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Il Forum di alelivorno.it risponde alla famiglia Lucarelli

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alelivorno_sitoGentile famiglia Lucarelli,

Ci rivolgiamo a tutti voi, senza distinzione di ruolo e di età, perché onestamente pensiamo che con la minaccia di querela ad alcuni utenti del sito si sia passato il confine della polemica, magari accesa, per entrare su un terreno che non è né da tifosi del Livorno né da livornesi. Siamo gente che è abituata a discutere i problemi sul tavolo, in faccia, e senza bisogno di un collegio giudicante. Di solito in questo modo si fa molto prima, senza maschere, e la soddifazione di essersele dette non è comparabile a quella di una sentenza di tribunale.

Siete una famiglia, di cui due componenti hanno vestito in passato l’amaranto, conosciuta non solo in città ma su tutto il territorio nazionale. Non comprendiamo quindi quanto la minaccia di querele, della quale apprendiamo solo a mezzo stampa, possa giovare alla vostra immagine e a quella del tifo livornese. Ma veniamo ai fatti. Dalla stampa cittadina apprendiamo che i vostri avvocati stanno valutando la possibilità di querelare alcuni utenti del forum per una serie di commenti relativi ad un’intervista di Maurizio Lucarelli. Ad una prima lettura non ci sembra affatto che ci siano gli estremi per una querela ma, su questo, decideranno i vostri avvocati. Certo però che il vostro comportamento è proprio curioso. Pochi giorni fa, sempre da quanto appreso dalla stampa, un esponente della vostra famiglia in conferenza stampa riportava che il padre si scusava pubblicamente proprio per le affermazioni contenute in quella intervista. Evidentemente si capiva di aver esagerato in affermazioni che in città hanno fatto rumore. Oggi invece i commenti ad una intervista, di cui lo stesso intervistato ha ritenuto pubblicamente di far notificare le scuse, diventano oggetto di possibile querela. In questo modo non si fa altro che perseverare, dal punto di vista dell’immagine della famiglia, nell’errore. Prima si fanno dichiarazioni impopolari poi si prosegue con gesti altrettanto impopolari. Cosa ne ricaviate da tutto questo lo sapete solo voi e, oggettivamente, è problema vostro.

Il problema nostro è invece la tutela della libertà di espressione, in rete e non, dei tifosi livornesi. In caso di querela scatterà la solidarietà, legale e popolare, nei confronti dei tifosi. Nessuno di voi è stato minacciato, non sono state progettate chissà quali contestazioni, si è solo fatta qualche battuta in livornese. Diciamocela francamente: da questo comportamento la vostra immagine ci esce parecchio male. Quella di una famiglia che ha come componente un signore che fa le battute, parecchio indigeste in un momento di crisi, sulle “cee a colazione” e che oltretutto vuol querelare, e di conseguenza zittire, chi ci ride sopra. Non è da livornesi, spiace dirlo ma è così. In altre occasioni chi si è sentito in dovere di dire, agli utenti del forum, che avrebbe querelato ha fatto un gesto semplice. Si è iscritto, ha detto la sua e le questioni si sono comunque chiarite. Qui nessuno nega la parola a nessuno. Bastava una telefonata, o una sessione in rete, e il chiarimento sarebbe arrivato. E senza spendere un’euro in avvocati. In questo senso fa male apprendere dal giornale, senza essere nemmeno interpellati, che sarebbero in arrivo delle querele. A un sito di tifosi che hanno seguito, e seguono, il Livorno ovunque in qualsiasi categoria o campo da gioco. Ad un sito dove gente spende volentieri passione, soldi, entusiasmo, tempo per la propria squadra che non ha certo una storia qualsiasi.
Ora, querelare è nella vostra facoltà come difendersi è nella nostra. In caso di querela siamo sicuri di spuntarla in città, tra i tifosi, come in tribunale. Perché non abbiamo fatto proprio male a nessuno.

