622 morti in più per il cromo nell'acqua, 400 in più per la geotermia
Finalmente è disponibile lo Studio epidemiologico della Regione Toscana sugli effetti della geotermia sulla salute della popolazione, nelle due aree geotermiche di Larderello e Castelnuovo VdC (722 MW istallati) a nord e dell’Amiata a sud ((88 MW istallati).
Lo Studio è pervaso di schizofrenia, di dissociazione netta tra dati oggettivi (numerici) estremamente preoccupanti e chiari da una parte e la valutazione che ne danno gli estensori, minimizzanti e tranquillizzanti dall’altra.
Ripercorriamo in estrema sintesi questo studio, evidenziando le principali schizofrenie, rimandando i cittadini ad una lettura diretta dello Studio sul sito http://www.ars.toscana.it/web/guest/home , e soprattutto invitando i sindaci della zona a presentarlo in pubblico quanto prima , alla presenza di un epidemiologo di Medicina democratica.
“I risultati dell’indagine evidenziano uno stato di salute della popolazione residente nelle aree geotermiche coerente con quello generale toscano e con quello degli abitanti dei comuni limitrofi non geotermici” (pag. 1) Come se lo stato di salute della popolazione toscana fosse buono e quello dei comuni vicini non fosse influenzato quasi allo stesso grado di quelli propriamente geotermici. Basti pensare, come vedremo, alla dispersione del mercurio in aria e all’arsenico nell’acqua.
“Alcune differenze rilevate … sono di dimensioni modeste, geograficamente confinate, imputabili a fattori individuali di stili di vita (fumo, attività lavorativa, alimentazione e alcool) ….” Qui si introducono due elementi menzogneri, tipici dell’epidemiologia di parte. Gli “stili di vita” sono un cavallo di Troia usato in tutto il mondo per depistare le indagini. Valga per tutte la risposta che i bambini non fumano, non bevono alcool, non fanno in genere vita sedentaria, eppure si ammalano di tumore del 4% in più ogni anno, il doppio della media europea già altissima.
Il secondo elemento menzognero è quello dell’”attività lavorativa”, questa sì che sarebbe nociva per lo Studio regionale (ma che lo ammettano è una novità). Ma in Alta Val di Cecina, ed in particolare nella geotermia, non c’è nessun confine netto tra esposizione agli inquinanti sul posto di lavoro ed esposizione agli stessi inquinanti della popolazione, basti pensare ancora al mercurio e all’arsenico, ma anche all’amianto e alla sua dismissione più o meno confinata.
Famoso è il caso delle mogli di lavoratori dei cantieri navali di Monfalcone, che inconsapevolmente maneggiavano, scuotevano e lavavano le tute dei mariti cariche di fibre d’amianto, e per di più abitavano vicino ai cantieri, ed inevitabilmente si ammalavano di mesotelioma o altre malattie correlate con l’amianto.
“ Il criterio di precauzione … soprattutto nel sospetto del coinvolgimento di inquinanti ambientali, impone però di considerare come potenzialmente rischiosi tutti i segnali sfavorevoli … i cui effetti potrebbero evidenziarsi a distanza di anni. In questo senso è da tenere in considerazione il modesto eccesso di mortalità … riscontrato tra i 43.000 abitanti dei comuni geotermici, anche se limitato ai soli maschi (+ 6%)” Che l’eccesso di mortalità del 6% sia modesto, lo giudichino i cittadini.
Altre, sempre altre in questi casi, sono le aree veramente a rischio “In Toscanan a questi livelli lo sono tradizionalmente le zone montane delle Apuane (sarà mica per il marmo ? Ndr), la zona lucchese e versiliana, la pisana e la livornese, la amiata senese e la grossetana.” Ma guarda, allora qui li aspettiamo i nostri epidemiologi, che aggiungono .”Le cause di questa distribuzione … orientano decisamente su elementi di diseguaglianza economica e sociale, su stili di vita e condizioni di lavoro poco salutari e, in misura minore, sulle difficoltà di accesso ai servizi sanitari…” Nelle aree veramente a rischio, insomma, i più poveri muoiono di più, ed hanno meno servizi sanitari.
