Chiude la Coop di via Anna Frank. Non certo per un’occupazione

La Coop di via Anna Frank a Colline chiuderà. Una pessima notizia in un momento di grave difficoltà di Unicoop Tirreno che ha appena chiuso la vertenza con i sindacati con altre chiusure, tagli agli stipendi e ristrutturazioni. La notizia positiva però è che i lavoratori e le lavoratrici del negozio non perderanno il posto e verranno ricollocati in altri negozi della città. La cosa che ci ha colpito in questo caso è che, secondo Il Tirreno di questa mattina (vedi foto), la proprietà abbia addebitato la colpa della chiusura all’occupazione abitativa che si era sviluppata sopra il market dove ci sono alcune stanze che in passato erano assegnate all’ex associazione sordomuti e poi ad altre associazioni. Dal 2016 hanno occupato le strutture alcuni nuclei familiari, in modo autonomo e le cui vicende non le abbiamo mai seguite, quindi non siamo in grado di sapere cosa facessero e come si comportassero. Tuttavia questo basta perché ci paia di essere presi in giro quando leggiamo un articolo simile. Ma come, un’azienda che in passato ha condizionato il progetto Porta a Mare e che con sue collegate ne gestisce la parte immobiliare, un’azienda che ha letteralmente IMPOSTO nel progetto Parco del Levante che fosse Coop a gestire il supermercato anche a fronte di offerte più consistenti, chiude un piccolo market di quartiere per l’occupazione limitrofa di 20 persone, per di più non legati a nessuna organizzazione sindacale? Cioè la Coop si fa dettare la linea sulla ristrutturazione dei negozi da 20 cani sciolti e chiude un negozio per quel motivo? Ma chi vogliono prendere in giro? Perché non lo hanno detto pubblicamente prima?

Unicoop sta attraversando un periodo di crisi, anche per scelte sbagliate, ed i market di quartiere sono i primi a cadere nella loro strategia di puntare sugli iper. Non per nulla, secondo gli accordi sindacali avrebbe dovuto chiudere la Coop di via Mastacchi in Corea che invece al momento rimarrà aperta. Anche lì davano noia i fantasmi degli occupanti? Ci viene quindi il dubbio che la chiusura della Coop di via Anna Frank sostituisca quella prevista di via Mastacchi ma che sia più semplice dire agli abitanti del quartiere che è colpa di altri. Infatti in zona Colline nell’ultimo anno ha aperto un secondo Penny a 150 metri dalla Coop così come è stato dato il via libera ad un ipermercato Esselunga da parte della attuale amministrazione. Siccome però ora va di moda di dare la colpa alle occupazioni anche se casca un pino sui binari, la Coop (o Il Tirreno) si è adeguata.

Invece bisogna dirlo chiaramente: la chiusura della Coop di via Anna Frank è solo il primo tassello che cade di una gestione urbanistica scellerata della grande distribuzione: dall’imposizione della Coop al Levante fino all’autorizzazione di far aprire un ipermercato Esselunga (che doveva aprire a Levante) all’interno di un quartiere dentro il perimetro dell’Aurelia.

Dare la colpa a 20 occupanti è l’ennesimo svelarsi della mediocrità di una classe dirigente che è persa nella crisi e non ha nessuna capacità di reagire. Fra l’altro ci risulta che alle famiglie nessuno abbia mai nemmeno riferito, richiesto o intimato di uscire. Deduciamo dunque che se domani gli occupanti se ne andassero Unicoop Tirreno terrebbe aperto il proprio negizio. È così? Ci piacerebbe saperlo, così come ci piacerebbe sapere se il direttore generale abbia addebitato veramente la chiusura all’occupazione oppure sono stati fatti un titolo e un articolo ad effetto da Il Tirreno per prendere due piccioni con una fava. Speriamo che sia la seconda.

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