Tanta sfortuna ma anche tanti limiti
Alla fine tanti applausi. I giocatori amaranto applauditi dalla curva nord sono l'ultima fotografia di un'ennesima beffa subita all'Ardenza con il pareggio di Gubbio giunto nei secondi finali del recupero. Una fotografia finale che spiega bene due concetti: 1. la squadra ha lottato giocando un tempo intero in 10. 2. La squadra ha grossi limiti e per quello è inutile pretendere di più.
Novellino ha schierato una squadra nuova dopo la duplice sconfitta con Reggine e Modena. Perticone è tornato a fare il centrale nella difesa a 4 (bocciato Miglionico) e il centrocampo è stato rivoluzionato con due mediani (Remedi e Filkor) e Rampi e Bigazzi sulle fasce.
Il Livorno nel primo tempo crea poco ma è sempre nella metà campo avversaria con una difesa del Gubbio che traballa continuamente con errori da dilettanti. Ma il Livorno riesce a sbloccare solo al ventesimo minuto dopo un triangolo Filkor-Rampi, cross e Bigazzi in due tempi segna.
Ma la svolta della partita è negli ultimi minuti del primo tempo quando Lambrughi si fa espellere per due falli a centrocampo (molto dubbio il secondo), Espulso anche Novellino per proteste con l'arbitro che ha ormai falsato la partita.
Il secondo tempo il Gubbio avanza di qualche metro la sua azione ma non dà mai l'impressione di impensierire il Livorno. Solo un tiro da fuori di Sandreani costringe Bardi alla parata sotto la traversa. Il Livorno pensa più a difendersi che altro ma sembra riuscire a portare in fondo la partita. Al 95' però la beffa. Cross da sinistra, Barone salta di testa con un avversario e manda la palla sui piedi di Ciofani che con un destro al volo coglie la traversa. Il pallone rimbalza sulla testa di Bardi e entra. Gol simbolo della sfortuna della squadra amaranto.
Ci sono diversi alibi per questa mancanza di risultati: gli infortuni, la sfortuna, l'arbitro. Ma viene anche il dubbio che questa squadra abbia grossi limiti e puntare al sesto posto sia quasi impossibile. E poi c'è il nodo dell'attacco: non si può affrontare un campionato di B con i giocatori contati nel reparto più importante. Senza Dionisi poi, non si conta.
Ora c'è da archiviare questa aprtita e cambiare mentalità. Il calendario del Livorno è in salita e c'è da guardarsi dietro.
I reparti
Difesa. Bardi: chiamato in causa due volte mostra la consueta sicurezza. Sfortunato sul gol. Salviato: i limiti sono sempre i soliti. Per fare un cross sembra che servano 3 lauree. Bernardini: sempre incerto. Non fa errori decisivi ma sia in velocità che in anticipo si fa sempre superare. Perticone: il migliore della difesa. Salva in un paio di occasioni. Lambrughi: corona con un'espulsione una brutta partita. Anche se c'è da dire che sul secondo cartellino ci sono grossi dubbi. Meola: entra e si mette sulla destra. Non dispiace, anche perchè per lo meno riesce a mettere in fila 3 cross.
Centrocampo. Rampi: buon primo tempo. Fornisce l'assist a Bigazzi ed è uno dei pochi ad essere pericoloso. Cala alla distanza. Remedi: il portafortuna amaranto si piazza nel mezzo e insieme a Filkor limita il centrocampo avversario. Gli capita anche una palla gol che viene deviata. I piedi non sono eccelsi ma la prestazione è sufficiente. Filkor: stessa impressione di solidità di Remedi e i piedi sembrano un po' più ammaestrati. Ma giocare con due mediani così ci fa perdere in qualità. Bigazzi: migliore in campo. Tutti i pericoli passano da lui e segna il suo primo gol in serie B. Genevier: primo tempo a corrente alternata, nel secondo si sacrifica. Na non riesce mai a illuminare. Barone: quando entra sembra che il centrocampo perda in solidità e consistenza. Perde un paio di palloni ed è protagonista negativo dell'ultimo sfortunato autogol di Bardi. Schiattarella: sostituisce Remedi, porta tanta corsa e poco più.
Attacco. Paulinho: primo tempo anonimo. Secondo tempo a fare quello che sa fare meglio cioè tenere palla e far salire la squadra. Anche oggi non si può dire che abbia giocato male ma sicuramente non è uno che negli ultimi 20 metri fa la differenza.
Novellino: dà l'impressione di non saper più cosa inventare. Gli infortuni lo limitano, ma è anche vero che la squadra tira pochissimo in porta e continuare a giocare con una sola punta anche in casa è penalizzante. E viene anche il dubbio che la formazione l'abbia fatta sotto consiglio di Spinelli visto che nei primi 11 c'erano un paio di giocatori rammentati in settimana dal presidente. Se a gennaio non si impone per farsi prendere un centravanti, anche lui si può mettere nella lunga sfilza degli allenatori "spaccascurregge" passati da Livorno.
Spinelli: le punte costano...
Franco Marino.
Il video della azioni principali
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