Ma non qui, o forse sì, se si ammette che “Dello stesso significato sono le criticità sanitarie riscontrate nell’area geotermica amiatina, con un eccesso significativo di mortalità generale nei soli maschi (+13 %), che risente della mortalità per malattie respiratorie, per alcuni tipi di tumore, tra cui quello a llo stomaco, e per malattie infettive.” …”I dati sui livelli d’inquinamento ambientale mostrano qualche criticità per l’arsenico nell’acqua, sia nell’area amiatina che in quella pisana, …. che potrebbero essere in relazione ad alcune malattie, come quelle urinarie…” (pag. 2)
“L’attività geotermica è in grado di modificarela qulità dell’aria, soprattutto per l’acido solfidrico
(o idrogeno solforato, quello che uccise quattro lavoratori nel gennaio 1986 alla raffineria ENI di Livorno, ndr) nell’area geotermica nord, e per l’acido solfidrico e il mercurio nell’area dell’Amiata”, che continua ad uscire anche dalle ex miniere di cinabro. L’acido solfidrico produce un’intensa puzza di uova marce, che non è solo insopportabile, ma ha una caratteristica del tutto particolare: inibisce l’olfatto, per cui più alta è la concentrazione, meno siamo in grado di sentirne la presenza, quindi meno siamo in grado di difenderci. “In alcune aree con insediamenti produttivi geotermici, la frequenza, la persistenza e l’intensità dei cattivi odori sono tali da comportare condizioni della qualità dell’aria decisamente scadente.” Ma nel seguito non sembra che lo studio associ a questa esposizione continua patologie o mortalità. Solo un po’ di fastidio ….
“Considerando le singole cause di morte tra i maschi, ma non tra le femmine, si evidenzia un eccesso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio (+25 %) ….. e “la tubercolosi (8 casi osservati in sette anni rispetto ai 2 attesi)”: sembra un eccesso del 400 %!
“Nelle femmine, ma non nei maschi … si rileva un eccesso solo per la mortalità per cirrosi epatica (+ 40 %)” che lo studio non sa spiegarsi, e non si azzarda a collegarlo con l’uso eccessivo di alcool.
“E’ noto che la Toscana è regione ad alto rischio per il tumore allo stomaco, con zone particolarmente critiche nell’Appennino tosco-emiliano, e più in generale nelle comunità montane della regione.” Lo sapevate ? Quali e quanti controlli straodinari sono stati effettuati sulla popolazione della Comunità montana dell’Alta Val di Cecina o dell’Amiata per prevenire o sottoporre a diagnosi precoce questa gravissima patologia ? Ma lo studio dirotta finemente su cause ormai superate.”Le cause del tumore allo stomaco sono da ricercarsi soprattutto in un’alimentazione del passato povera, poco variata, a base di alimenti conservati, carente per frutta e verdura fresca…”, insomma “stili di vita” o povertà, che comunque non è poco.
Dalla Toscana in generale alle aree geotermiche “si rileva un eccesso di ricoverati per tumore dello stomaco in entrambi i generi e per leucemie nelle sole femmine.”
Venendo all’area geotermica nord (Pomarance, Larderello, Castelnuovo, ecc), dove vivono 17.000 abitanti sul totale di 43.000 delle due aree geotermiche, si evidenzia:
“Solo nei maschi si resgistrano eccessi per malattie infettive (11 decessi su 4 attesi) e per pneumoconiosi (20 osservati su 8 attesi). In questa area la pneumoconiosi potrebbe essere correlata all’esposizione professionale ad asbesto del passato (es. addetti alla messa in opera od alla rimozione della coibentazione dei vapordotti degli impianti geotermici)”. Si notino il “potrebbe” e il “del passato”, quando tutti sanno che le scoibentazioni sono ancora in corso, e gli smaltimenti approssimativi.
“Considerando le ospedalizzazioni (ricoverati) … si evidenziano eccessi di ricoverati solo per leucemie nelle femmine” ed “ eccessi di ricoverati per malattie dell’apparato digerente in entrambi i sessi…”
“Dunque nel complesso dei dati sanitari, nell’area nord non si rilevano situazioni particolarmente critiche … (i risultati) fanno propendere per un ruolo non significativo dell’inquinamento dell’aria.”
