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Livorno in vendita. Le pantomime di Aldo Spinelli

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PantomimaLa vecchia volpe gialla si prepara al disimpegno con una tempistica scientifica. Ma non crediate che lo farà gratis

Non vi preoccupate, non vogliamo cercare scheletri nell’armadio o dare falsi scoop su un interessamento di Mian (magari con la regia di Lucarelli). Nemmeno vogliamo togliere meriti della decade spinelliana a Livorno. Vogliamo solo, a mente fredda, analizzare le manovre di Spinelli dopo la conferenza stampa di Genova dello scorso mercoledì. Quella di Spinelli è la classica pantomima ben recitata come ha sempre fatto nei mesi di giugno e dicembre di quasi tutte le stagioni che lo hanno visto alla plancia di comando della società amaranto. Con una squadra in netta difficoltà e un bilancio che inizia a fare acqua ha pensato bene di trovare intanto l’alibi per non muovere foglia nel mercato di gennaio. Anzi, ha già messo le basi affinchè il tifoso sia quasi felice che la priorità sia vendere e sfoltire. Probabilmente il presidente è stanco e l’età avanza ma scordatevi che nel suo vocabolario possa esistere il verbo “regalare” o l’aggettivo “gratis”. Vediamo perché.

Il Livorno non è gratis: ecco perchè

A livello contabile si potrebbe definire il Livorno calcio “gratis” se arrivati al 30 giugno 2011 (le società di calcio chiudono il bilancio a giugno e non a dicembre) il presidente ripiana le perdite (Spinelli dice 2 milioni per la gestione dal 1 gennaio al 30 giugno 2011) e poi consegna la società all’amministrazione comunale o a un compratore. Per lui invece il Livorno è “gratis” se un imprenditore si presenta anche domani, ci mette due milioni per la gestione del semestre e poi come minimo il prezzo sale per il valore dei cartellini dei giocatori. In alternativa Spinelli, sempre in cambio di una copertura di 2 milioni per la gestione semestrale, vende i cartellini lui stesso e consegna una scatola vuota all’acquirente. La domanda viene spontanea: chi sarà mai un imprenditore che vuole comprare il Livorno prima di sapere se salva la categoria? Nessuno. Quindi al massimo un compratore potrà comparire a giugno, dare 2 milioni a Spinelli e probabilmente prendere una squadra già privata dei migliori giocatori. Tutto legittimo da parte di Spinelli, ma legittimo non è gratis. E prima c’è da salvarsi.

Il piano B di Spinelli

Se nessuno si presenta, Spinelli ha già pronto il piano B. Squadra con budget da 6/7 milioni di euro: 5 milioni di entrate e 1-2 ce li mette lui. Quindi con la conferenza stampa di Genova si è creato almeno 2 anni di alibi: a gennaio non prende nessuno ma aspetta di vendere giocatori e “regalare” il Livorno. Se non si presenta nessuno, allora la società va in mano a un commercialista che gestisce il tutto. Naturalmente continuandosi a lamentare che la gente non va allo stadio e che si disaffeziona.

Compratori?

Fino ad oggi Spinelli non ha mai voluto vendere veramente. Questa volta può avere l’intenzione ma sicuramente non tirerà i soldi ai gabbiani e chi vorrà il Livorno calcio dovrà vedersela con lui. Il calcio non è mai finito con l’abbandono di un presidente. In più di un secolo di football sono passati migliaia di presidenti, qualcuno più bravo, altri più ricchi, molti pessimi. Probabilmente sarà molto difficile trovarne nell’immediato uno meglio di lui, così come sarà quasi impossibile ripercorrere la congiunzione astrale che portò a Livorno due giocatori (Protti e Lucarelli) che a Livorno ci sono venuti anche per altri motivi. Sennò c’era da vedere tanti Danilevicius e Bogdani. In questo contesto sarà ancora più assordante il silenzio degli imPRENDITORI livornesi che nonostante assomiglino di più a famiglie aristocratiche che si arroccano nel loro castello e non permettono a nessuno di entrarci, sono molto restìe a restituire ai livornesi qualcosa in cambio. Nuovo centro, Porta a mare, rigassificatori, banchine: ma l’unico suono che si riesce a percepire è il verso della famosa civetta che diceva “Tutto mio”. In alternativa ci sono cordate o azionarati popolari ma al momento sembrano sogni lontani e che in ogni caso necessitano di soci “forti” che danno garanzie economiche.

Insomma, sembra che i tifosi e i giornalisti livornesi abbiano venduto la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Spinelli vorrà sicuramente tirasi indietro, ma scordatevi che lo farà nel modo che ci vuol far credere, cioè regalando la squadra. Lo farà a modo suo. Intanto si è creato l’habitat per tirare a campare un altro po’ e tirare fuori meno soldi possibile. Per il resto si vedrà. Ma se a gennaio non compra nessuno significa che per l’ennesima volta si siede al tavolo della roulette e rischia grosso. E negli ultimi anni di numeri vincenti ne ha presi proprio pochi. Ma a lui conviene retrocedere? Certamente no. Ma forse non sarebbe, per lui, nemmeno un dramma anche se a quel punto vendere i giocatori sarebbe quasi impossibile e per una volta sarebbe lui preso per il collo dagli altri presidenti.

A questo punto, Spinelli o non Spinelli, la categoria la possono salvare solo i tifosi. Poi a giugno si vedrà. Basta non sentire più la parola “gratis”. E quando se ne andrà, targa, medaglia e stretta di mano.

E se si vuol ripartire non si può prescindere da persone e figure di carisma e di riconoscibilità collettiva a garanzia della società. Quelle persone che finchè c'è Spinelli si terranno sempre ben lontani dal divertimento personale del presidente, il Livorno Calcio.

Franco Marino

24 dicembre 2011

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