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Bliz di contestazione durante l'assemblea pubblica "Livorno sostiene le lotte degli studenti e degli universitari" in vista del corteo del 16 Dicembre

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pd_cgil_fianco_padroniSabato 11 si è svolta, nella sala Montecitorio del palazzo dei portuali, l'assemblea pubblica organizzata dalla sigla "Livorno sostiete le lotte degli universitari", che vedeva la presenza di alcuni ricercatori e studenti universitari di Pisa.
All'iniziativa avevano subito aderito anche alcune forze politiche cittadine come il Partito Democratico e altri soggetti come la Cgil e l'Arci Livornese.
Durante il dibattito il coordinamento studentesco cittadino ha esposto uno striscione di protesta: "Pd e Cgil a fianco dei padroni".
Motivo della contestazione il fatto che, da alcuni mesi gli studenti in lotta nella nostra città sono stati raggiunti da numerose denunce  e decreti penali di condanna per alcune manifestazioni e presidi.
Non si capisce come mai, durante iniziative pubbliche di propadanda il Partito Democratico la Cgil e l'Arci si schierino "a fianco degli studenti", mentre quando si tratta di dare la solidarietà o prendere posizione contro il clima di repressione crescente nei confronti degli studenti e delle studentesse, preferiscono stare in silenzio.
Stesso copione per quanto riguarda il sindaco Cosimi che, da una parte fa visita alle scuole in autogestione, e dall'altra schiera la celere e i vigili urbani davanti al comune per impedire l'esposizione di uno striscione.
Probabilmente la verità è che, in vista della crisi politica e delle eventuali elezioni , si cerca di cavalcare in maniera maldestra l'unica opposizione concreta e reale alle politiche del governo Berlusconi:  il movimento studentesco.
Non saranno di certo il Bersani o il Vendola di turno a dare una svolta alla profonda crisi politica che stiamo vivendo.
Giovedì 16 Dicembre un nuovo corteo attraverserà le vie cittadine per ribadire l'opposione alle politiche di smantellamento della scuola pubblica e del diritto all'istruzione.
Ci auguriamo che almeno questa volta si evitino inutili provocazioni da parte della questura livornese.

red. 12 dicembre 2010

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Ultimo aggiornamento Martedì 14 Dicembre 2010 23:42

Ritardi e carenze di programmazione del Sindaco Cosimi

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sfratti_barricateHa ragione all’assessore Gabriele Cantù: è vero, il governo non blocca gli sfratti per il 2011, non invia più finanziamenti per il sostegno all’affitto, non modifica la legge 431 che permette canoni mensili esosi. Anche per questo saremo a Roma il 14 dicembre per impedire che al posto del governo Berlusconi (se non avrà a fiducia) si formi un governo (Draghi?) che sulla politica della casa farà le stesse cose, perché nell’orizzonte politico c’è solo un governo tecnico di salvezza nazionale delle imprese e del padronato, e non un’opposizione combattiva con una politica di sinistra.

Sabato è sceso in piazza il Pd, forse sarebbe stato meglio scendere ancora in piazza tutti insieme il prossimo 14 dicembre, per una politica realmente alternativa alle destre.

Comunque, se è fuori dubbio che le nostre controparti sul tema casa sono il governo, la Confedilizia, le immobiliari, e quei piccoli proprietari che intendono sbarcare il lunario affittando a 700/800 euro al mese, a spese di altre famiglie che, dopo il licenziamento e la perdita del lavoro, hanno un reddito inferiore al canone, non possiamo certo avvallare i ritardi e le inefficienze della Giunta Cosimi.

Abbiamo lanciato l’allarme da più di 10 mesi, prima ancora della colpevole assenza di assessori alla casa e al sociale; ci siamo rivolti alla città alle forze politiche e sociali, alle istituzioni, al prefetto.

PERDI IL LAVORO PERDI LA CASA, questo è lo slogan che riassume insieme la nostra denuncia e l’impegno, e sintetizza lo stato delle cose. Ed è per rendere visibile il loro disagio e l’ira degli studenti e ricercatori, e i tagli del governo, che l’assessore Allocca è salito sui tetti di Firenze.