Ci chiediamo però quanto un’eventuale querela, con annesso spettacolo giudiziario, possa giovare all’immagine di Livorno e del Livorno. E anche ai nostri ricordi. Due componenti della vostra famiglia hanno scritto pagine importanti nella storia della nostra squadra e anche della nostra città. Le volete offuscare con una vicenda di denunce e di tribunali? E per cosa, per due risate scritte in allegria tra tifosi?
Detto questo, fate come preferite. Noi agiremo secondo coscienza. Convinti che la stragrande maggioranza dei tifosi del Livorno ci sosterrà.

Il forum di AlèLivorno
23 dicembre 2010
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Di che cosa si muore in Val di Cecina

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622 morti in più per il cromo nell'acqua, 400 in più per la geotermia

pericolo_morteFinalmente è disponibile lo Studio epidemiologico della Regione Toscana sugli effetti della geotermia sulla salute della popolazione, nelle due aree geotermiche di Larderello e Castelnuovo VdC (722 MW istallati) a nord e dell’Amiata a sud ((88 MW istallati).

Lo Studio è pervaso di schizofrenia, di dissociazione netta tra dati oggettivi (numerici) estremamente preoccupanti e chiari da una parte e la valutazione che ne danno gli estensori, minimizzanti e tranquillizzanti dall’altra.

Ripercorriamo in estrema sintesi questo studio, evidenziando le principali schizofrenie, rimandando i cittadini ad una lettura diretta dello Studio sul sito http://www.ars.toscana.it/web/guest/home , e soprattutto invitando i sindaci della zona a presentarlo in pubblico quanto prima , alla presenza di un epidemiologo di Medicina democratica.

“I risultati dell’indagine evidenziano uno stato di salute della popolazione residente nelle aree geotermiche coerente con quello generale toscano e con quello degli abitanti dei comuni limitrofi non geotermici” (pag. 1) Come se lo stato di salute della popolazione toscana fosse buono e quello dei comuni vicini non fosse influenzato quasi allo stesso grado di quelli propriamente geotermici. Basti pensare, come vedremo, alla dispersione del mercurio in aria e all’arsenico nell’acqua.

Alcune differenze rilevate … sono di dimensioni modeste, geograficamente  confinate, imputabili a fattori individuali di stili di vita (fumo, attività lavorativa, alimentazione e alcool) ….” Qui si introducono due elementi menzogneri, tipici dell’epidemiologia di parte. Gli “stili di vita” sono un cavallo di Troia usato in tutto il mondo per depistare le indagini. Valga per tutte la risposta che i bambini non fumano, non bevono alcool, non fanno in genere vita sedentaria, eppure  si ammalano di tumore del 4% in più ogni anno, il doppio della media europea già altissima.

Il secondo elemento menzognero è quello dell’”attività lavorativa”, questa sì che sarebbe nociva per lo Studio regionale (ma che lo ammettano è una novità). Ma in Alta Val di Cecina, ed in particolare nella geotermia, non c’è nessun confine netto tra esposizione agli inquinanti sul posto di lavoro ed esposizione agli stessi inquinanti della popolazione, basti pensare ancora al mercurio e all’arsenico, ma anche all’amianto e alla sua dismissione più o meno confinata.

Famoso è il caso delle mogli di lavoratori dei cantieri navali di Monfalcone, che inconsapevolmente maneggiavano, scuotevano e lavavano le tute dei mariti cariche di fibre d’amianto, e per di più abitavano vicino ai cantieri, ed inevitabilmente  si ammalavano di mesotelioma o altre malattie correlate con l’amianto.

“ Il criterio di precauzione … soprattutto nel sospetto del coinvolgimento di inquinanti ambientali, impone  però di considerare come potenzialmente rischiosi tutti i segnali sfavorevoli … i cui effetti potrebbero evidenziarsi a distanza di anni. In questo senso è da tenere in considerazione il modesto eccesso di mortalità … riscontrato tra i 43.000 abitanti dei comuni geotermici, anche se limitato ai soli maschi (+ 6%)” Che l’eccesso di mortalità del 6% sia modesto, lo giudichino i cittadini.

