Ancora pioggia di soldi pubblici sul rigassificatore OLT

Medicina Democratica fa i conti in tasca al rigassificatore: in 4 anni incassati 315 milioni di soldi pubblici. Nel 2017 solo 4 scarichi di gas ma 97 milioni di incentivo pubblico incassato

Centinaia di milioni per la multinazionale OLT, tagli ai servizi sociali

Olt ha già incassato, in appena 4 anni di (scarsissima) attività la fantastica somma di 315 milioni di euro di incentivi dallo stato: 45 milioni per il 2013/14,  80,3 milioni per il 2015, 92,6 milioni per il 2016 ed infine 97,1 milioni di euro nel 2017: quest’ultima somma decisa con deliberazione del 1 giugno 2018 n. 308 da parte dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e servizio idrico integrato, facente parte del Governo (oggi  ARERA).

Con la formula ormai consueta “Nulla osta all’erogazione delle spettanze relative al fattore di copertura dei ricavi di competenza della società Olt offshore lng Toscana s.p.a. per l’anno 2017”. In altre parole, paga il governo, cioè noi con la fiscalità generale e le bollette, la cattedrale della Meloria, che resta frequentemente vuota. E’ un vero scandalo, che denunciamo con forza. Leggendo sul sito della OLT vediamo che gli scarichi di gas nel 2017 sono stati appena  4: quanto ci costa un metro cubo di metano, tra prezzo reale e incentivo statale ? Un prezzo esorbitante.
Tutto ciò è frutto delle politiche pro-rigassificatori di tutti i governi passati, da Prodi (che dichiarò i rigassificatori addirittura “impianti strategici”) a Berlusconi a Gentiloni. Per la verità quest’ultimo governo, dopo peraltro aver esentato il rigassificatore Edison di Rosignano da una nuova VIA nel luglio 2017 (quindi facilitando la multinazionale francese), ha fatto una frenata sui rigassificatori, affermando nella “Strategia energetica nazionale” del dicembre 2017 sostanzialmente che bisogna far funzionare a pieno quei rigassificatori che già ci sono, non costruirne di nuovi.
Ma quelli che già ci sono vanno incentivati: la OLT nel 2018 supererà, prevedibilmente, i 100 milioni di euro di incentivi, e così via prosciugando le casse dello stato.

Intanto la OLT si frega le mani: se ha investito nella nave/rigassificatore circa 900 milioni, come afferma, in appena 4 anni ha già ripreso oltre un terzo dell’investimento dagli incentivi statali, oltre la vendita del (poco) gas. Altro che “rischio dell’imprenditore” e menate simili. Qui a rischiare sono solo i cittadini, che anzi si vedono sicuramente decurtare tutti i servizi sociali. Fino a quando?

In una città come Livorno, dove si tagliano i fondi per il sociale, aumentano gli sfratti e il disagio abitativo, aumenta la disoccupazione e si tagliano tutti i servizi, dalla sanità ai trasporti, si trovano oltre 97 milioni di euro (l’anno, ormai)  per finanziare un’opera inutile e pericolosa come il rigassificatore OLT.

Chiediamo che il Comune di Livorno, le associazioni di difesa dei consumatori e le forze politiche democratiche prendano una dura posizione contro questi abusi legalizzati, e chiedano al governo di interrompere questi sostegni indecenti. Anche per fermare la nuova speculazione – identica a quella di OLT – che si profila con il progetto del rigassificatore Edison a Rosignano.

14.6.18

Maurizio Marchi
www.medicinademocraticalivorno.it

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