Ieri mattina in consiglio comunale, oltre agli sfollati c’erano gli operai di tre aziende che hanno perso, oltre il lavoro, la speranza.

Cantù si lamenta e precisa che il Comune non è tenuto ad occuparsi di queste faccende, se ne parla solo per redigere programmi elettorali e chiedere voti, poi basta?

I Livornesi e i residenti di ogni colore vengono in comune perché è il centro civico e amministrativo della città, dove, dalla liberazione ad oggi, cercando di fare entrare le difficoltà sociali ed economiche, che le forze politiche e i propri rappresentanti dovrebbero mettere a tema, affrontare e risolvere.

Non è politicamente corretto dichiarare di rappresentare tutti i cittadini quando non votano, e vederli come un fastidio quando partecipano, quando denunciano le loro condizioni, prodotte dalla profonda crisi economica.

In questi ultimi 35 anni, pur non avendo partecipato al governo della città, abbiamo con le lotte, il confronto e la collaborazione, permesso di controllare la cosiddetta emergenza abitativa: ogni regolamento, o strumento, finanziamento conquistato, è stato anche frutto della nostra tenace iniziativa per sensibilizzare le Giunte che si sono succedete in questi anni: la prima Leccia nell’80 è stata costruita con i finanziamenti del governo, ottenuti dopo mesi di lotte degli sfrattati e dei senza casa.

Il patrimonio ERP è calato, a causa della svendita di case popolari, che dei 12.000 alloggi in affitto degli anni 80, li ha ridotti a 6000, allineandoci alle percentuali nazionali (il patrimonio pubblico in città è sceso dall’8% al 5%).

Tre sono stati gli errori di fondo che hanno contribuito alla diminuzione del parco casa pubblico, un’alienazione dissennata a favore degli assegnatari più benestanti; aver ceduto in proprietà alloggi in edifici soggetti a piani di recupero ritardando per anni la riqualificazione, murando centinaia di alloggi, che potevano essere utilizzati per 20 anni; aver consentito con leggerezza in più di 300 alloggi Erp, diversamente da altre città toscane, che giovani nipoti prendessero la residenza con i nonni nelle case popolari, in attesa di ereditare l’assegnazione. Tutto questo ha ridotto gli alloggi di risulta (10 anni fa rientravano a Casalp 100 – 150 alloggi l’anno, quest’anno si stenta ad arrivare a 70) che sono l’unica risorsa disponibile, visto che il patrimonio pubblico viene messo all’asta per fare cassa.

Quando l’assessore Picchi si vanta di aver assegnato 500 alloggi, si dimentica che la quasi la totalità proviene dalla risulta, e il piano di Shangay partito nel 1987 e non ancora concluso, e dunque non si tratta di aumento di Erp.

In questi mesi, in Regione, ci siamo impegnati affinché la regione finanziasse nuovi alloggi ERP, con strumenti veloci ed efficaci, mediante la forma semplificata degli accordi di programma: Firenze, Prato, Pisa e Lucca hanno partecipato con progetti e idee, Livorno no, è questo è un dato fatto.

Il governo locale ha fallito dove altre città hanno fatto centro.

Abbiamo conquistato nei magri bilanci regionali l’impegno di 100 milioni di euro per interventi immediatamente cantierabili 10 per Livorno, per realizzazioni in 1/2 anni: si potrebbe ristrutturare un’ex-caserma per ricavare (circa 70 – 100 alloggi). Certamente, anziché conferire alla Spil immobili donati con il vincolo di un uso sociale, si dovevano predisporre centri d’accoglienza e nuove case popolari (come l’edificio di Corso Mazzini 117 – via Cecconi 5 sul quale pende una denuncia in Procura).

