registrate nei vitelli allevati nella zona contigua alla centrale accompagnato ad un sospetto intensificarsi di malformazioni genetiche a partire dagli anni 1964/65 (perfetta coincidenza con l’apertura della centrale), con casi di ermafroditismo e anchilosi. Emersero anche dati archiviati dalla Usl Latina-6 di Formia, relativi a malformazioni genetiche registrate sui neonati (19,57 %. nel 1984), casi di bambini anencefali registrati all’Ospedale di Minturno o il ciclopismo del I semestre ’84 presso l’Ospedale Civico di Gaeta. Scenario infine reso ancora più cupo dai dati Istat del settennio ’72-’78 sulla mortalità per tumore e leucemia nella piana del Garigliano, spaventosamente attestato sul 44,48% (21,63 in tutta la provincia di Latina) contro una media italiana di poco superiore al 7%. Tibaldi continua a tutt’oggi a denunciare casi di malformazioni "certificate" nell’area e a ricevere frequenti segnalazioni di casi analoghi e pertanto a sostenere che la presenza del nucleare abbia comportato enormi fattori di rischio per la salute. «Ciò cui abbiamo assistito in questi anni è spaventoso. -esordisce- infatti "La mortalità per leucemia e per cancro è aumentata in modo esponenziale in tutte e tre le regioni esposte alle radiazioni della centrale del Garigliano: in provincia di Latina, nel basso Lazio e in Abruzzo. Mentre tutto ciò che io sostengo e denuncio da tempo attende ancora una smentita da parte di chi pure dovrebbe sentirsi in dovere di rispondere: Enel, Enea e Ministero della Sanità. Il che vuol dire che mancano argomenti per zittirmi.» Del resto quei dati raccolti negli anni ’83 e ’84 e poi pubblicati in due volumi derivano da un’osservazione diretta del territorio oltre che da quanto l’Istat veniva rendendo noto negli stessi anni. «Faccio qualche esempio. -riprende- A San Castrese, in provincia di Caserta, i casi di mortalità per tumore sono passati dall’1,8% del ventennio ’44-’64 all’11,4% di quindici anni più tardi. A San Cosimo e Damiano (Lt) si è passati nello stesso periodo dal 6,8% al 16%. A Minturno dal 5,6% al 10,6%. A Formia infine dal 7,21% all’11,41%.» «Quello che posso dire -prosegue l’avvocato pontino- è che non c’è famiglia nell’area del Garigliano che non abbia dovuto assistere a questa ecatombe anche all’interno del proprio nucleo. Come quella famiglia di San Cosimo in cui ben 8 componenti su 9 (mentre anche il nono si è già ammalato) sono morti per cancro. Senza trascurare il fatto che ai bambini dell’area di Formia ammalati di leucemia e a consulto presso il professor Mandelli viene ripetuto di continuo dal famoso luminare che si tratta delle stesse patologie riscontrate nell’area di Cernobyl.» Tibaldi che ancora ricorda i primi casi di malformazioni genetiche riscontrate nel bestiame di sua proprietà agli inizi degli anni ’60, non intende comunque abbandonare la sua lotta. E anzi dopo aver pubblicato Lettere ai giudici sulla centrale del Garigliano senza riceverne risposta, ha ancora un bel po’ di domande da porre. Circa «gli esperimenti che portarono alla chiusura della centrale del Garigliano e che fecero criccare la centrale» precisa; o circa gli scarichi radioattivi della centrale della Casaccia direttamente nella rete fognaria. Anche se questo gli ha procurato non poche noie, anche legali. «Ma io non ho paura. E anzi mi muovo soprattutto per quel senso civico ed umanitario che mi deriva da anni di ricerche e dall’esperienza diretta di quel che ho visto accadere in quest’area e nella mia famiglia. Perché in questo tempo ho visto andarsene allo stesso modo i miei cugini e un fratello, oltre che un gran numero di amici. Mi sembra abbastanza.»
Il Parlamento Europeo e l'Italia
L' Energia
Il Parlamento europeo affronta la questione energia. Sul tavolo c’è il Set Plan (Strategic Energy Technology Plan), si parla della riduzione delle emissioni di CO2 e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il parlamento europeo intende aumentare i fondi in tempi rapidi e promuovere la ricerca, ridurre la burocrazia.
