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Modernità e Olocausto

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Per i celebratori di una "memoria" senza dialettica.

olocausto«L'omicidio di massa non è un'invenzione moderna. La storia è carica di inimicizie collettive e settarie, sempre reciprocamente nocive e potenzialmente distruttive, che spesso sfociano nella violenza aperta, talvolta portano al massacro e in qualche caso allo sterminio di intere popolazioni e culture. Ciò nega l'unicità dell'Olocausto. In particolare, sembra smentire lo stretto legame tra l'Olocausto e la modernità, l'«affinità elettiva» tra l'Olocausto e la civiltà moderna. Suggerisce, invece, che l'odio omicida collettivo è sempre stato tra noi e probabilmente non scomparirà mai; e che il solo significato della modernità a questo proposito consiste nel fatto che, contrariamente alle sue promesse e alle sue diffuse aspettative, essa non ha smussato gli spigoli certamente affilati della coesistenza umana, e dunque non ha posto fine alla disumanità dell'uomo nei confronti dell'uomo. La modernità non ha mantenuto le proprie promesse. La modernità ha fallito. Ma essa non ha alcuna responsabilità per l'episodio dell'Olocausto, poiché il genocidio accompagna la storia umana fin dall'inizio.
Questa non è, tuttavia, la lezione contenuta nell'esperienza dell'Olocausto. Senza dubbio esso fu l'ennesimo episodio della lunga serie degli omicidi di massa tentati, e della serie non molto più breve di quelli compiuti. Ma presenta anche caratteristiche che non condivide con nessuno dei precedenti casi di genocidio. Sono queste caratteristiche che meritano particolare attenzione. Esse hanno un sapore distintamente moderno. La loro presenza suggerisce che la modernità ha contribuito all'Olocausto in modo più diretto che non semplicemente attraverso la propria debolezza e inettitudine. Suggerisce che il ruolo della civiltà moderna nello scatenamento e nell'esecuzione dell'Olocausto fu attivo, non passivo. Suggerisce che l'Olocausto fu, nella stessa misura, un prodotto e un fallimento della civiltà moderna. Come tutto ciò che viene fatto in modo moderno - razionale, pianificato, scientificamente informato, esperto, efficientemente gestito,coordinato - l'Olocausto si lasciò alle spalle e fece impallidire tutti i propri presunti equivalenti premoderni, rivelandoli come comparativamente primitivi, dispendiosi e inefficienti. Come ogni altra cosa nella nostra società moderna,l'Olocausto fu un'impresa particolarmente ben riuscita sotto tutti gli aspetti, se valutata in base agli standard che questa società ha esaltato e istituzionalizzato. Esso torreggia accanto ai precedenti episodi di genocidio nello stesso modo in cui gli stabilimenti industriali moderni giganteggiano accanto alle botteghe artigianali rurali, o l'agricoltura industriale moderna - con i suoi trattori, le sue mietitrebbie, i suoi pesticidi - giganteggia accanto alla casa colonica contadina con i suoi cavalli, le sue zappe e i suoi raccolti a mano».
da: Modernità e Olocausto, di Zygmunt Bauman, IL Mulino pp. 131-132 
tratto da www.infoaut.org
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Nel giorno della memoria

palestina_bambino_pipQuesto bambino che per lo spavento si è fatto la pipì addosso non è diverso dal bambino ebreo avviato al campo di sterminio dopo essere stato separato dalla sua famiglia. Se il mio dolore per quanto è accaduto è vero non posso non chiedere che questo bambino palestinese venga restituito alla libertà ed alla sua famiglia.
Nel giorno della memoria ricordiamo assieme ai martiri dell'Olocausto i prigionieri palestinesi che languono nelle carceri di Israele, i mille bambini rinchiusi e forse oggetto di sperimentazioni, il genocidio a bassa intensità della popolazione inframmezzato da orrendi massacri dei palestinesi che dura da sessanta anni sotto gli occhi indifferenti di "Voi che state nelle vostre tiepide case...." mentre le case dei palestinesi e leloro t erre vengono distrutte dalle ruspe e dai bombardamenti.

Pietro Ancona

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