L’ufficio tecnico urbanistico del Comune, ormai esautorato, non è stato messo in grado di fare programmi coerenti: il Piano di Fiorentina è un piano di recupero necessario per gli abitanti, ma non è finanziabile con il fondo dei 100 milioni, perché non porta all’aumento di Erp, mentre su Coteto manca l’approvazione della variante anticipatrice dell’abitare sociale.

Girandole di localizzazioni per l’edilizia pubblica spostate diverse volte: Salviano 2, Nuovo Centro, Coteto, a dimostrazione della scarsa capacità di governo del territorio.

Abbiamo a livello regionale risolto la questione della messa a norma degli alloggi di risulta fino ad oggi finanziati con il monte affitto Casalp, ottenendo il finanziamento regionale (con delibera di giunta a novembre) adesso sarà possibile consegnare in breve tempo l’alloggio, ristrutturato e abitabile.

Purtroppo non vi sono ad oggi, proposte alternative alla Protezione Civile, visto che le ex Caserme devono ancora essere richieste dal Sindaco Cosimi, e comunque i tempi di realizzazioni non sono brevi; per questo abbiamo avanzato l’idea, tra altre, di utilizzare gli ex Macelli Pubblici per una prima accoglienza agli sfollati, luogo sicuro e sorvegliato: capannone e cucina da campo, strutture gonfiabili dove è previsto ogni servizio, dunque non una baraccopoli, ma una struttura che funzioni il tempo necessario per trovare una sistemazione abitativa stabile alle famiglie sfrattate. Oppure l’ex caserma della Ferrovia in Via Masi.

Infine nessuno denuncia le migliaia di case sfitte presenti in città, le recenti edificazioni permesse dal Piano Regolatore in nome del fabbisogno abitativo: in realtà ci sono 8000 case vuote.

Vorremo sapere lo sforzo dell’amministrazione sul fronte dell’evasione fiscale dell’Ici, è previsto il pagamento del 9 per mille per lo sfitto, ci piacerebbe sapere quanti proprietari pagano questa aliquota, sarebbe anche un modo per rimpinguare le casse comunali, ma forse i proprietari delle seconde case hanno più rappresentanti in consiglio, di quanti ne possono avere gli inquilini.

Servirebbe una discussione sulle politiche abitative e sull’emergenza sociale, magari in un consiglio comunale aperto: la crisi avanza e sembra che Berlusconi non sia il solo a non vederla.

Paolo Gangemi

Comitato politico regionale Rifondazione Comunista

Livorno 12 dicembre 2010

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Pubblica affissione: dopo lo sciopero alcuni spiragli. Intervista a un lavoratore

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affissioni_scioperoIn occasione dell’ultimo Consiglio Comunale sono stati tanti gli interventi di cittadini e operai che hanno portato all’attenzione consiliare problemi reali. Tra questi, quello degli operatori del servizio affissioni, che hanno distribuito in quell'occasione il volantino che riportiamo dopo l'intervista. red. 13 dicembre 2010

L'intervista

Per farvi sentire siete dovuti andare in consiglio comunale, che non è una novità di questi tempi.

No, e s’è visto. C’era la fila per urlare, fra lavoratori della Giolfo, della Sacci e gli sfrattati.

E cosa avete ottenuto?

Il minimo sindacale, ovvero la promessa che entro martedì l’Amministrazione ci farà sapere quando verrà convocata l’azienda per discutere la nostra posizione. In cambio abbiamo sospeso lo sciopero di sabato scorso, ma siamo pronti a scioperare di nuovo se entro martedì 14 non ci daranno una data.

Avete anche ottenuto, si legge da Il Tirreno, l’inserimento nel nuovo bando di gara della cosiddetta clausola sociale, che non è poco

No, attenzione: è la regola per i bandi comunali, o lo sta diventando, in questo senso non ci trattano certo con un occhio di riguardo rispetto agli altri dipendenti dei servizi esternalizzati. C’è da dire che l’interessamento di Valter Nebbiai (assessore alle risorse economiche e finanziarie, ndr) può far ben sperare, anche se con qualche riserva.

Quali?