Al parlamento europeo si è suggerito di investire 300 milioni di euro per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS), cioè lo stoccaggio della CO2. Questa tecnica, al momento non esiste e non convincerebbe le molte associazioni ambientaliste: le associazioni ambientaliste temono si riveli solo una sorta di greenwashing per le centrali a carbone.
In parlamento si è sensibilizzato i paesi a incentivare le smart grids, ovvero le reti intelligienti; queste permetterebbero una diffusione dei piccoli impianti da fonte rinnovabile parallelamente allo sviluppo dell'idroelettrco di piccola capacità.
I fondi che costituiscono il Set Plan, sono pari a 45 miliardi di euro e spalmati per i prossimi dieci anni. Sono così ripartiti:
6 miliardi per l’eolico
6 miliardi per il solare
2 miliardi per le reti elettriche
9 miliardi per le bioenergie
13 miliardi per il CCS
7 miliardi per la fissione nucleare
5 miliardi per le fuel cell e l’idrogeno
Il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo: sono i cittadini che pagano in bolletta sotto forma di “acquisti garantiti di elettricità da parte dello Stato ad un prezzo superiore a quello di mercato”. Questo sistema favorisce le aziende che ne usufruiscono, perchè in quanto trattando di energia, ciò che producono è certo che riusciranno a rivenderlo.
Il Ministro Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare indicando come data di realizzazione della prima centrale entro il 2013.
Al parlamento europeo si è suggerito di investire 300 milioni di euro per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS), cioè lo stoccaggio della CO2. Questa tecnica, al momento non esiste e non convincerebbe le molte associazioni ambientaliste: le associazioni ambientaliste temono si riveli solo una sorta di greenwashing per le centrali a carbone.
In parlamento si è sensibilizzato i paesi a incentivare le smart grids, ovvero le reti intelligienti; queste permetterebbero una diffusione dei piccoli impianti da fonte rinnovabile parallelamente allo sviluppo dell'idroelettrco di piccola capacità.
I fondi che costituiscono il Set Plan, sono pari a 45 miliardi di euro e spalmati per i prossimi dieci anni. Sono così ripartiti:
6 miliardi per l’eolico
6 miliardi per il solare
2 miliardi per le reti elettriche
9 miliardi per le bioenergie
13 miliardi per il CCS
7 miliardi per la fissione nucleare
5 miliardi per le fuel cell e l’idrogeno
Il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo: sono i cittadini che pagano in bolletta sotto forma di “acquisti garantiti di elettricità da parte dello Stato ad un prezzo superiore a quello di mercato”. Questo sistema favorisce le aziende che ne usufruiscono, perchè in quanto trattando di energia, ciò che producono è certo che riusciranno a rivenderlo.
Il Ministro Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare indicando come data di realizzazione della prima centrale entro il 2013.
Cosa conoscono gli italiani del nucleare?
Per poter scegliere, dovremmo avere anche una corretta informazione sul concetto di Energia Nucleare e di quelle che saranno le conseguenze per gli uomini e l'ambiente. Per capire meglio, è possibile andare sul web Nuclear Lifestyle dove si può fare un breve test per accertare la propria conoscenza sull’energia atomica e firmare l’appello antinuclearista. A questo proposito, è stata aperta una linea con la quale possiamo esprimere il nostro dissenso alla realizzazione di centrali nucleari vicino alle nostre terre. Il numero di telefono gratuito 800.864.884
Carlo Rubbia: c'è ben altro oltre al nucleare
Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, in alternativa ha detto: "Un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento della cosiddetta sun-belt ( cintura del sole ) di cui fa parte naturalmente la Sicilia.
Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. Gli impianti solari termodinamici a concentrazione costerebbe molto meno delle centrali nucleari, non vi sarebbero problemi di scorie, l’ energia solare infatti è praticamente infinita, pulita,sicura. In Nevada è stato costruito un impianto per la produzione di energia solare, su progetto spagnolo.Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Per quanto riguarda la questione della notte, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".
Insomma; ci sono molte più strade alternative al nucleare di quanto noi ci possiamo imamginare. Allora perchè insitere nel nucleare? Perchè non fare pace con la nostra salute ed il nostro ambiente?
per senzasoste.it
giuliano turchi
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