Altre, sempre altre in questi casi, sono le aree veramente a rischio “In Toscanan  a questi livelli lo sono tradizionalmente le zone montane delle Apuane (sarà mica per il marmo ? Ndr), la zona lucchese e versiliana, la pisana e la livornese, la amiata senese e la grossetana.” Ma guarda, allora qui li aspettiamo i nostri epidemiologi, che aggiungono .”Le cause di questa distribuzione  … orientano decisamente su elementi di diseguaglianza economica e sociale, su stili di vita e condizioni di lavoro poco salutari e, in misura minore, sulle difficoltà di accesso ai servizi sanitari…” Nelle aree veramente a rischio, insomma, i più poveri muoiono di più, ed hanno meno servizi sanitari.

Ma non qui, o forse sì, se si ammette che “Dello stesso significato sono le criticità sanitarie riscontrate nell’area geotermica amiatina, con un eccesso significativo di mortalità generale nei soli maschi (+13 %), che risente della mortalità per malattie respiratorie, per alcuni tipi di tumore, tra cui quello a llo stomaco, e per malattie infettive.” …”I dati sui livelli d’inquinamento ambientale mostrano qualche criticità per l’arsenico nell’acqua, sia nell’area amiatina che in quella pisana, …. che potrebbero essere in relazione ad alcune malattie, come quelle urinarie…” (pag. 2)

L’attività geotermica è in grado di modificarela qulità dell’aria, soprattutto per l’acido solfidrico

(o idrogeno solforato, quello che uccise quattro lavoratori nel gennaio 1986 alla raffineria ENI di Livorno, ndr) nell’area geotermica nord, e per l’acido solfidrico e il mercurio nell’area dell’Amiata”, che continua ad uscire anche dalle ex miniere di cinabro. L’acido solfidrico produce un’intensa puzza di uova marce, che non è solo insopportabile, ma ha una caratteristica del tutto particolare: inibisce l’olfatto, per cui più alta è la concentrazione, meno siamo in grado di sentirne la presenza, quindi meno siamo in grado di difenderci. “In alcune aree con insediamenti produttivi geotermici, la frequenza, la persistenza e l’intensità dei cattivi odori sono tali da comportare condizioni della qualità dell’aria decisamente scadente.” Ma nel seguito non sembra che lo studio associ a questa esposizione continua patologie o mortalità. Solo un po’ di fastidio ….

Considerando le singole cause di morte tra i maschi, ma non tra le femmine, si evidenzia un eccesso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio (+25 %) ….. e “la tubercolosi (8 casi osservati in sette anni rispetto ai 2 attesi)”: sembra un eccesso del 400 %!

“Nelle femmine, ma non nei maschi … si rileva un eccesso solo per la mortalità per cirrosi epatica (+ 40 %)” che lo studio non sa spiegarsi, e non si azzarda a collegarlo con l’uso eccessivo di alcool.

E’ noto che la Toscana è regione  ad alto rischio per il tumore allo stomaco, con zone particolarmente critiche nell’Appennino tosco-emiliano, e più in generale nelle comunità montane della regione.” Lo sapevate ? Quali e quanti controlli straodinari sono stati effettuati sulla popolazione della Comunità montana dell’Alta Val di Cecina o dell’Amiata per prevenire o sottoporre a diagnosi precoce questa gravissima patologia ? Ma lo studio dirotta finemente su cause ormai superate.”Le cause del tumore allo stomaco sono da ricercarsi soprattutto in un’alimentazione del passato povera, poco variata,  a base di alimenti conservati, carente per frutta e verdura fresca…”, insomma “stili di vita” o povertà, che comunque non è poco.

Dalla Toscana in generale alle aree geotermiche “si rileva un eccesso di ricoverati per tumore dello stomaco in entrambi i generi e per leucemie nelle sole femmine.”

