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Appello per una presenza mercoledì 8 settembre in Piazza XX: "No PdL - No Sciacalli"

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Livorno_dallaltoMercoledì 8 Settembre saremo in Piazza XX, come lo siamo sempre stati in molte altre occasioni, per ribadire la nostra appartenenza e impegno nel nostro quartiere.

Presidieremo la piazza dal pomeriggio, dal momento che non possiamo accettare l'operazione di sciacallaggio politico messa in atto dal partito di Berlusconi, che si ricorda dei quartieri popolari solo dopo fatti di cronaca e al solo fine di racimolare quache voto.

Per questo facciamo appello a singoli compagni, associazioni ed organizzazioni politiche e sinceri democratici, a partecipare alla nostra iniziativa di piazza dalle ore 18.


Il programma prevede:

-Dalle ore 18:00 alle ore 19:30: "Cronaca di un viaggio tra i campi profughi palestinesi in Libano" (dibattito organizzato dalle "Brigate di Solidarietà e per la Pace");
-Dalle ore 19:30 in poi: aperitivo-buffet di quartiere e musica.
C.S.A Godzilla
Ultimo aggiornamento Martedì 07 Settembre 2010 20:31

Il carcere continua a fare vittime: un detenuto tunisino di 33 anni muore a Pisa

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È la 121esima persona “morta di carcere” dall’inizio dell’anno
carceratiEra stato arrestato il 16 giugno scorso, perché sprovvisto di permesso di soggiorno.
La Procura indaga sulle cause della morte: malore provocato da una overdose di farmaci, oppure suicidio?
È stato un malore causato da un mix di farmaci assunti in modo sbagliato a stroncare la vita di Moez Atadi, tunisino di 33 anni, detenuto presso il carcere Don Bosco di Pisa? La procura ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sul fatto e per stabilire se vi sono eventuali responsabilità.
Stando ad una prima ricostruzione dell’accaduto, il tunisino ha incominciato a sentirsi male tra venerdì e sabato scorso. Come di prassi, il detenuto è stato subito ricoverato presso il Centro Clinico del “Don Bosco”, un centro questo di alto livello visto che è punto di riferimento di altre case circondariali.
Il tunisino accusava problemi respiratori e dolori polmonari ma nulla lasciava presagire al peggio. La sua situazione clinica ha cominciato a peggiorare nella nottata e quindi è stato disposto il trasferimento immediato presso una struttura civile più attrezzata come l’ospedale Santa Chiara ma sembra che l’uomo sia deceduto ancor prima di arrivare al pronto soccorso. Il corpo del tunisino è attualmente presso l’istituto di medicina legale a disposizione della procura.
Il pm Antonio Giaconi ha aperto un fascicolo d’indagine ed ha disposto l’autopsia che verrà eseguita domani dal medico legale Marco Di Paolo. Saranno decisivi i prelievi ematici che serviranno per gli esami tossicologici che dovranno accertare la natura e le reali conseguenze del mix di farmaci ingerito dal tunisino.
Per ora sembra l’ipotesi di un suicidio sembra improbabile, almeno stando ai racconti dei compagni di cella, che sono stati interrogati dalla polizia penitenziaria. Il tunisino era in carcere dal 16 giugno scorso perché inottemperante ai dispositivi della legge Bossi-Fini.
Con il decesso di Moez Atadi il totale dei detenuti morti nel 2010, tra suicidi, malattie e cause “da accertare” arriva a 121 (negli ultimi 10 anni i “morti di carcere” sono stati 1.681, di cui 600 per suicidio).
5 settembre 2010

Csa Godzilla: iniziative di piazza e lettera al quartiere

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godzillaSabato 4 settembre si è svolta una partecipata iniziativa del Godzilla in piazza XX settembre. Una una cena sociale, momento di socializzazione e aggregazione, che ha visto la presenza di molti giovani ed abitanti del quartiere, ribadendo come la riappropriazione degli spazi e delle relazioni interpersonali sia il miglior antidoto contro la disgregazione sociale e l'abbandono. Antidoto molto migliore di quanto non siano telecamere, fiaccolate, ronde e polizia.
Il prossimo appuntamento del CSA Godzilla in piazza XX Settembre è mercoledì prossimo 8 settembre, con un'iniziativa che, dalle 18, si protrarrà fino alle 22. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con le Brigate di Solidarietà (che porteranno l'esperienza ed il racconto della situazione in Libano), comprenderà musica e dibattiti, socialità ed un aperitivo popolare.
Segue il comunicato diffuso nel quartiere e distribuito agli abitanti:
***

Il grave episodio d'ordine pubblico avvenuto lo scorso mercoledì in via dei Mulini, una lite condominiale fra due famiglie di residenti finito con una rissa a bastonate con due feriti, pone all'ordine del giorno una profonda riflessione sull'accaduto e sulle cause scatenanti.

