Incredibile Spinelli. Invece di rinforzare la squadra la indebolisce cedendo alla Sampdoria il pezzo più pregiato della difesa: Romano Perticone. L'operazione è andata in porto con un prestito fissato a 400mila euro più il diritto di riscatto della comproprietà a un milione. La Samp aveva in realtà chiesto prima Knezevic, che però ha rifiutato "per motivi personali". Saltato anche il passaggio di Tavano alla Reggina e al Brescia (che aveva chiesto anche Miglionico) per la volontà del giocatore di non muoversi da Livorno. Idem per Cellerino all'Hellas Verona e De Lucia, offerto senza successo a mezza serie B. Ceduto invece Francesco Volpe alla Spal.
Arrivano invece a titolo definitivo dal Lumezzane (che riceve in prestito Rey Volpato e Angelo Bencivenga) l'attaccante bulgaro classe 1988 Andrej Galabinov, 18 presenze e 4 reti per lui finora, dal Bari in prestito con diritto di riscatto della compartecipazione il centrocampista Marco D’Alessandro, classe 1991 di proprietà della Roma e sempre dalla società giallorossa a titolo temporaneo il difensore di fascia sinistra Vitorino Antunes Pacheco, classe 1987.
Un mercato di riparazione fallimentare, quindi, per una squadra che in entrata doveva necessariamente avere quattro obiettivi: una punta di peso col fiuto del gol, un centrocampista di fascia sinistra che potesse far rifiatare Schiattarella, un difensore di fascia destra che rispedisse Perticone nel suo ruolo naturale e un portiere. L'unico obiettivo centrato sulla carta sembra essere l'arrivo di D'Alessandro, esterno alto di sinistra. Poi stop. Ci si aspettava un Granoche o un Martinetti ed è arrivato un illustre sconosciuto dalla C1, il problema sulla fascia difensiva, anziché risolverlo lo si è ingigantito cedendo Perticone, in porta non è arrivato nessuno. A questo punto capiamo perché Spinelli si è tenuto Pillon, o più probabilmente perché Novellino ha rifiutato l'offerta di Spinelli.
Insomma, l'ennesima dimostrazione che a Spinelli, del Livorno, non gliene frega niente se non in funzione esclusiva di un guadagno che deve manifestarsi sempre, comunque e subito. Speriamo almeno che questo personaggio venuto da Genova che si comporta come se il Livorno fosse patrimonio suo anziché dei tifosi e della città, abbia almeno la decenza di starsene zitto e non fare più proclami o sparatefino a quando non se ne andrà, cosa che ci auguriamo avvenga prima possibile. Se torneremo da dove siamo venuti chi se ne frega. Magari nella strada di ritorno potremmo ritrovare tutti quei tifosi - e sono tanti - che nel corso degli ultimi dieci anni per colpa sua e a dispetto dei risultati conseguiti (la passione, caro Spinelli, non si compra né coi risultati né col denaro), abbiamo perso per strada.
per Senza Soste, Tito Sommartino
31 gennaio 2011
foto tratta da http://u.goal.com
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