Sono iniziati questa mattina in tre diversi siti della Val di Susa alcuni dei 91 sondaggi preliminari per la Tav sul tracciato della Torino Lione. Secondo quanto riferisce il movimento no Tav, le macchine per la perforazione del terreno sarebbero entrate in funzione questa mattina alla stazione ferroviaria di Collegno, sorvegliate da una decina di poliziotti, e forse anche allo scalo merci di Orbassano e nel sito Amiat di Basse di Stura, a Torino. I tecnici di Rfi ed Ltf, che dai primi di febbraio dovrebbero cominiciare a mettere a punto il progetto preliminare dell'opera, sono invece stati fermati alle 6:30 all'autoporto di Susa dal presidio “No Tav” malgrado la presenza delle forze dell'ordine. "Non abbiamo vinto la battaglia – hanno detto i No Tav - dobbiamo rimanere qui. Abbiamo detto che in qualunque punto della Val di Susa tenteranno di fare un sondaggio ci saremo a difendere la nostra terra. Siamo convinti di essere nel giusto ed oggi abbiamo segnato un punto a nostro favore".
Lo schieramento delle forze dell’ordine sembra però essere imponente: 500 uomini tra agenti di polizia, carabinieri e finanzieri. Per ciò che riguarda la polizia, sono stati inviati in Val di Susa, oltre a “celerini” torinesi anche uomini del reparti “mobili” provenienti da Genova, Catania, Cagliari e Palermo. L’Arma, a supporto delle forze territoriali, ha inviato in valle 2 compagnie del Battaglione di Moncalieri e 2 provenienti dal Battaglione Liguria. Non mancheranno neppure i Finanzieri che interverranno con venti uomini del Gruppo Torino, più altri 50 che sono stati precettati dalle strutture della Valle D’Aosta, di Milano, Genova e Firenze.
Ad aspettare un'evantuale e probabile forzatura da parte degli uomini in divisa ci sarà un’intera valle che a piegarsi non ci pensa affatto. Un centinaio di No Tav dormirà al presidio, altri al caldo della propria casa, pronti a saltare in piedi al primo squillo di telefono. All’apparire del primo blindato scatterà infatti lo stesso piano utilizzato nel 2005 e aggiornato con le ultime tecnologie. Sms e telefonate saranno solo il primo segnale che partirà dall’autoporto di Susa per chiamare i “rinforzi”. Ma anche i walkie-talkie, come già sperimentato con successo al Seghino quattro anni fa, torneranno utili. E poi c’è Internet: sul web sono attivi moltissimi siti oltre a diversi profili su Facebook. In totale, dovrebbero essere una dozzina i cantieri che apriranno entro la fine del mese. “Anche se per rispettare i tempi previsti dalla burocrazia - spiega Alberto Perino, uno dei leader del movimento - dall’arrivo delle lettere di occupazione all’ingresso del cantiere dovrebbero trascorrere almeno 24 giorni. A Susa il postino ha suonato il 28 dicembre, quindi il temine scadrebbe solo il 21 gennaio”. I No Tav però non si affideranno alla giustizia. Nessun ricorso ai giudici ma l’impegno è quello di cercare di fermare tutti i cantieri. Così com’è accaduto nel 2005.“Ovunque andrete in Valle Susa – ha detto Perino a tecnici e agenti di polizia - noi saremo ad aspettarvi”. Lo stesso fronte No Tav alcuni concetti chiave che sono alla base del dissenso verso l’alta velocità: “Il Tav non serve, risponde a bisogni che non sono quelli dei cittadini. Un sistema di società che si basa solo sulla velocità e sulla devastazione non ci interessa. Meglio occuparsi dei pendolari che non dell’alta velocità”. Un concetto ribadito anche da altri: “La cosa più importante è il sistema ferroviario esistente. Vediamo tutti come sono obbligati a viaggiare studenti e pendolari, però i soldi ci sono solo per l’alta velocità. Prima