Venendo all’area geotermica nord (Pomarance, Larderello, Castelnuovo, ecc), dove vivono 17.000 abitanti sul totale di 43.000 delle due aree geotermiche, si evidenzia:

“Solo nei maschi si resgistrano eccessi per malattie infettive (11 decessi su 4 attesi) e per pneumoconiosi (20 osservati su 8 attesi). In questa area la pneumoconiosi potrebbe essere correlata all’esposizione  professionale ad asbesto del passato (es. addetti alla messa in opera od alla rimozione  della coibentazione dei vapordotti degli impianti geotermici)”. Si notino il “potrebbe” e il “del passato”, quando tutti sanno che le scoibentazioni sono ancora in corso, e gli smaltimenti approssimativi.

Considerando le ospedalizzazioni (ricoverati) … si evidenziano eccessi di ricoverati solo per leucemie nelle femmine”  ed “ eccessi di ricoverati per malattie dell’apparato digerente in entrambi i sessi…”

“Dunque nel complesso dei dati sanitari, nell’area nord non si rilevano situazioni particolarmente critiche … (i risultati) fanno propendere per un ruolo non significativo dell’inquinamento dell’aria.”

(Pag. 15)

Minimizzazione subito contraddetta con i dati impressionanti del Comune di Pomarance, quello che ospita Larderello e le sue centrali, il grosso di tutta la geotermia toscana ed italiana. A pag. 19 si legge:”Il Comune di Pomarance presenta modesti eccessi di mortalità per disturbi circolatori dell’encefalo nelle femmine (+45%, con 75 osservati e 52 attesi nei sette anni) e per tumori linfoematopoietici nei maschi (+ 83 %, 14 osservati  e 8 attesi), confermati ache da eccessi  d ricoveri  per leucemie nelle femmine e mielomi nei maschi …. Anche per questi disturbi in letteratura è segnalato  un  possibile ruolo dell’esposizione ad arsenico inorganico…

Si noti come siano “modesti” gli eccessi sopra riportati.

Passando all’area geotermica sud (Amiata) “la mortalità generale è in eccesso nei maschi (+13 %) ….. nei maschi si rileva un eccesso di mortalità per tumori nel loro complesso (+19 %) … nei maschi si rileva un eccesso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio, tra cui la pneumoconiosi … nelle femmine  si rilevano eccessi di mortalità  per malattie respiratorie acute (41 casi osservati in sette anni rispetto a 29 attesi) e malattie dell’apparato digerente  (72 osservati e 55 attesi) … l’eccesso di mortalità per patologie con periodo d’incubazione breve, come le malattie respiratorie acute …. In un territorio esposto ad esalazioni naturali e ad emissioni di impianti, suggerisce la necessità di un attento monitoraggio.”

“In sintesi l’analisi di mortalità evidenzia nell’area sud  un eccesso di mortalità generale e per tumori negli uomini , per i quali si evidenziano anche eccessi per singole cause (tumori al fegato, dello stomaco, malattie respiratorie, pneumoconiosi, tubercolosi e malattie infettive. Tra le femmine emergono eccessi  per malattie respiratorie acute e dell’apparato digerente.”

Sulla capillarità dell’inquinamento causato dalla geotermia e non solo, “il riscontro di elevati livelli di arsenico nell’acqua dell’area geotermica sud impone la prosecuzione  degli interventi già messi in opera … e un monitoraggio epidemiologico prolungato nel tempo.”

Nell’area geotermica sud, i comuni con maggiori criticità sono quelli di “Abbadia SS, Piancastagnaio, Arcidosso e castel del Piano, dove emergono gli eccessi per le cause di morte già segnalati per l’area nel suo complesso” in particolare “per i tumori  linfoematopoietici, le malattie respiratorie e dell’apparato genito-urinario”. (pag.20)

Quanto alla correlazione tra inquinamento e malattie, oltre a quelle già menzionate, si aggiunge che :”Altri profili di rischio sembrano degni di attenzione, quali i tumori del sistema nervoso centrale e del sistema linfoematopoietico, le malattie circolatorie in generale e dell’encefalo, le insufficienze renali.” “L’analisi di correlazione tra dati ambientali e sanitari … segnala una correlazione tra mercurio e acido solfidrico nell’aria e malattie repiratorie che non deve essere trascurata, mentre le relazioni riscontrate tra boro ed alcune patologie sono suggestive, ma richiedono valutazioni più specifiche.”

