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Atalanta-Livorno 2007/08, torna lo spettro-combine

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atalanta-livorno.jpgTorna prepotentemente alla ribalta l'ipotesi che la partita Atalanta-Livorno del 4 maggio 2008, finita 3-2 per i bergamaschi, fosse stata in realtà "aggiustata" durante la settimana che precedette il match per favorire gli amaranto. Al momento però non sembra che il tentativo di combine sia avvenuto tra le due società (che il Livorno, tanto per essere chiari, abbia comprato la partita) ma che sia tutto legato a un giro di calcioscommesse (che quindi la malavita si sia accordata direttamente con alcuni dei protagonisti in campo).
A tirare nuovamente in ballo la partita incriminata è la procura di Potenza, che sta indagando su un'inchiesta antimafia (al centro della quale c´è il boss locale Raffaele Aquino) che ha messo le mani su un giro di scommesse clandestine sul calcio. Partendo da Potenza la magistratura è arrivata fino alla Serie A, e da Potenza, città dove materialmente erano accettate le scommesse, sono arrivati fino nel cuore di Roma, luogo dove - secondo l´accusa - erano e sarebbero tuttora decisi i risultati di non poche partite.

Questo è quanto denuncia il quotidiano la Repubblica sull'edizione cartacea odierna. "Calciopoli - sostengono i magistrati - lo aveva già dimostrato, ma anche nel nostro caso si è visto come nel mondo del calcio esistano dei personaggi equivoci ed influenti capaci di orientare i risultati e gli obbiettivi dei team di calcio con logiche decisamente lontane da quelle sportive". "La teoria della Procura e dei Carabinieri del Nucleo operativo di Potenza - secondo quanto scrive la stessa Repubblica - è che esista un mister X o un gruppo di persone in grado di truccare gare e all´occorrenza campionati; che ci sia qualcuno che decida a tavolino i risultati delle partite e poi li comunichi a chi dovere perché possa scommettere e vincere".  Luca Evangelisti, dirigente del Martina Franca, e il presidente del Potenza, Giuseppe Postiglione, sarebbero stati coloro che manovravano i fili dell'organizzazione, riuscendo a commissionare a terze persone "scommesse di consistenti somme di denaro su risultati di incontri già preventivamente conosciuti in virtù dei particolari e assai dubbi rapporti che egli aveva instaurato con soggetti "influenti" nel mondo calcistico".

Ma torniamo alla partita incriminata. E' indubbio che nessuno si sarebbe accorto di niente se alcuni giocatori del Livorno, i gemelli Filippini e David Balleri su tutti, a fine gara non si fossero scagliati in modo apparentemente incomprensibile su alcuni calciatori dell'Atalanta, tra cui Padoin, quest'ultimo responsabile di aver siglato il gol della vittoria. Una vittoria effimera in quanto l'Atalanta non aveva più niente da chiedere al proprio campionato mentre gli amaranto si erano appena giocati le ultime residue speranze di permanenza nella massima serie. Ad onor di verità ricordiamo anche che l'Atalanta - seguendo un copione purtroppo diffuso in Italia secondo cui a fine campionato le squadre che non si giocano più niente sono solite non fare la guerra a chi invece è ancora in lotta per qualche obiettivo - quella gara non la giocò certo con il coltello tra i denti e solo una squadra allo sbando senza carattere né orgoglio come il Livorno di due stagioni orsono poté quel giorno non solo non vincere ma addirittura perdere. Per quella rissa si parlò infatti di una possibile combine di tipo sportivo. Il procuratore Figc, Stefano Palazzi, chiese tre anni e un mese di sospensione per i due capitani Bellini e Balleri più sei punti di penalizzazione per entrambe le squadre  ma la Commissione disciplinare non riscontrò invece alcun "accordo per l'alterazione del risultato" e derubricò il reato all'articolo 1 (codice di lealtà) punendo soltanto Balleri con 4 mesi di squalifica e il Livorno con 25.000 euro per responsabilità oggettiva. Ecco invece spuntare oggi, secondo il racconto di alcuni testimoni, l'accusa che quella gara fosse nelle mani del calcioscommesse.
Scrive Repubblica che Lo Piano e De Angelis la raccontano così ai pm: "Nel giro di Postiglione si giocava, si giocava tanto! Investiva tanto, 5, 10, 15mila euro! (...) Una volta sola è andata male... (Evangelisti) Ci ha fatto giocare sulla partita Atalanta-Livorno, 5mila euro sul Livorno vincente a casa dell´Atalanta (...) Se ricordo bene su quella partita ci sono state delle indagini sopra, hanno squalificato anche tutti i giocatori, proprio per questa partita che stiamo parlando, perché qualcosa realmente c´era".

Ancora Repubblica: "I Carabinieri - che hanno acquisito le carte dell´indagine interna della Federcalcio - sono convinti che la risposta sia da cercare a Roma (dove rischia di approdare nelle prossime ore un apposito stralcio dell´indagine penale). È qui il cervello della banda. «A un certo punto - racconta De Angelis - Postiglione comincia a chiedermi di accompagnarlo a Roma (...) Si partiva in continuazione (...) incontri che lui faceva con dirigenti calcistici, io non assistevo in prima persona ai loro discorsi, rimanevo in macchina e... però capivo! (...) Dovevamo fare le scommesse (...) A un certo punto questo (ndr, Postiglione) è uscito pazzo da un momento all´altro (...) Si giocava 3.000, 4.000, 5.000 euro su una, due, tre partite di cui lui era a conoscenza del risultato perché giorni prima si facevano questi viaggi a Roma (...) Farò un esempio (...) a Natale sono stato praticamente 6 ore in via del Corso a Roma ad aspettarlo, lui era in quell´albergo di via del Corso di cui non mi viene il nome, comunque 6 ore ad aspettare, si è incontrato, esce fuori (...) Poi quando usciva fuori veniva con ste notizie qua, allora dobbiamo giocare questo, quest´altro». È così che vincevano anche 70mila euro al mese".

Resta quindi da verificare se il Livorno (così come l'Atalanta) sia immune da responsabilità dirette, come peraltro sembra, e se invece alcuni giocatori amaranto possano essere stati coinvolti nel tentativo di combine. Se così fosse, il Livorno ne uscirebbe danneggiato sul piano dell'immagine ma non su quello giudiziario.

Per Senza Soste, Tito Sommartino

27 novembre 2009
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