“Fedele alle mie responsabilità, non tarderò a rilanciare la linea politica, a prescindere dall’esperienza in Fiamma Tricolore che, nonostante tutto è stata comunque importante per apprendere ed assimilare la metodologia ed i meccanismi utili a sopire ogni forma di movimentismo e di dinamicità! Camerati: a noi!” così Piero Puschiavo annuncia la fine del suo rapporto col Movimento Sociale Fiamma Tricolore.Esce così dal partitino di Luca Romagnoli, cacciatone, l'ultimo pezzo di neonazismo italiano, quello triveneto; ed esce esattamente come avevano fatto un paio di anni fa prima I “camerati movimentisti” di Gianluca Iannone-CasaPound eppoi i nazisti romani di Maurizio Boccacci-Milizia, facendosi estromettere, per eccesso di autonomia e palese critica dei vertici, dalla Segreteria Nazionale.
Eh sì, perchè Piero Puschiavo, classe 1965, piccolo imprenditore vicentino di mobili, ha una storia politica “di movimentismo e dinamicità”, per restare alle sue stesse parole, di tutto rispetto: fondatore del Veneto Fronte Skinheads (VFS) nel 1986, cioè del più antico e organizzato gruppo neonazista di questo Paese, e suo leader incontrastato fino al 2006: suoi I raduni di musica white power più partecipati dalle teste rasate italiane, sua la rappresentanza italica nella più grande rete neonazista internazionale (Blood and Honour), suo il posto d'onore, tra le rappresentanze straniere, nella marcia per Rudolf Hess, l'appuntammeto più importante per i naziskin europei.
Leader carismatico, al suo attivo anche una pubblicazione pseudo-economica su banche e signoraggio in Europa (con il reggiano Manuel Negri) e, anche se ne è stato assolto, Puschiavo risulta essere stato uno degli indagati di primo piano delle maggiori inchieste italiane sull'ambiente neonazista dal 1994 a metà degli anni duemila.
Dal 2005, poi, la “discesa in campo”: Coordinatore Regionale per il Veneto-Responsabile Nazionale per il Programma-Membro della Segreteria Nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore.
E anche se il salto nella politica istituzionale aveva determinato un distacco, di facciata, dai suoi ragazzi con la testa rasata, nei fatti in questi anni la sovrapposizione e l'interscambiabilità tra il VFS e il MSFT nelle zone di giurisdizione di Puschiavo (da Pavia a Bolzano, da Bologna a Trieste, con qualche isola nera in emilia, nella bergamasca e nel cagliaritano) era stata totale.
Il radicamento sul territorio: la grande forza; non c'è stata iniziativa legata alla destra radicale del nord italia degli ultimi dieci anni, ad esclusione di quelle della concorrente Forza Nuova, in cui la lobby nera di Puschiavo non fosse protagonista: dai cortei contro il meeting di Cernobbio al grido di “Juden Raus!” del 2000, alle commorazioni fasciste alla foiba di Basovizza dal 2002, dalle scorribande violente contro I centri sociali a Pavia nel 2004 a presidi in ogni città del triveneto, dalla lista civica del leghista Flavio Tosi che conquista il comune di Verona nel 2007, alla comparsa di Casa Pound d'Italia a Verona, Padova e Bolzano dal 2008; dalla creazione della “Consulta per l'unità dell'Area” del gruppuscolo di Area Destra, alla ri-costruzione di tutte le sezioni del MSFT in Veneto, Emilia, Friuli, Trentino Alto Adige e parti della Lombardia dal 2004 ad oggi.
A dirla tutta, la rottura con Romagnoli era nell'aria da tempo, da sempre appunto l'imprenditore vicentino aveva mantenuto, forte della sua reputazione, una posizione autonoma interna al partito, sfiorando ripetutamente la segreteria e dando vita ad una propria mozione nel congresso del 2009 il “Progetto Nazionale Fiamma Futura”, diventata poi una vera e propria organizzazione con tanto di logo e bandiera.
Alla presentazione di questo nuovo soggetto, definito pomposamente “laboratorio politico” lo scorso maggio, erano presenti il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, l'onorevole Pdl Aldo Brancher, l'eurodeputato vicentino Sergio Berlato, l'assessore regionale veneto alle politiche sociali Remo Sernagiotto Un solo nome ben visibile, con tanto di blog personale, siti web e manifesti ad hoc, il suo, quello del leader di sempre nel Nord-Est; con I suoi vecchi camerati che si dividono tra le sedi del nuovo movimento ed I'organizzazione dei soliti raduni musicali white power, la specialità del VFS e della sua casa di produzione musicale la Tuono Records.
E anche il “rilancio della della linea politica” non si è fatto attendere: con la scontata e progressiva uscita delle sezioni in quota Puschiavo dal MSFT ed il loro passaggio al nuovo movimento-partito Fiamma Futura, l'inaugurazione di una sede nazionale, la Domus Scaligera, a Verona alla fine di Agosto, e una alleanza con La Destra sancita, in una conferenza sulla crisi, dallo stesso Francesco Storace domenica 26 Settembre a Vicenza.
Durante quest'ultimo incontro sono state tracciate le linee di una stretta collaborazione che consenta al partitino di Storace e Bontempo di contare su un sostegno militante nel nord-italia e a Puschiavo di avere un collegamento diretto con la politica con la “P maiuscola”: infatti proprio La Destra ha appena concluso un accordo con Berlusconi per una alleanza organica con il Pdl e sta facendo campagna acquisti nella destra radicale (oltre al leader veneto è recentissima la notizia anche del reclutamento del vecchio avanguardista nazionale Adriano Tilgher e del suo Fronte Sociale Nazionale).
Già calendarizzate presentazioni di circoli di Fiamma Futura in Emilia, Sardegna e ovviamente Triveneto, una geografia che ricorda troppo le roccaforti del Veneto Fronte Skinheads per essere casuale, specie se andiamo a notare la preponderante presenza giovanile nelle platee che ascoltano Puschiavo.
Nazisti non pentiti quindi, ma di Palazzo: quanta strada il camerata in doppipetto Puschiavo farà ce lo diranno i prossimi mesi, resta per ora l'allarme per un ulteriore pezzo della destra radicale di questo Paese che entra a pieno a titolo nella galassia del Pdl, l'ennesimo...
Elia Rosati
tratto da www.infoaut.org
6 ottobre 2010
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