Clamorosa vittoria del codacons: il Tar del Lazio condanna il ministero della salute ed il ministero dell'ambiente a risarcire i cittadini avvelenati dall'arsenico!! Parte adesso il nuovo megaricorso per la richiesta del risarcimento del danno a favore del milione di utenti che ancora bevono acqua avvelenata!
Se hai già aderito al precedente ricorso arsenico leggi la nota in fondo alla pagina
Se vivi in uno dei seguenti comuni vittima dell'arsenico, agisci subito con il codacons per richiedere il risarcimento di 1.500 euro, calcolato in via equitativa, per ciascun aderente e la riduzione della tariffa idrica applicata dalle relative ato che distribuiscono acqua avvelenata!
Ma e' necessario agire subito, entro il 29 febbraio! red.26 gennaio 2012
Ecco i comuni della provincia di Livorno
Monterotondo Marittimo
Montieri
Campiglia Marittima
Campo nell'Elba
Capoliveri
Marciana
Marciana Marina
Piombino
Porto Azzurro
Porto Ferraio
Rio Marina
Rio nell'Elba
Suvereto
Pomarance
Castelnuovo in Val di Cecina
Radicondoli
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Nella Toscana costiera, a valle delle aree di sfruttamento geotermico, l'acqua è inquinata da arsenico e boro e fornita alle popolazioni in deroga ai limitii di legge da quasi dieci anni. Un'Indagine epidemiologica del CNR di Pisa del 2010 (vedi il link in altra pagina di questo sito) valuta in 535 persone i morti in più a causa dell'esposizione a arsenico, boro, mercurio, radon, ecc. Secondo il geologo Andrea Borgia, lo sfruttamento geotermico mette in comunicazione le falde idriche superficiali con le sottostanti falde di vapore geotermico inquinante. Perchè la Regione Toscana continua ad autorizzare nuovi sfruttamenti geotermici?
tratto da http://www.medicinademocraticalivorno.it - 23 gennaio 2012
Qui sotto vedi la sentenza del TAR che condanna i Ministeri per l'arsenico nell'acqua, dal sito del Codacons.
ACQUA ALL'ARSENICO: SENTENZA RIVOLUZIONARIA CONDANNA IL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE A PAGARE 200.000 EURO AI RICORRENTI COSTRETTI A BERE ACQUA AVVELENATA PER LO STRESS E IL DANNO ALLA VITA DI RELAZIONE!!
UN PRINCIPIO RIVOLUZIONARIO CHE APRE LA STRADA AI RISARCIMENTI PER IL DEGRADO URBANO E L'INQUINAMENTO DELL'ARIA IN TUTTE LE GRANDI CITTA'
ORA SI AVVIA UN NUOVO MEGA RICORSO DI UN MILIONE DI UTENTI CHE SOLO NEL LAZIO BEVONO ANCORA ACQUA AVVELENATA E CHE COSTRINGERA' GLI ATO A ABBASSARE LE TARIFFE E CHIEDERA' UN RISARCIMENTO PIU' CONSISTENTE DI ALMENO 1500 EURO A UTENTE
SECONDO IL TAR BERE ACQUA ALL'ARSENICO PUO' PRODURRE TUMORI AL FEGATO, CISTIFELLEA E PELLE E MALATTIE CARDIOVASCOLARI
IL CODACONS DIFFIDA DI URGENZA I MINISTRI DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE A CHIUDERE I RUBINETTI IN TUTTI I COMUNI DOVE IL LIMITE E' SUPERATO
Clamorosa sentenza del TAR del Lazio condanna i ministeri a risarcire gli utenti dell'acqua di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) con almeno 100 euro a cittadino. La sentenza apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute. Ora questa strada sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell'aria e da degrado sia a Napoli che a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale.
"Si tratta di una vittoria importantissima - ha dichiarato il presidente del CODACONS Carlo Rienzi - perchè pone termine alla impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli Ministri dell'Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all'Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l'erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti'.
Oltre 2000 i cittadini che avranno diritto al rimborso del danno di 100 euro a testa ma saranno decine di migliaia quelli che nel prossimo ricorso che partirà tra poche settimane chiederanno almeno 1.500 euro a testa. Nel prossimo ricorso al quale si può già aderire seguendo le istruzioni sul sito www.codacons.it , si agirà - come indica il TAR nella clamorosa sentenza - anche contro gli ATO di appartenenza per chiedere un ribasso immediato delle tariffe a la restituzione di quelle versate per avere in cambio acqua avvelenata.
Il TAR ha riaffermato che l'acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla qualità di essa, da cui l'indicazione di agire contro le ATO che non potevano non tenere conto di questo dato nel determinare la tariffa.
