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Spinelli: «Madonna, poi stavolta lascio il calcio»

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madonna-and-baby-postersGenova - RIEN NE VA PLUS. «Chiuso, questo mondo del pallone non fa più per me». Rien ne va plus e se lo dice Aldo Spinelli, da 26 anni uno dei signori del pallone italiano, una passionaccia per il calcio (dove ha vinto) e una passione per la roulette (dove ha vinto anche di più), allora bisogna credergli. Stavolta sì, stavolta potete scommetterci anche voi, è tutto vero. Perché in altre circostanze il titolo del messaggio poteva più o meno essere lo stesso. Beh, non era lo stesso il tono e non c’era neppure l’ufficialità di un annuncio che arriverà questo pomeriggio, a Genova, nel quartier generale della Spinelli Group, appuntamento fissato per le ore 15.30, in una conferenza stampa, una di quelle “formalità” che da qualche tempo l’imprenditore di 71 anni non ama più. O che probabilmente non ha mai amato.

Amareggiato assai, adesso Spinelli gioca d’anticipo: «Purtroppo abbiamo dovuto esonerare Novellino, che ringrazio e non lo dico tanto per dire, perché non lo faccio con tutti. E al suo posto abbiamo scelto Madonna, sarà lui il nuovo tecnico del Livorno». Pausa: «E questo è davvero l’ultimo allenatore che scelgo io, stop». Armando Madonna, 48 anni, ultima stagione sulla panchina del Piacenza. «È l’ultimo allenatore che scelgo, ora arriverà anche l’annuncio che affiderò la società a un amministratore, fino alla cessione. Questo calcio non fa più per me, non parlo dei risultati e neppure degli investimenti che ho sostenuto. Parlo del clima, dei rapporti che esistono tra le persone, ma questa è un’altra storia e non ho voglia di polemizzare. Ho soltanto voglia, bisogno, di lasciare questo mondo del pallone».

Rien ne va plus, Spinelli lascia il Livorno e lascia il calcio. Dice addio uno che il 7 maggio del 1985 rilevò il Genoa da Fossati e ne divenne presidente, per 13 stagioni. L’avventura nel pallone è iniziata così. Spinelli ha portato in Europa prima il Genoa e poi anche il Livorno. E Spinelli amava così tanto il grande gioco del calcio che decise pure di investire su due squadre, tutto nella stessa stagione: a lui il Livorno e l’Alessandria all’amatissimo figlio Roberto, erede dotato della stessa simpatia e intelligenza del padre, ma con una passione decisamente inferiore per il calcio. Ci fu pure un derby in famiglia, vinse il Livorno di papà e i tifosi dell’Alessandria contestarono Spinelli. Sì, sempre papà Spinelli. Beh, non erano queste le cose che scuotevano davvero il signor Aldo. «Ma no, quello era un altro calcio, all’improvviso è cambiato tutto. E io esco di scena». Ok, ricordiamolo ancora, una frase così Spinelli l’ha già detta, un annuncio del genere è già stato fatto e alla fine smentito dai fatti.

Ma questa volta ci sono troppi indizi e c’è pure qualcosa in più: del progetto di Spinelli, della sua decisione di disimpegnarsi davvero da Livorno, si parla da almeno un paio di mesi. Un progetto al quale l’imprenditore della logistica portuale ha lavorato in segreto. Ecco, chi conosce davvero Spinelli sa benissimo che la riservatezza per lui ha un significato preciso: sta facendo sul serio. Via da Livorno. Meglio, via dal Livorno. Ma forse la voglia di prendere un club straniero, magari in Francia, resiste? Ok, il Monaco, nell’amata Monte Carlo, non pare più a portata di mano, su suolo francese qualcosa ci sarà? «Niente, nel senso che non cerco davvero niente, non voglio più fare il presidente di una società di calcio». Rien ne va plus.

Il video della conferenza stampa

tratto da http://www.ilsecoloxix.it

21 dicembre 2011

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