Procuratevi on line tra qualche giorno il paginone dedicato dal manifesto oggi 15 febbraio 2011 all'esito del referendum (valido con il 27% degli aventi diritto, ma è la germania non Livorno) promosso dai cittadini berlinesi per ottenere la pubblicizzazione degli accordi segreti tra socio pubblico (50,1% delle azioni) e privato (al 49%) della partnership per la gestione dell'acqua pubblica berlinese, nel frattempo rincarata del 35%. La maggior parte dei profitti andavano al socio privato di minoranza, che comunque aveva un margine di profitto garantito del 9%.
Il caso tedesco dimostra che a poco o nulla serve la foglia di fico del mantenimento in mano formalmente pubblica della maggioranza delle azioni, quando è il socio privato (industriale) a gestire l'azienda. Con scritture contabili dotate di 7 sigilli, con buona pace della "partecipazione". Perfino in Germania potrebbe non bastare il referendum per obbligare il socio privato a desecretare gli "accordi commerciali" (i patti con l'ente pubblico per la gestione dell'acqua e dei suoi introiti), protetti in nome del diritto di proprietà come segreto aziendale.
Si tratta di quello stesso modello che, grosso modo, pare dovrebbe essere imposto dal Governo Regionale a tutta la toscana? Con la benedizione del Prc che comunque fa parte di maggioranza e giunta? Sono domande ma temo di conoscerne la risposta.
Link: Berlino: vince il referendum contro la privatizzazione dell’acqua
Inviato a Senza Soste da G.F
15 febbraio 2011
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