L’inserimento della clausola sociale può non bastare, l’abbiamo scritto anche sul volantino, perché si corre il rischio che per la durata della proroga che il Comune imporrà all’azienda è possibile che venga tagliato parte del personale, ponendo basi negative per il prossimo bando.

A prescindere dalle scelte dell’amministrazione, che pericoli correte quindi?

Nonostante le intenzioni di mediazione di Nebbiai, non c’è stato ancora detto chiaramente che il primo gennaio noi torneremo a lavorare. Nella peggiore delle ipotesi a fine anno ci mandano tutti a casa e il servizio lo affidano a chi gli pare, anche se sono anni e anni che lo facciamo noi tutti i giorni senza avere un contratto a tempo indeterminato, che poi è quello che ci si aspetta dopo tutti questi anni.

Cosa proponete quindi?

Innanzitutto di poter essere presenti all’incontro tra Amministrazione e Azienda, ma anche questa non è una novità perché lo chiediamo da parecchio tempo in via informale e da un paio di settimane in via formale, ma il nostro rappresentante sindacale è stato scansato come la peste, e questo non va bene. E poi che se il servizio affissioni ha bisogno di una riveduta, cosa di cui probabilmente parleranno i dirigenti nell’incontro che verrà fissato, che i cambiamenti non gravino come al solito solo sui lavoratori: il servizio affissioni può rendere molto di più sia al Comune che a chi si aggiudica l’appalto. Se, per vari motivi, viene trascurato, finisce che le aziende che prendono l’appalto, ovviamente all’estremo ribasso, riducono al limite i lavoratori. È una storia vecchia. Noi speriamo che il servizio affissioni venga considerato per quello che è: uno dei pochi servizi che fa far cassa al Comune, e che in questi giorni si mettano le basi per un consolidamento del servizio e una stabilizzazione definitiva dei dipendenti. E bisogna che si muovano, che il 31 dicembre è vicino, sennò ci toccherà incazzarci davvero.

***

ATTACCHINI IN SCIOPERO!

Il servizio affissioni del comune di Livorno è esternalizzato in maniera completa da due anni e tre mesi, preceduti da almeno un quinquennio in cui l’esternalizzazione riguardava soltanto le operazioni manuali. In tutti questi anni ai dipendenti sono stati applicati i contratti più disparati, dal co.co.co. a quello tutt’ora in essere, finalmente un contratto nazionale.

I nostri contratti scadranno il 31 dicembre ma, ai sensi della legge Biagi, non sono ulteriormente prolungabili. Il nuovo bando di gara per l’appalto del servizio affissioni doveva esser pubblicato nei mesi scorsi ma ancora non si vede: l’Amministrazione ha facoltà di prolungare di tre mesi e molto probabilmente questa è la scelta che effettuerà anche se ad oggi non si hanno notizie certe.

D’altra parte AIPA spa, l’azienda appaltatrice, sostiene che non ci sono ancora comunicazioni formali a riguardo.

Ad avere risposte non sono servite richieste informali né la proclamazione, datata 1/12, dello stato di agitazione: per questo siamo in sciopero da ieri, come potete leggere entrando in Comune, e ci rimarremo finchè non avremo risposte concrete.

Ci sono voluti mesi prima che l’Amministrazione promettesse di adeguare il bando di gara inserendo la clausola che i lavoratori della ditta uscente venissero assunti dalla ditta entrante, nell’avvicendarsi di aziende nei vari bandi di gara, e il bando è in ritardo.

Quello che ci è stato detto fin’ora è che un contratto a tempo indeterminato, che a ragion veduta dovrebbe pur essere applicato a gente precaria anche da sei anni, è rischioso per le aziende: il famoso rischio di cause e vertenze e bla bla bla.

Insomma nell’imminenza di quello che potrebbe essere uno stop forzato -tattico per l’aggiramento della legge Biagi- oppure un semplice licenziamento in tronco, l’Amministrazione non dice una parola e l’azienda neanche.

