Emessa la sentenza per il delitto Tommasoli
Quei bravi ragazzi condannati a 50 anni di reclusione per aver pestato a morte Nicola Tommasoli l’1 maggio 2008
E’ giunto a conclusione il processo per il delitto Tommasoli, il giovane grafico ventottenne ucciso nelle vie di Verona il primo maggio dello scorso anno da simpatizzanti dell’estrema destra. Il pm aveva chiesto complessivamente per gli imputati settantadue anni, ne sono stati inflitti cinquanta, con un’assoluzione. “Giustizia è fatta”. Si abbracciano i genitori della vittima all’uscita dell’aula del tribunale, cadono lacrime dagli occhi di alcuni amici degli assassini di Nicola, che solidarizzano con i condannati assieme ai legali e alle famiglie.
La Corte d’Assise punisce con quattordici anni di reclusione Federico Perini, pregiudicato per violenza contro un tifoso della Paganese e nelle liste di Forza Nuova per le elezioni amministrative del 2007. Quattordici anni per Nicolò Veneri e dodici anni per Raffaele Dalle Donne, militante nell’ex Blocco Studentesco, entrambi precedentemente indagati e perquisiti nell’ambito di un’inchiesta per associazione finalizzata alla violenza, con l’aggravante della discriminazione, nel luglio del 2007. Dieci anni di carcere da scontare per l’ultimo colpevole, Guglielmo Corsi, definito dal pm “il detonatore”. Assolto per insufficienza di prove e per essersi sottoposto a esame del tribunale è Andrea Vesentini, che viene però ugualmente condannato assieme agli altri per violenza privata a carico di “Red” Paoli, un giovane punk bloccato dai cinque e privato di alcune spillette la sera stessa dell’assassinio.
La condanna per omicidio preterintenzionale, con l’aggravante dei futili motivi - la famosa sigaretta che Nicola avrebbe rifiutato al gruppo che l’ha poi aggredito - è stata irrogata dalla Corte per i fatti avvenuti in pieno centro città, nella notte tra il 30 e l’1 maggio 2008, ma non è legalmente stabilito se si sia stato un omicidio di matrice politica. Non è stato totalmente chiarito lo svolgersi dei fatti in quella squallida serata veronese, anche grazie all’omertosa anima di ferro tenuta dagli imputati Dalle Donne, Veneri e Perini, che nulla hanno dichiarato durante tutta la durata del processo e che oggi hanno ascoltato impassibili la sentenza. Nicola Tommasoli morì dopo qualche giorno di coma. Gli incriminati provengono dalla Verona bene, frequentavano la curva sud dell’Hellas e i club cittadini per giovani aspiranti neonazisti, sedi di Forza Nuova e Casapound, ambienti dai quali Perini e Veneri ricevettero appoggio per fuggire a Londra, subito dopo la morte del giovane.
L’avvocato Galante Franco Rossi, rappresentante la parte civile – tra cui anche il Comune, risarcito per danni con 50 mila euro – ha espresso soddisfazione “per la sentenza che ha effettivamente tenuto conto delle gravi responsabilità degli imputati” che hanno aggredito un giovane che non conoscevano, probabilmente perchè considerato diverso, alternativo, non appartenente a quella Verona della quale si sono sentiti legittimati ad esserne i tutori dell’ordine prestabilito.
Giacomo Corticelli
tratto da http://it.peacereporter.net
15 settembre 2009
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