Le relazioni ritenute “suggestive” probabilmente sono quelle sollevate da un giornale locale nell’agosto scorso, secondo il quale sussite una relazione tra esposizione al boro e il cancro ai genitali. Gli estensori dello studio avrebbero fatto meglio a spiegare, in uno studio epidemiologico come questo, quali sono le conseguenze del boro in Val di Cecina, che viene fornito nell’acqua potabile da almeno 7 anni in deroga regionale ai limiti di legge nazionali, a livelli sei volte più alti di quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Concludendo, questo studio regionale può essere la pietra tombale delle proteste popolari (forse è stato concepito per questo) contro gli effetti della geotermia, o al contrario può trasformarsi in una leva straordinaria per la presa di coscienza di fasce più ampie di popolazione sulle proprie reali cause di malessere e di morte.

A questo intervento di Medicina democratica dovranno seguirne molti altri di cittadini, lavoratori e comitati, che spostino i rapporti di forza dal blocco Enel/Confindustria/inquinatori locali/casta politica,  in favore della popolazione e della difesa della salute. La sfida è aperta.

7.12.10

Maurizio Marchi

Reponsabile Medicina democratica, Livorno e val di Cecina

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Moby Prince, vergogna senza fine. Arriva una nuova archiviazione

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moby_lapideNuovo schiaffo alla ricerca di verità e giustizia sulla più grande strage di stato italiana. E' stata archiviata, infatti, l’inchiesta bis sul Moby Prince, il traghetto che la sera del 10 aprile 1991 davanti a Livorno entrò in collisione con una petroliera provocando la morte di 140 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Il gip di Livorno, Rinaldo Merani, ha recepito la richiesta di archiviazione nello scorso maggio presentata dalla stessa Procura livornese. In aula anche Angelo Chessa, figlio del comandante del traghetto morto nell'incidente, e l'avvocato di alcuni familiari delle vittime Carlo Palermo, il cui esposto tre anni fa spinse la magistratura a riaprire le indagini a partire da una verità ormai assodata e negata dallo stato italiano e da quello americano in combutta con i vari servizi segreti che in questi 20 anni hanno fatto di tutto perché non venisse fuori, ovvero che nella rada del porto, al momento del disastro, stessero avvenendo movimenti sospetti per un traffico illegale di armi tra alcune navi e la vicina base americana di Camp Darby. Che questa movimentazione illegale, perciò, sia stata una delle concause, se non la causa principale, della tragedia.
Nel dispositivo di archiviazione il gip ha confermato che non sussistono elementi a sostegno degli scenari proposti dall’avvocato Palermo che all’uscita dal tribunale ha così commentato:” Non abbiamo portato altri elementi perché era evidente che il giudice avrebbe dichiarato l'inammissibilità della parte offesa per i reati legati ai traffici di armi che non sarebbero stati connessi all'episodio del Moby”. Le parti offese sono invece state accolte per il reato di omicidio colposo che tuttavia è già prescritto. Secondo la richiesta di archiviazione della Procura a causare il disastro della Moby Prince sarebbero state varie concause, tra cui l'errore umano, la concomitanza di circostanze sfortunate come la nebbia e la collisione con una cisterna piena, e l'insufficienza delle regole di sicurezza in rada. I diversi processi celebrati negli anni passati non avevano individuato colpevoli.
Il modo peggiore per avvicinarsi alla celebrazione del ventesimo anniversario della strage italiana col maggior numero di vittime dal dopoguerra ad oggi, ma paradossalmente quella maggiormente ignorata e dimenticata. Una strage di stato a tutti gli effetti, perché anche se a differenza di Brescia, MIlano, Bologna o Ustica lo stato non fu il mandante, si adoperò in modo decisivo perché la verità non venisse mai a galla. (red.)

