Il caso Picchetto: nel palazzo occupato stanze a pagamento

La redazione di Senza Soste è venuta in possesso di un video che mostra come vengano chiesti dei soldi per poter dormire all'interno del palazzo occupato del Picchetto in piazza Guerrazzi a Livorno

Il video che pubblichiamo è girato con una telecamera nascosta in un bar nella zona di via Grande, dove si vede una persona chiedere informazioni per una stanza ad un sedicente responsabile dell’occupazione (non legati ovviamente alle occupazioni conosciute e consolidate dei movimenti di lotta o ai sindacati degli inquilini) e gli viene risposto con un prezzo mensile per poterne usufruire. Come redazione abbiamo deciso di pubblicarlo dopo aver accertato i fatti e perché riteniamo inammissibile che nella nostra città si verifichino certi fatti, cioè si lucri sulla disperazione delle persone, fra l’altro sfruttando e screditando uno strumento come le occupazioni di palazzi in stato di abbandono o sotto attacco speculativo, storicamente importante per le lotte per il diritto alla casa.
Questo fatto però non è piovuto improvvisamente dal cielo. Lo scorso 24 novembre, infatti, un centinaio di famiglie che occupano alcune strutture pubbliche e private in città, sostenute dal sindacato inquilini Asia-Usb Livorno, organizzarono un presidio davanti al palazzo del Picchetto denunciando che all’interno dell’immobile occupato alcuni sedicenti responsabili chiedevano un contributo economico, una specie di pizzo, alle famiglie in difficoltà che decidevano di partecipare all’occupazione. Quella denuncia rimase inascoltata, anche se ebbe spazio sulla stampa cittadina (anche sul nostro sito: http://www.senzasoste.it/asia-denuncia-no-ricatti-sfruttatori-alloccupazione-del-picchetto/)

redazione 14 aprile 2017

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