(Pag. 15)
Minimizzazione subito contraddetta con i dati impressionanti del Comune di Pomarance, quello che ospita Larderello e le sue centrali, il grosso di tutta la geotermia toscana ed italiana. A pag. 19 si legge:”Il Comune di Pomarance presenta modesti eccessi di mortalità per disturbi circolatori dell’encefalo nelle femmine (+45%, con 75 osservati e 52 attesi nei sette anni) e per tumori linfoematopoietici nei maschi (+ 83 %, 14 osservati e 8 attesi), confermati ache da eccessi d ricoveri per leucemie nelle femmine e mielomi nei maschi …. Anche per questi disturbi in letteratura è segnalato un possibile ruolo dell’esposizione ad arsenico inorganico…”
Si noti come siano “modesti” gli eccessi sopra riportati.
Passando all’area geotermica sud (Amiata) “la mortalità generale è in eccesso nei maschi (+13 %) ….. nei maschi si rileva un eccesso di mortalità per tumori nel loro complesso (+19 %) … nei maschi si rileva un eccesso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio, tra cui la pneumoconiosi … nelle femmine si rilevano eccessi di mortalità per malattie respiratorie acute (41 casi osservati in sette anni rispetto a 29 attesi) e malattie dell’apparato digerente (72 osservati e 55 attesi) … l’eccesso di mortalità per patologie con periodo d’incubazione breve, come le malattie respiratorie acute …. In un territorio esposto ad esalazioni naturali e ad emissioni di impianti, suggerisce la necessità di un attento monitoraggio.”
“In sintesi l’analisi di mortalità evidenzia nell’area sud un eccesso di mortalità generale e per tumori negli uomini , per i quali si evidenziano anche eccessi per singole cause (tumori al fegato, dello stomaco, malattie respiratorie, pneumoconiosi, tubercolosi e malattie infettive. Tra le femmine emergono eccessi per malattie respiratorie acute e dell’apparato digerente.”
Sulla capillarità dell’inquinamento causato dalla geotermia e non solo, “il riscontro di elevati livelli di arsenico nell’acqua dell’area geotermica sud impone la prosecuzione degli interventi già messi in opera … e un monitoraggio epidemiologico prolungato nel tempo.”
Nell’area geotermica sud, i comuni con maggiori criticità sono quelli di “Abbadia SS, Piancastagnaio, Arcidosso e castel del Piano, dove emergono gli eccessi per le cause di morte già segnalati per l’area nel suo complesso” in particolare “per i tumori linfoematopoietici, le malattie respiratorie e dell’apparato genito-urinario”. (pag.20)
Quanto alla correlazione tra inquinamento e malattie, oltre a quelle già menzionate, si aggiunge che :”Altri profili di rischio sembrano degni di attenzione, quali i tumori del sistema nervoso centrale e del sistema linfoematopoietico, le malattie circolatorie in generale e dell’encefalo, le insufficienze renali.” “L’analisi di correlazione tra dati ambientali e sanitari … segnala una correlazione tra mercurio e acido solfidrico nell’aria e malattie repiratorie che non deve essere trascurata, mentre le relazioni riscontrate tra boro ed alcune patologie sono suggestive, ma richiedono valutazioni più specifiche.”
Le relazioni ritenute “suggestive” probabilmente sono quelle sollevate da un giornale locale nell’agosto scorso, secondo il quale sussite una relazione tra esposizione al boro e il cancro ai genitali. Gli estensori dello studio avrebbero fatto meglio a spiegare, in uno studio epidemiologico come questo, quali sono le conseguenze del boro in Val di Cecina, che viene fornito nell’acqua potabile da almeno 7 anni in deroga regionale ai limiti di legge nazionali, a livelli sei volte più alti di quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Concludendo, questo studio regionale può essere la pietra tombale delle proteste popolari (forse è stato concepito per questo) contro gli effetti della geotermia, o al contrario può trasformarsi in una leva straordinaria per la presa di coscienza di fasce più ampie di popolazione sulle proprie reali cause di malessere e di morte.
A questo intervento di Medicina democratica dovranno seguirne molti altri di cittadini, lavoratori e comitati, che spostino i rapporti di forza dal blocco Enel/Confindustria/inquinatori locali/casta politica, in favore della popolazione e della difesa della salute. La sfida è aperta.
7.12.10
Maurizio Marchi
Reponsabile Medicina democratica, Livorno e val di Cecina