«Alemanno disse che non dovevamo venire? Eccoci». Il sindaco: intervengano prefetto e questore, stop pagliacciate
ROMA (18 settembre) - Un saluto nostalgico
doc: braccio destro alzato con tre dita aperte, come le Ss impegnate
nel giuramento sulla bandiera ai tempi di un certo Adolf Hitler. Poi,
tanto per non farsi notare, camicia color ocra, pantaloni neri stemma
tricolore e un'aquila con la sigla Spqr appuntata al petto. Si sono
presentati così a piazza della Repubblica gli improbabili volontari
della Guardia Nazionale, peggio noti come "Ronde nere" dell'Msi-Dn. Il
sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva annunciato che le Ronde nere a Roma non avrebbero avuto spazio.
In sei si sono radunati davanti all'Hotel Exedra: quattro uomini
e due donne, per poi fare «un giro in via Nazionale». Sono partiti da
piazza dei Cinquecento «per un'azione dimostrativa», spiega la
presidente dell'Msi-Dn Maria Antonietta Cannizzaro che aggiunge: «Non
abbiamo mai avuto camicie nere». «Faremo ronde anche in periferia, ma
aspettiamo disposizioni da parte dei sindaci, anche da Alemanno, per
sapere dove farle» ha concluso. Con lei anche uno dei promotori delle
ronde, il presidente del Partito Nazionalista Italiano Gaetano Saia.
Le ronde nere erano già state presentate a Milano. Le procure di Milano e Torino avevano avviato indagini, mentre il ministro Maroni il 15 giugno le aveva definite impossibili e il sindaco Alemanno aveva parlato di «cosa indecorosa e vergognosa».
«Non andremo in centro ma in periferia, dove regna il degrado. Alemanno ci dica dove», ha
detto il presidente dell'Msi-Movimento Destra Nazionale, Maria
Antonietta Cannizzaro, durante lo show in via Nazionale. «Alemanno
disse che noi non dovevamo venire a Roma e invece ci siamo, siamo a
piazza della Repubblica e nei prossimi mesi saremo in tutte le
periferie romane a portare la sicurezza», spiega Cannizzaro che ha
riferito: «a breve il presidente della Guardia Nazionale Maurizio
Correnti si metterà d'accordo con tutti i sindaci e quindi anche con
Alemanno sui posti dove dovremo andare. Ovviamente non sarà in centro
dove ci sono tante forze dell'ordine a garantire la sicurezza ma nelle
periferie, dove regna il degrado, la paura e gli stupri. Faremo turni
di tre persone al massimo - aggiunge Cannizzaro - perché la legge non
ci consente di essere di più, ma già da ora siamo tantissimi e
scenderemo in campo probabilmente ad ottobre».
Gianluca Peciola, coordinatore della Sinistra alla Provincia, ha organizzato una «carnevalata per accogliere le ronde nere». Così
ha lanciato coriandoli e stelle filanti al gruppo in maschera durante
il loro giro da piazza della Repubblica a via Nazionale. Il consigliere
ha seguito gli aspiranti organizzatori delle ronde romane, irridendoli
durante parte del tragitto e poi ha spiegato: «Ho chiamato la polizia
chiedendo di far cessare questa pagliacciata. Questi signori vanno
accolti come meritano, con sarcasmo e azioni carnevalesche da parte dei
cittadini romani ma l'intento politico è pericoloso. Chiedo al sindaco
di negare ogni permesso ad iniziative come questa, che sono il frutto
avvelenato del 'pacchetto sicurezzà e in cui intravedo gli estremi del
reato di ricostituzione del partito fascista». I volontari dela Guardia
Nazionale hanno interrotto dopo breve la loro prima uscita pubblica e
si sono dispersi a metà strada di via Nazionale lanciando un ultimo
appuntamento: «Questa e stata solo una piccola uscita dimostrativa ma
le prossime iniziative saranno molto più grandi».
Morassut: Alemanno dia un segnale, rimuova Andrini. «Ora basta!
Non va sottovalutata l'iniziativa delle cosiddette Ronde Nere - ha
detto Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio - Il Sindaco deve dare
un segnale netto e inequivocabile nei confronti di queste degenerazioni
di destra estrema rompendo ogni equivoco che possa far sentire certi
gruppi tollerati o addirittura protetti. Cominci dalla sostituzione di
Andrini e dica un chiaro no alla richiesta di finanziamento a Casa
Pound avanzata da La Destra di Storace».
«Chiedo ufficialmente al Prefetto e al Questore di intervenire immediatamente per
evitare che la nostra città venga segnata dalle vergognosa pagliacciata
delle ronde nere - dice in una nota il sindaco Gianni Alemanno - Esiste
un ben preciso regolamento emanato dal Ministero degli Interni che
proibisce le strumentalizzazioni politiche dell'istituto degli
Osservatori volontari per la sicurezza, introdotto dal pacchetto
sicurezza del Governo. Inoltre questa attività può essere avviata in
città solo su specifica richiesta del Sindaco, richiesta che io ancora
non ho avanzato al Prefetto di Roma. Per questi motivi, è evidente che
il gruppetto di provocatori che ha dato vita alla sceneggiata
coordinata da Gaetano Saia stia operando chiaramente fuori dalla legge
e deve essere perseguito. Ci deve essere una reazione immediata per
evitare provocazioni e strumentalizzazioni da ogni parte politica
contro il pacchetto sicurezza proposto dal ministro Maroni e approvato
dal Parlamento».
Udc: insufficiente la presa di distanza di Alemanno. Secondo il
capogruppo Udc in Campidoglio, Alessandro Onorato, «la sfilata
dimostrativa della Guardia Nazionale è l'ennesimo campanello d'allarme
sul tema delle ronde. La divisa color ocra, lo stemma tricolore,
l'aquila con la sigla Spqr e i saluti del legionario rendono
inequivocabili i riferimenti ideologici dei sedicenti componenti della
ronda nera. Non è dunque stato sufficiente che il sindaco Alemanno
abbia preso le distanze dalla Guardia Nazionale per far desistere tali
esaltati dall'intenzione di voler svolgere un ruolo di polizia
parallela. Vorrei far riflettere il primo cittadino di Roma sul
problema delle ronde e sul fatto che generano anche questo tipo di
fenomeni. Mi auguro che, laddove previsto dalla legge, il Comune di
Roma intraprenda le dovute iniziative legali verso chi si arroga il
diritto di presentarsi con una divisa nella quale è ben visibile il
logo Spqr, ledendo il tal modo l'immagine della città, un'immagine
fatta di pace, integrazione e cultura. Chiedo infine al ministro
dell'Interno, al Prefetto e alle forze dell'ordine di intervenire
affinché simili pagliacciate, che gettano un'onta sulla città di Roma,
non si ripetano più».
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