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A 20 anni dalla strage del Moby. Rispoli: "Vogliamo ancora giustizia"

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Un evento non nasce dalla casualità, e dietro ci sono sicuramente delle responsabilità. Ciò che ci indigna è la certezza che i colpevoli godano sempre dell'impunita.
10 aprile 1991, il tragehtto Moby Prince inizia il suo viaggio e dopo pochi minuti le vite di 140 persone vengono distrutte dal fuoco. Inutili le chiamate di soccorso, sono atati lasciati li a bruciare lentamente, incompetenza, omissioni, incapacità. Quanti aggettivi si possono usare contro la Capitaneria di Porto e i suoi ufficiali?
Il suo comandante Albanese, doveva per ruolo coordinare tutti i soccorsi ma dagli atti e dalle chiamate del canale 16, nessun ordine è partito dalla sua bocca.
Sono passati 20 anni e noi siamo ancora qui a chiederci perche, di chi siano le responsabilitè e come mai nessuno è stato riconosciuto colpevole.
moby_princeSappiamo benissimo che la Giustizia non è per i comuni mortali, chi può se la compra, non è certo un caso che il magistrato che presiedeva il collegio giudicante, Germano Lamberti, sia stato per eventi successivi condannato in primo e secondo grado per concussione e corruzione, e non è certo un caso che la sua sentenza sia un capolavoro di ambiguit: 835 pagine in cui piu volte si afferma che sicuramente niente è emerso a carico dell'armatore. A che scopo difenderlo se non è mai stato imputato?
Qualcuno in questi anni sta gridando ai quattro venti che la Giustizia va riformata e noi concordiamo, ciò che pero non possiamo condividere nelle riforme proposte è l'impossibilita di tenere i processi, l'impunità per chi può permettersi stuoli di avvocati. E' la tomba stessa del concetto democratico di giustizia sancito dalla Costituzione.
In questi giorni si afferma che con l'introduzione del processo breve, il processo per la strage di Viareggio non si terrà mai, e questo come cittadini non possiamo accettarlo.
Il nostro concetto di giustizia è che chi ha sbagliato deve pagare in proporzione al reato commesso e alle cause e conseguenze del reato stesso, mai potremmo accettare che il reato sia dipentente da chi lo ha commesso.
In questi anni ci siamo battuti perche la verità sulla vicenda Moby Prince venisse alla luce, soprattutto contrastando una lunga serie di depistaggi, insabbiamenti e coperture. Noi non vogliamo ne' un capro espiatorio ne' un colpevole per forza, qualsiasi pena comminata ai responsabili non ci darà i nostri congiunti.
Ma non possiamo neanche pensare che impunità diventi una regola, noi vogliamo che in ricordo e in memoria di quelle 140 vittime si faccia giustizia, vogliamo che questa immensa tragedia del lavoro non abbia a ripetersi.
E' con questo spirito di giustizia e non di vendetta che celebreremo il ventennale, certi che la memoria collettiva non ha dimenticato quelle 140 vittime.

Domenica 10 aprile corteo in occasione del 20° anniversario della tragedia del Moby Prince

Loris rispoli - Associazione "140" - 10 aprile 2011

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