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Nucleare? Berlusconi lo vuole, Bersani non lo rifiuta, l'economia tedesca lo boccia

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nucleare_scajolaDa quando Berlusconi ha promosso il nucleare nel futuro energetico di questo paese, il centrosinistra ha manifestato un silenzio che vale quanto una mozione a favore.
Questo è nella logica delle grandi opere la vera costituzione materiale di questo scorcio di vita (o di non vita) repubblicana. Cattedrali di cemento, infrastrutture, grandi appalti tengono unite nella stessa logica le imprese del centrodestra e le cooperative del centrosinistra. E' la via italiana al capitalismo senza futuro ma con un presente fatto di gigantesche sovvenzioni. Una via tecnologicamente obsoleta ma con il grande pregio di muovere finanziamenti facendo lavorare i due veri player della vita economica e sociale questo periodo: banche e mattone.
Che il nucleare in Italia sia una scelta fatta di ritardo e pericoli ce lo hanno mostrato recentemente Mattioli e Scalia sul Manifesto.
Se la posizione dei due miti studiosi dell'area ecologista sembrasse troppo estrema, visti i tempi in cui anche Di Pietro è catalogato come "radicale", ecco qui uno studio della Frankfurter Allgemeine.
Il giornale più letto della Borsa di Francoforte boccia il nucleare di ultima generazione come ancora insicuro e antieconomico.

Forse in Germania non hanno fatto i conti con la logica italiana: muovere banche, finanziamenti e grandi opere a prescindere dall'esito finale. Tanto ci penserà Berlusconi a vendere il nucleare agli italiani secondo una mitologia dell'atomo amico da anni '50 e Bersani ad annuire pensando agli utili delle sempre più nocive cooperative emiliane.

(red) 7 febbraio 2010