Oltre a dare la solidarietà alle persone ferite negli incidenti, nostro intento è riflettere sui fatti.

Nella speculazione mediatica e politica successiva all'episodio, molti accenti sono stati gettati sulla questione del razzismo (data l'origine rumena di una delle due famiglie), o sulla prevista richiesta di una maggiore sicurezza; rappresentata come intervento di forze dell'ordine, controlli e repressione nella zona. Non è nostra intenzione minimizzare l'accaduto, che suona come campana d' allarme per un quartiere dove c' impegniamo da più di dieci anni in un' attività politica costante e radicata, bensì il comprendere come e perché siamo arrivati a tanto.

La questione portante, a nostro avviso, non è quella del razzismo o della sicurezza militare di carabinieri e polizia, bensì quella di un quartiere e di una città segnate dalla crisi, economica e sociale. Crisi che disintegra il tessuto sociale, azzera le relazioni tra persone e vicini di casa, cancella abitudini e tradizioni, lasciando i livornesi, di nascita o migranti, alla mercé del più completo abbandono e sconforto.

La natura "privata" della lite è stata infatti strumentalizzata da quei soggetti politici e mediatici che fanno della xenofobia il loro pane quotidiano, da quelle istituzioni che abbandonano il centro cittadino dandolo in pasto alle macerie e alla desolazione. Non si tratta di razzismo, ma di come a difficoltà reali, ignorate dalle istituzioni rappresentative, si associ la strumentazione, e talvolta la provocazione fascista da parte di certe aree della destra istituzionale. Da parte di quella stessa gentaglia che abbandona i cittadini al loro destino, salvo esultare quando la situazione precipita, permettendo loro di raggirare ed ingannare la gente con promesse di sicurezza: fiaccolate, ronde o chissà cosa.

Facili scuse per mascherare i propri intenti elettorali.

La colpa dell'avvenuto ricade sulla disgregazione della società, sulla perdita del lavoro e della casa, sulla precarizzazione della vita; su tutti i fattori che istigano l'odio e la guerra tra poveri. La sicurezza reale che la gente chiede non è quella della polizia e della militarizzazione (basta vedere il goffo e volutamente tardivo intervento delle forze dell'ordine in occasione della rissa), ma quella dell'abitazione, del lavoro e della socialità. Non è la sicurezza dei manganelli a migliorare la vita della gente, ma la sicurezza di un futuro che le è criminosamente negato.

A tutto questo s'aggiunge il comportamento, spesso e volentieri vergognoso, dei media, locali e nazionali, sempre pronti a spettacolarizzare episodi di questo tipo, per creare una loro verità, distorta e distante dalla realtà. Organi mediatici che, pensando più alla tiratura che al bene della gente, fomentano più o meno consapevolmente odio ed incomprensione, poco curandosi della verità dei fatti.

Nostra intenzione non è dare una versione dei fatti, o ignorare l'avvenuto. Noi lavoreremo, come sempre fatto, per ritagliare spazi d'aggregazione, di condivisione e socialità fra le persone, in una città ed in un quartiere massacrati dalla politica dei padroni; dove una lite condominiale diventa facile pretesto per sviare l'attenzione della gente dai problemi reali, ma allo stesso modo in un quartiere dove è possibile per chiunque vivere liberamente, con le famiglie a passeggio in Piazza XX settembre (abbandonata dal comune, ma ancora difesa da molti abitanti) e i ragazzi a conversare e scherzare la sera, un quartiere dove la convivenza è di regola, e dove, pochi minuti prima della rissa, bambini livornesi di mezzo mondo: Livorno, Senegal come Romania, giocavano a pallone nel centro della piazza.

