Andante patetico: Renzi vince le primarie del Pd

Queste primarie devono un certo credito alla cavalcata mediatica che i media gli hanno concesso. Ma i problemi per Renzi sono tanti: evitare l'Iva al 25%, convivere con alleanze forzate e l'assenza di ogni contenuto politico nel programma

primarie pd memeSe la vittoria di Renzi alle primarie del 2013, nel linguaggio della teoria musicale, poteva essere classificata come un andante maestoso, per quanto maestosa possa essere la calvacata di un prevedibile arrivista di provincia, quella del 2017 rientra nella  categoria dell’andante patetico. Il problema è che sono talmente tanti i problemi che Renzi ha di fronte che diviene difficile, davvero, mettersi ad analizzare che cosa significhi davvero quel “patetico”, per definire l’ex presidente del consiglio, una volta che si esce dalla teoria musicale.

I problemi sono tanti, da quelli del posizionamento politico (alleanze e legge elettorale) a quelli del mondo reale (banche, lavoro, austerità imposta dal continente). Oltretutto Renzi ha un’urgenza ormai nota a tutti: quella di fare in modo che il previsto aumento dell’Iva al 25%, fissato da una clausola “di salvaguardia” che il suo governo ha stipulato con l’Europa, non arrivi a maturazione prima delle elezioni. Altrimenti otterrebbe l’effetto contrario rispetto al famoso, ed elettoralmente pagante, provvedimento sugli 80 euro: una storica pubblicità negativa legata a un fatto tangibile che l’aumento dell’Iva colpisce le tasche di tutti.

Due sono le strade maestre per evitare di trovarsi a dover votare un provvedimento simile, inevitabile compensazione per l’assenso Ue speso tenere da parte un po’ di mancia elettorale (sprecata) per il referendum del 4 dicembre: la clemenza dell’Europa oppure le elezioni anticipate. Entrambe le strade non sono facilmente praticabili. Almeno fino a quando non ci sono notizie di sconti in vista, per la questione Iva, o di alleati disposti ad andare a elezioni in modo da far stangare gli italiani dopo l’ordalia elettorale. Per adesso, salvo novità, in Europa e in Italia tutti interesse a logorare. I tedeschi, che in Europa un peso ce l’hanno, considerano inaffidabile il rottamatore, specie se si vuol mettere l’Italia a regime di nuova austerità, mentre in Italia logorare Renzi elettoralmente oggi significa poter alzare il prezzo per una alleanza domani.

Per Renzi sarà così difficile non pagare pegno dal punto di vista elettorale. Salvo sorprese attese come l’arma segreta dalle truppe dell’asse durante la seconda guerra mondiale. In ogni caso Renzi è di nuovo ufficialmente in pista grazie a delle primarie PD che sono state oggetto di un positivo, per lui, maquillage dal punto di vista mediatico. Il confronto tra le ultime due primarie, infatti, se si gode di cattiva stampa poteva essere impietoso (come di fatto è). Un milione in meno di voti, oltre alla perdita secca di iscritti, per qualsiasi altro partito avrebbe potuto essere una vera e propria disfatta di immagine. Con tanto di giornalisti che dallo studio  dimostrano impietosamente, immersi da grafici in alta definizione, la dolorosa perdita di affluenza. Ma quando si sono fatte le nomine giuste alla Rai, si hanno buone entrature alla principale pay tv, si gode dell’appoggio dei principali giornali anche un arretramento viene rappresentato come una gloriosa avanzata. Anzi, come ha detto Renzi, “un nuovo inizio”. Verso dove e per cosa non è dato saperlo. Anche perchè la fase congressuale del PD, quella che precede l’elezione del segretario con le primarie, è stata parecchio avara di contenuti.

Certo, la stella polare di Renzi esiste ma si limita all’imperativo di sopravvivenza che si è dato il giglio magico. Oppure, se vogliamo, i gigli magici visto che, dall’epoca della nascita di questa espressione il potere renziano si è fatto più frammentato e rissoso. Problema interno serio visto che, probabilmente, se vorrà sopravvivere, il potere renziano nella prossima legislatura dovrà dividere il governo con molti alleati, con fratelli-coltelli e tutto ciò che servirà, in Parlamento, contro “i populismi”. Per un ceto politico, come quello renziano, abituato a comandare, semmai a litigare al proprio interno per spartire i posti ma ponendosi verso l’esterno solo in posizione di comando, non sarà facile. Anche perchè i posti da spartire, per correnti e clientele, saranno minori rispetto all’epoca del trienno d’oro renziano. Insomma problemi in vista per Renzi, di fronte a crisi strutturali italiane e europee, avendo in mano un partito senza idee, senza originalità, senza quella carica di rottura politica che viene dal senso dell’innovazione.

Questo il risultato delle primarie, dalle quali non è uscito alcun contenuto politico reale , senza nemmeno il tentativo di intercettare una qualche ragione di un “no” seccamente maggioritario appena pochi mesi fa. Restano il milione e ottocentoquarantottomila personne che hanno votato alle primarie. Certo, affluenza in forte calo a livello nazionale, dimezzata in Toscana, ma resta sempre lo stupore di vedere qualcuno andare a deporre una scheda, nemmeno gratis ma pagando, per votare Renzi un personaggio inutile e nocivo. Davvero oggigiorno esiste ancora gente che ha ancora voglia di scherzare.

redazione, 2 maggio 2017

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