21 dicembre 2010

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Dicembre 2010 13:21

Lettera Aperta-Appello agli Amministratori Pubblici della Toscana

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GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI

Comuni, Province, Regione (Toscana)

Soppressione degli ATO, istituzione dei Commissari regionali (acqua e rifiuti). Un attacco ai Beni Comuni. La privatizzazione della politica

Assemblee Elettive, Sindaci, Cittadini e Comitati di Cittadinanza relegati ad un ruolo di sterili spettatori

acqua_lucchettoLa Regione Toscana ha presentato un disegno di legge che stravolge le norme sui servizi pubblici di acqua e di rifiuti, togliendo ai consiglieri comunali e provinciali ogni possibilità di scelta in merito e relegando i sindaci in una commissione puramente consultiva, non vincolante delle scelte dei Commissari regionali, i quali, nel corso del 2011, andranno a sostituire le Autorità di Ambito e anche l’Assemblea dei Sindaci, approvando i piani industriali, selezionando i gestori unici e imbalsamando per decenni i due settori.

Per questo lanciamo un appello a tutti i consiglieri eletti nelle assemblee istituzionali della Toscana per chiedere che si apra un confronto serio su tali scelte.

Il pretesto per la Giunta regionale toscana è dato dalla Legge finanziaria statale, che pone l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica eliminando i consigli di amministrazione degli Ambiti Ottimali. Obiettivo condivisibile, ma qui preso a pretesto per commissariarli, anziché decentrarne le funzioni come dispone la suddetta legge, e per aumentarne le dimensioni territoriali, in violazione di norme già esistenti, sino a farli coincidere con la regione. Questa riforma non ha neppure nulla di coerente con le asserite volontà di ottimizzare l’efficacia e l’efficienza del servizio, che si fondano invece sulle conoscenze tecniche ed amministrative, che sono tutte locali e sui caratteri fisici di un territorio ottimale. “Ottimale” appunto è l’aggettivo fissato dalla legge statale, che stabilisce anche i criteri fisici, geografici ed economici, criteri che la Regione Toscana intende stravolgere e non rispettare. Per l’acqua, gli Ambiti ottimali sono strettamente connessi al territorio, sono i bacini idrografici, dove l’acqua piovana defluisce in una determinata superficie verso valle in percorsi geograficamente e fisicamente definiti, dove è captata e usata dalla collettività, e infine depurata e scaricata nei fiumi. Non rispettare tali criteri geo-economici significherà inevitabilmente aumentare tutti i costi a carico degli utenti.

Questo vale per l’acqua, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti, dove la scelta migliore è la partecipazione e il coinvolgimento dei consiglieri eletti e delle popolazioni locali e non l’accentramento burocratico, la regionalizzazione, il commissariamento dei sindaci. Solo la partecipazione delle popolazioni, chiamate a evitare impianti dannosi alla salute e a realizzare le buone pratiche, consente la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e la riduzione dei costi. Cioè soluzioni alternative sia all’incenerimento sia alle discariche, ma purtroppo sappiamo che la Giunta regionale ha in verità altri obiettivi, più costosi e stranamente coincidenti con gli investitori negli impianti d’incenerimento.

Anche il direttivo nazionale dell’ANCI del 2.12. u.s. ha dichiarato: “una eventuale esclusione da parte delle regioni dei comuni, dal governo dei servizi di gestione dei rifiuti…si configurerebbe come un comportamento illegittimo”.

La Regione, con queste scelte, collegate alla volontà espressa di accentrare le scelte per le grandi opere infrastrutturali di interesse regionali, si manifesta oggettivamente autoritaria, antidemocratica e piegata ad interessi privati, ponendo le condizioni oggettive per assegnare a potenti oligopoli privati e ai loro interessi di mercato la gestione di beni che dovrebbero restare pubblici.

Con analoga determinazione, in vista dell’annunciato intervento legislativo, della Regione Toscana, per il primo semestre 2011, in materia di riordino dei servizi pubblici locali, nella regione che ha deliberato una Legge Regionale sulla Partecipazione, è da scongiurare l’assunzione di scelte nel chiuso delle stanze, senza prevedere una partecipazione e un protagonismo dei Cittadini e dei tanti e numerosi Comitati impegnati sul territorio a difesa dei Beni Comuni. In assenza di una tale coerenza e sensibilità democratica, non è da escludere il ricorso, all’ultimo strumento utile, ammesso dallo stesso Statuto della Regione Toscana:  il Referendum abrogativo.