si pensi a portare a un livello accettabile le nostre ferrovie. E non parliamo neanche di cosa potrebbe accadere con appalti, infiltrazioni mafiose e così via”. Studenti, operai, disoccupati, casalinghe, pensionati. A Susa sono rappresentate tutte le categorie e sembra che ciascuno, nel proprio tempo libero, non abbia fatto altro che leggere libri e ricerche. Basta scambiare due parole ed ecco numeri e dati, rigorosamente favorevoli al No. “E’ per questo che nel resto d’Italia non ci capiscono conclude una ragazza - non si sono informati come noi, si sono accontentati di quello che leggono sui giornali o che vedono alla televisione. Informazione di regime, pagata da chi vuole la Tav. Noi abbiamo studiato il problema e da 20 anni aspettiamo che qualcuno, un tecnico o un politico, venga in Valle di Susa a spiegarci perché abbiamo torto”. A chi gli fa notare che la prossima visita sarà quelle delle forze dell’ordine, rispondono così: “Noi siamo sempre qua, li aspettiamo. C’eravamo nel 2005, ci siamo oggi e ci saremo tra dieci anni”. (red)
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Alle 6.15 un drappello di poliziotti in borghese e Digos, accompagnati da capi e vice della Questura torinese si avvicinavano all'area presidiata annunciando la volontà di prendere possesso dei terreni. Di fronte alla ferma indisponibilità del movimento NoTav ad abbandonare i terreni, venivano minacciate azioni legali e rischi di denunce.
Ad "accogliere" le forze dell'ordine, tutto il presidio riversatosi in strada e aperto da una delegazione di donne NoTav (tra loro anche una sindaca) che reggevano lo striscione "NoTav No Sondaggi".
L'atteggiamento della questura si mostra in questi primi momenti molto timido e accondiscendente a causa del folto numero di partecipanti. Non è al momento chiaro se altri siti destinati al sondaggio geo-gnostico sono invece stati aperti (magari a Torino o nell'immediata cintura). Certamente numeri e qualità della risposta valsusina consigliano ai comandi di polizia e carabinieri un approccio "differenziale" tra città e valle.
Per la mattinata è previsto un momento di protesta pubblica nel comune di Susa contro l'atteggiamento collaborazionista dell'amministrazione comunale (unico comune della valle ad aver autorizzato i sondaggi) intorno alle 10. Domani pomeriggio alle h 18 un 'assemblea cittadina a Palazzo Nuovo discuterà delle tattiche per tentare boicottaggi e blocchi anche in città e cintura.
Questa prima vittoria valligiana è stata dedicata a Raul e Alessio recentemente scomparsi ma sempre cari alla memoria del movimento.
P.S. - (dall'Ansa)Scritte contro la linea ferroviaria ad alta velocita' Torino-Lione sono apparse a Venaria Reale, sul cui territorio dovrebbe passare il treno. ''Qui (non) passa il Tav'' e' lo slogan tracciato sui muri con vernice nera. I punti sono in via Alessandria, via Amati e via Traves, dove e' in programma l'effettuazione dei sondaggi preliminari.
- [NO TAV] Serrare le fila!
- [NO TAV] Il tempo dell’attesa
- Cronache dalla Valle che Resiste
- La democrazia in Val di Susa rispunta da sotto la neve
- aspettando i sondaggi e organizzando la resistenza
Contro i soprusi della politica.Il presidio di Susa ha bisogno anche di TE!
http://www.youtube.com/watch?v=uzNdvWmsHog
Torino-Lione: peggio di 5 anni fa. Non violenza e disobbedienza civile vincono.
http://www.youtube.com/watch?v=3QPmAyi0-uQ
Vi segnaliamo inoltre un video del Professor Roberto Topino
Tav Torino Lyon, lavorare a 50° C?
http://www.youtube.com/watch?v=SngOkiZWFyA
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