Come spazio sociale, il CSA Godzilla è da più di dieci anni presente nel quartiere e nelle strade, avendo la sua sede in via dei Mulini, contribuendo all'aggregazione ed alla socializzazione diretta dei livornesi, vecchi e nuovi, che vi abitano. Proponendo al suo interno iniziative artistiche e culturali, cineforum, concerti, cene e dibattiti; iniziative popolate e autogestite da giovani, studenti e lavoratori. Cose come le iniziative in piazza XX settembre, frequentate da giovani della città e abitanti del quartiere, come cene sociali, dibattiti (partecipatissimo quello contro i CIE) e concerti.

Per noi la risposta ai problemi della società nasce nell'autogestione e nella riappropriazione diretta, non nelle ronde, nelle fiaccolate o nella repressione della polizia. Nasce nella condivisione e nell'empatia popolare, nei rapporti interpersonali, non nell'omologazione delle menti e dell'odio. Per noi, aldilà di ogni differenza di origine e di difficoltà di vita, l'unica soluzione rimane la lotta popolare e auto organizzata, condivisa e sociale, contro quegli interessi e quei padroni di turno che, senza ritegno, per guadagno e tornaconto non esitano a gettarci, tutte e tutti, tra le fauci della miseria sociale, dell'isolamento e dell'abbandono.

C.S.A. Godzilla


Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Settembre 2010 00:07

Precari della scuola, la mobilitazione continua

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precariIeri, venerdì 3 settembre 2010, i precari della scuola della provincia di Livorno si sono riuniti in assemblea per organizzare un percorso di mobilitazione contro gli effetti disastrosi dei tagli alla scuola imposti dalla legge finanziaria 133/2008. L'assemblea ha deciso di lanciare un calendario di lotte per il mese di settembre articolato in tre punti:

– 9/10 settembre: presidio e volantinaggio presso l'ITIS G. Galileo di
Livorno in coincidenza con le convocazioni per l'assegnazione degli
incarichi residui;

– 15 settembre: partecipazione all'assemblea sindacale di 4 ore indetta
dalla FLC CGIL;

– 16 settembre: presidio presso l'USP di Livorno a partire dalle ore 15:00.

Rete Precari Scuola Livorno

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4 settembre 2010
Ultimo aggiornamento Sabato 04 Settembre 2010 12:39

Fatti di via dei Mulini: il comunicato del Csa Godzilla

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Livorno_dallaltoIntendiamo intervenire sui fatti avvenuti in via dei Mulini il 1 settembre in quanto tirato in ballo da alcuni organi di stampa e alcune televisioni.

Il centro sociale Godzilla si ritiene del tutto estraneo ai fatti avvenuti lo scorso mercoledì. Come sempre è avvenuto, chi era presente in quel momento è sceso in strada a soccorrrere i feriti e a calmare gli animi, non certo a partecipare alla rissa o prendere le parti di qualcuno.

I fatti di mercoledì sono un campanello d'allarme per il quartiere dove ormai facciamo attività da quasi 10 anni e che sta cambiando nella propria composizione sociale. Pur ritenendo i fatti legati a una questione privata fra vicini di casa, ciò che è avvenuto dopo assume una rilevanza politica collettiva. Una parte del quartiere ha espresso un forte disagio per lo più legato alla sicurezza e l'ha portato in strada legandolo al fatto specifico di una rissa. Non riteniamo tuttavia che la situazione del quartiere sia descrivibile con ciò che è avvenuto mercoledì e nemmeno con la frase "Non si può più uscire di casa la sera".
La richiesta di "sicurezza" che ormai da anni media e politici di turno ripetono e che alla fine ce la fanno vivere come priorità (quella della volante sotto casa o delle ronde) nasce dall'insicurezza vera cioè quella della precarietà del posto di lavoro, della mancanza di prospettive e dello smantellamento di tutte le reti di protezione sociale, come i servizi sociali o i centri di aggregazione.

Sappiamo già che nei prossimi giorni ci sranno strumentalizzazioni politiche e mediatiche. Da parte nostra lavoreremo, come abbiamo sempre fatto, per portare socialità e per cercare di far vivere il quartiere come abbiamo già fatto in questi mesi riappropriandoci per varie iniziative della nuova Piazza XX settembre. Vivere le strade, le piazze e le iniziative del proprio quartiere è uno strumento efficace (più della polizia) per ricreare quella coesione sociale che sembra essersi ormai perso nelle paure reali, in quelle indotte da stampa e televisione e nella crisi che impoverisce sempre i di più i ceti più poveri (italiani e stranieri) della società.

Csa Godzilla

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