Firmatari:

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Comitati toscani contro l’incenerimento dei rifiuti, Italia Nostra Toscana, Forum Ambientalista Toscano

Firenze, 16/12/2010

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Wake up. Livorno alza la testa. Occupata la ex Caserma Del Fante

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caserma_del_fante_occupataVideo: Volantinaggio nel quartiere e immagini dell'interno della caserma

Oggi 18 dicembre il gruppo precarie e precarie senza tetto ha occupato l'ex caserma del Fante in Via Adriana (fra via Palestro e via del Leone) a Livorno.
Abbiamo scelto questo luogo per il suo alto valore simbolico.
Nella nostra città, esistono decine e decine di spazi lasciati all'abbandono e al degrado dalla nostra amministrazione.
L'ex caserma, a differenza di quanto dichiarato dal sindaco, potrebbe essere riconvertita per scopi sociali. Basterebbe fare pressione e strutturare dei progetti per far si che la proprietà della caserma passi finalmente all'amministrazione comunale.
Con questo nostro gesto, esigiamo che il sindaco metta in pratica tutte le azioni possibili volte ad ottenere questo risultati in tempi brevi.
Inoltre vi sono altre numerose strutture come questa che vanno immediatamente sottratte alle mire speculative e restituite ai cittadini.
Il problema abitativo nella nostra città sta assumendo sempre di più connotazioni preoccupanti.
Gli sfratti per morosità sono arrivati ad oltre un migliaio. Con la crisi economica è sempre più difficile potersi permettere un affitto privato o un mutuo. La casa è un miraggio! Esiste un'intera generazione che non ha possibilità di accesso a nessuna graduatoria per le case popolari ne tanto meno permettersi di accedere all'affitto privato.
La panacea di tutti i mali secondo il sindaco dovrebbe essere l'affitto concordato. Tralasciando il fatto che ancora non esiste traccia di graduatorie di questo tipo (la solita propaganda?) è chiaro che questo strumento non sarebbe in grado di cambiare idealmente la situazione. In quanto è frutto di una impostazione che non prevede assolutamente la possibilità di assoggetare l'interesse privato a quello collettivo .
Inoltre qualche settimana fa il comune ha comunicato l'intenzione di vendere numerosi alloggi  e strutture pubbliche.
Ci dicono che mancano i soldi ma i soldi ci sono! A livello nazionale sono stati spesi miliardi di euro per le missioni all'estero e per l'acquisto di nuovi armamenti. Ma per le caserme dismesse non è previsto ancora nessun progetto di riconversione, si sta forse aspettando la
prossima speculazione?

Noi non staremo di certo a guardare.Abbiamo deciso di riappropiarci direttamente di questo luogo utilizzando la pratica dell'occupazione e dell'azione diretta.
Siamo convinti che sia arrivato il tempo di svegliarsi e di dire basta. I professionisti della partecipazione, sindaco e partito democratico in testa, come sempre prendono in giro i cittadini ed i lavoratori con progetti di partecipazione inutili e costosi  senza dedicarsi effettivamente all'interesse pubblico.Per quanto possa risultare loro strano gli interessi collettivi non potranno mai coincidere con quelli privati ne tanto meno con le loro mire speculative.

Questa iniziativa di due giorni avrà come momento centrale il dibattito, aperto a tutti e tutte, di domenica pomeriggio alle ore 15:00.
Inoltre nella giornata di sabato sarà fatto un volantinaggio informativo nel quartiere seguito da un aperitivo e da concerto + dj set, mentre alle 13:00 di domenica vi avrà luogo una braciata popolare.

PRECARI E PRECARIE SENZA TETTO

Link: Ex Caserme e alloggi popolari, i ritardi di Cosimi

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Ultimo aggiornamento Domenica 19 Dicembre 2010 14:15

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