Bacino dissequestrato: “Ora inizia il difficile”

Un intervento sulla situazione della gara bacini dopo il dissequestro del bacino Mediterraneo. Una situazione sempre molto complicata

bacini_carenaggioDunque (era davvero ora), sia pure dopo un tempo incomprensibilmente lungo, il bacino galleggiante Mediterraneo è stato sciolto dal vincolo del sequestro giudiziario che lo teneva bloccato da quando, alla fine di Agosto del 2015, fu teatro di un tragico incidente in cui un elettricista perse la vita.

Tutto a posto, finalmente per quanto riguarda lo svolgimento della gara per l’assegnazione di bacini da carenaggio livornesi? Neanche per sogno, il linguaggio felpato del segretario generale della ormai Autorità portuale di sistema, Massimo Provinciali, sembra contenere, in verità, ben pochi incoraggiamenti all’ottimismo.

Per rimettere in modo l’iter procedurale (e non è neppure ben chiaro se si tratterà di una ripartenza o di una nuova partenza) occorrerà passare per una serie di operazioni e di adempimenti dei quali, forse, di fronte alle forche burocratico procedurali, la rimozione del relitto potrebbe rivelarsi la meno complicata poiché le condizioni dell’impianto, una volta che il bacino sarà stato riportato in assetto previo svuotamento delle le casse di zavorra, dovranno passare attraverso il vaglio di periti e commissioni che, comprensibilmente, essendo chiamati pronunciare i diversi “via libera”, non mancheranno di sottoporre minimo particolare ai vagli e alle verifiche più rigorose, magari cercando il maggior numero possibile di riscontri e prendendo tutto il tempo che sarà reputato necessario.

Ora, è ben difficile pensare (lo avevamo già scritto mesi fa) che in tale stato dei fatti  il bando di così come fu a suo tempo formulato, con l’offerta di un bacino galleggiante operativo ed efficiente, non potrà in alcun modo continuare a svolgersi come se niente fosse accaduto per cui, fatti salvi tutti i formulari e i linguaggi tecnici del caso, la nuova presidenza dell’Apds si troverà a dover decidere se converrà proporre un adde al bando in vigore indicando chiaramente lo stato dei fatti con l’obbligo per l’(eventuale) aggiudicatario di accollarsi le spese per il ripristino dello status quo ante oppure riformulare il bando in modo da rispecchiare la situazione del bacino Mediterraneo quale uscirà dalle verifiche e dalle perizie a cui sta per essere sottoposto. E, anche in questo caso, i tempi non potranno essere brevissimi anche perché, nel frattempo qualcuno potrebbe addirittura insinuarsi nella forzata moratoria per avanzare proposte e richieste diverse da inserire nel nuovo bando, senza contare che l’onere di accollarsi il completo ripristino del Mediterraneo imposto al sempre eventuale aggiudicatario andrebbe a sommarsi con quello già ben gravoso della completa riattivazione del grande bacino in muratura, previsto espressamente nel bando, per il quale sono stati calcolati interventi che non potranno essere inferiori a somme che, stando a diverse fonti, potrebbero oscillare fra i dieci e i venti/venticinque milioni.

Inviato a Senza Soste da RR

17 marzo 2017

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