Ma non solo. Il TAR ha anche affermato l'importantissimo principio - che porterà ora a decine di querele penali e denunce alle Procure della Repubblica - che nella vicenda sollevata dal CODACONS e dall'ASSOCIAZIONE UTENTI DEI SERVIZI PUBBLICI (la cui legittimazione viene sancita dal TAR sia per la tutela ambientale che consumerista ) sussiste un preciso:
"fatto illecito costituito dall'esposizione degli utenti del servizio idrico ricorrenti ad un fattore di rischio (l'arsenico disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall'Unione Europea), almeno in parte riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione, determina un danno non patrimoniale complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l'aumento di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress psico-fisico e l'alterazione delle abitudini di vita personali e familiari conseguenti alla ritardata ed incompleta informazione del rischio sanitario'.
E ancora - prosegue il TAR del Lazio (pres. EDUARDO PUGLIESE, Rel. RAFFAELLO SESTINI) - è certa la "pericolosità per la salute umana derivante da un'esposizione prolungata all'arsenico presente nell'acqua potabile, anche in quantità piccolissime, come risultante dalla ricerca condotta su oltre 11.700 persone in Bangladesh e pubblicato nell'edizione online della rivista scientifica The Lancet, che ha dimostrato che la presenza di arsenico in elevate concentrazioni nel sangue aumenta in modo significativo il rischio di tumori. Secondo le stime effettuate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, in Bangladesh a partire dagli anni '70 almeno 35 milioni di persone hanno bevuto acqua contaminata con piccolissime quantità di arsenico, e secondo lo studio Heals (Health Effects of Arsenic Longitudinal Study) coordinato da Habibul Ahsan dell'Università di Chicago, ciò è stato sufficiente a provocare il 21%) delle morti per tutte le cause e il 24% di quelle attribuite a malattie croniche (in prevalenza, tumori al fegato, cistifellea e pelle e malattie cardiovascolari)'.




E' sciopero dei Tir anche in Toscana. La protesta è iniziata alle 8 del mattino bloccando le uscite dell'A11 a Capannori (Lucca) e Montecatini Terme sulla Firenze Pisa. Traffico bloccato in entrambe le direzioni, con uscita consigliata per i camion a Lucca. A Livorno sono tre i presidi in tutto. Gli autotrasportatori stanno bloccando i tir sulle piazzole dell'Aurelia tra Livorno e Pisa. Nessun disagio per le autovetture, i camionisti vogliono infatti bloccare principalmente le merci in arrivo.





Dietro a tragedie come quella della Costa Concordia ci sono diverse responsabilità a vari livelli di chi ha permesso e causato evento e fatto si che si tramutasse in una tragedia con Vittime, come per il Moby Prince, ci sono responsabilità del comandante, degli armatori, delle capitanerie, perché oggi il governo si appresta a presentare un decreto che vieti il passaggio vicino alle isole dell’arcipelago toscano, ma questo poteva gia essere stato vietato dalle Capitanerie di Porto.
Sta cambiando il rapporto di forza tra la Soc. Solvay e il territorio dell’intera Val di Cecina. Dopo la recente contesa tra il Sindaco di Volterra sui lavori a Saline e la stessa società belga riguardante l’estrazione del salgemma ora più a valle si riaccende la questione dei prelievi idrici a cui le istituzioni provinciali hanno acconsentito senza che vi fosse il nulla osta del Comune di Montescudaio il quale valutata la scarsità dei livelli all’interno dei laghetti di Casagiustri ha emanato l’ordinanza di cessazione dei prelievi industriali. Questa contesa appare di difficile soluzione perché effettivamente le piogge sono state effettivamente scarse e le produzioni Solvay hanno ripreso il loro regime dimostrandosi quindi sempre più pesanti. Prima della nota di risposta della Solvay all’ordinanza di Montescudaio sono scesi in campo i sindacati dell’azienda come spesso accade rivendicando le loro preoccupazioni per le future scelte che Solvay potrebbe fare, riducendo personale o delocalizzando completamente. Preoccupazioni legittime che vengono sempre in momenti in cui si aprono delle criticità per le categorie che i sindacati rappresentano, mai che gli stessi soggetti sindacali abbiano speso delle attenzioni verso ciò che vanno ad impattare. Un atteggiamento che le porta automaticamente a mostrare una volontà di conseguire dei privilegi che ormai il territorio non può più dare a meno che effettivamente le questioni ambientali vengano prese in seria considerazione. Ricordiamo l’ipotesi della dissalazione e ricordiamo anche che sarebbe l’ora che Solvay iniziasse a bonificare di tasca propria laddove ha deturpato










