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Gad Lerner: "Balotelli è odiato perchè è il nuovo italiano"

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balotelli.jpg«La partita l’ho vista alla tivù, e alla tivù, com’è possibile che accada, cori particolari non se ne sono sentiti. Ma essendo stato allo stadio di Torino, sia l’anno scorso che quest’anno, quando Mario Balotelli è stato duramente contestato, posso testimoniare che gli gridano frasi terribili».

Tipo?

«C’è un coro che fa... Ecco, sì: "Non /ci sono/ negri/ italiani!". È un coro scandito così, con questo ritmo ossessivo. Un coro che poi è, credo, il punto di partenza d’ogni ragionamento».

Non voler ammettere l’esistenza di un’Italia diversa.

«Esatto, proprio come spiega anche Gian Antonio Stella nel suo ultimo libro. Perché Balotelli pur essendo nato a Palermo...».

E parlando con un forte accento bresciano...

«...è italianissimo e solo per la complessa e dolorosa storia della sua adozione ha dovuto attendere il diciottesimo anno di età per diventare cittadino del suo stesso Paese. Eppure c’è chi si ostina a considerarlo l’inquinatore di una non precisata razza italica... ma dico: ci vuol tanto a capire che gioca con la maglia della nazionale Under 21 proprio perché è il classico, palese esempio dell’italiano di seconda generazione?».

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, dice che Balotelli è un ragazzino immaturo e presuntuoso.

«Il sindaco Tosi ha perso un’altra occasione per stare zitto».

Tosi aggiunge che Balotelli non sarà mai un campione.

«Tosi difende lo stereotipo della curva veronese, che però sapevo legato non al Chievo ma all’Hellas Verona, ora per altro finita in prima divisione, nell’ex C1... Ma io non credo ci sia una veronesità malata...».

La malattia è più estesa...

«Sì, purtroppo è così... In città come Verona, Bergamo, Brescia s’è da tempo sviluppata una licenza verbale razzista che i sindaci, invece di contrastare, con un adeguato lavoro culturale, ignorano se non addirittura esaltano».

L’allenatore del Chievo, Domenico Di Carlo, sostiene che dovrebbe essere Balotelli a cambiare atteggiamenti.

«Eh no! Questo rovesciamento delle responsabilità è inaccettabile...».

Però si può dire che Balotelli, in campo, non è un esempio di sportività.

«No no... Piano. Ciò che subisce Mario è così odioso che viene prima, sempre prima di ogni giudizio sui suoi comportamenti».

Beh, Mourinho...

«Mourinho cosa?».

Pensa che Balotelli sia «un ragazzo che dice spesso cose che non deve dire, e fa spesso cose che non deve fare».

«Ma no... ma non è possibile metterla su questo piano...».

Allora, qual è il piano del ragionamento? Non sono pochi coloro che si chiedono il perché di Cassano si possa dire che è spesso maleducato, mentre di Balotelli...

«Il punto è che a Mario viene imputata un colpa folle: cioè quella d’essere un nuovo italiano, un italiano come ce ne sono sempre di più ovunque... Italiani con la pelle nera, con gli occhi a mandorla... Ecco, Balotelli appartiene esattamente a questa nuova generazione...».

Quella cui spesso allude anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

«Proprio quella: una generazione che c’è, esiste, e ha gli stessi nostri diritti. Perciò: prima vorrei sentir tutti, ma dico tutti, da Mourinho a Tosi, prima vorrei sentirgli dire che Balotelli è vittima di un odio non accettabile, poi, eventualmente, potremo chiedere a Mario di dosare le sue dichiarazioni».

Balotelli è un campione. Deve andare ai mondiali in Sud Africa?

«È un problema tecnico. Su questo è bene che decida il ct, Marcello Lippi».

Fabrizio Roncone

Corriere della Sera, 7 gennaio 2010

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