Pensi a uno scherzo, invece è realtà: sono arrivate in serie A e B le prime squalifiche per bestemmie pronunciate in campo da allenatori e calciatori. I primi a farne le spese sono stati Lanzafame del Parma e Di Carlo del Chievo.D'ora in poi per ogni partita in pratica verrà predisposta una task force per individuare tramite prove televisive chi in campo associa un'ingiuria al nome di una divinità, e a quel punto scatterà la squalifica.
Nel mondo del calcio in pratica si può tollerare tutto (bilanci truccati, partite aggiustate, sudditanza degli arbitri a favore delle grandi squadre, doping) tranne che la blasfemia.
Un'ipocrisia che si commenta da sola, e che diventa barzelletta esilarante quando si leggono le motivazioni dell'assoluzione del giocatore Marcolini: "Il calciatore clivense - si legge nella decisione -, uscendo dal terreno di gioco in conseguenza dell'espulsione inflittagli dall'arbitro pochi attimi prima, proferiva apparentemente un'espressione gergale, in uso nel Triveneto e in Lombardia, con becero riferimento a 'Diaz' e non a Dio (il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta 'A' rispetto alla vocale 'O' legittima quanto meno un'incertezza interpretativa)".
Ci immaginiamo questi nuovi crociati del calcio che tutti i lunedì si troveranno davanti a uno schermo ad analizzare il labiale di decine e decine di calciatori per vedere se hanno detto "porco diaz", "dio can...ta"... Roba da piegarsi dalle risate.
E allora proponiamo un bel gioco a tutti i calciatori dei campionati italiani: sbizzarritevi nel cambiare una sola lettera a tutte le bestemmie che vorreste dire, in modo da far impazzire questi ridicoli protettori della fede nei campi di calcio.
La fonte: http://www.gazzetta.it
red.
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