Il silenzio di ieri, primo giorno di sciopero, è assordante: nessuna delle parti in causa ha contattato il sindacato che ci supporta. Se la prontezza di Amministrazione e azienda nel risolvere questi problemi è quella che abbiamo visto fino ad oggi, manifesti in città ne vedrete davvero pochi.

Sono anni che lavoriamo rischiando di vederci negare un contratto all’appalto successivo, o l’anzianità accumulata. E oltretutto si lavora nella merda per 750 euro al mese e nessuna certezza,

ora basta.

I lavoratori del servizio pubbliche affissioni.

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La casa è un diritto! Striscioni sulla Fortezza Nuova

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casa_diritto_striscione_fortezzaIl CSA Godzilla comunica la massima solidarietà a tutti gli sfrattati e le sfrattate della città di Livorno.
In una città segnata dalla crisi, consumata dalla politica dell'amministrazione, il dramma sfratti ha raggiunto dimensioni gravissime, con centinaia e centinaia di famiglie senzatetto, senza alcuna garanzia o misura atta a fronteggiare la pesantissima emergenza abitativa.
A Livorno, l'amministrazione preferisce spendere centinaia di migliaia di euro per inutili percorsi partecipativi, preferisce spartire la torta (svendendo all'assicurazioni gli immobili pubblici) del profitto tra tutti i gruppi di interesse ad essa affiliati, preferisce, infine, cavarsela con futili e ridicole promesse invece di affrontare seriamente ed efficacemente una questione della massima urgenza.
A fronte di questo, di un potere rivolto al suo esclusivo tornaconto, l'unica risposta risiede nella lotta e nella riappropriazione diretta!

casa_striscione_fortezza_2LA CASA E' UN DIRITTO!!!

CSA GODZILLA

12 dicembre 2010

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Ex Caserme e alloggi popolari: i ritardi di Cosimi

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caserma_del_fanteAggiorniamo con cadenza semestrale ed annuale il capitolo dell'emergenza abitativa e delle ex caserme che potrebbero passare dal demanio pubblico militare agli enti locali.

Ieri in Comune è esplosa la protesta degli "inquilini precari" che insieme all'Unione Inquilini si sono presentati in Consiglio Comunale a urlare la propria disperazione. Il mix drammatico della crisi economica e della perdita conseguente di posti di lavoro unita agli assurdi e criminali prezzi di mercato di un bene primario e insostituibile come la casa, ha creato nella nostra città centinaia di cittadini morosi nel pagamento degli affitti o dei mutui che in modo progressivo e costante finiscono in mezzo di strada. Se qualcuno trova riparo da parenti e amici per molti altri non è così, in particolare per chi una famiglia non ce l'ha più o per chi ce l'ha lontana come per molti immigrati che sono in Italia da moltissimi anni. I morosi, anche quelli incolpevoli, secondo la legislazione vigente non hanno diritto a niente. Il problema è che oggi l'80% degli sfrattati lo sono per morosità e non per fine locazione come invece accadeva quando furono scritte le regole e pensati gli interventi per i casi di sfratto.

A fronte di questo dramma l'amministrazione comunale sembra essersi persa nell'immobilismo. I lavori alla caserma La Marmora proseguono a rilento mentre per le caserme Bagna (davanti a Piazza Guerrazzi) e Del Fante (nella zona fra via Palestro e via del Leone) il sindaco non ha ancora firmato la richiesta al prefetto per il passaggio formale dal demanio al comune. Un ritardo grave per un problema come quello abitativo che non può ammettere ritardi. E anche dalla Regione l'assessore al welfare Allocca (Federazione della Sinistra, Rifondazione) accusa l'amministrazione comunale di immobilismo.

caserma_bagnaRiportiamo qui sotto la cronologia degli interventi in merito a questa questione. Dal lancio della notizia da parte dell'Unione Inquilini nel dicembre 2007, alle azioni del Movimento Antagonista Livornese che attaccò striscioni su tutte le caserme nel febbraio del 2009, alle dichiarazioni di Cosimi del maggio 2010 in cui diceva che l'amministrazione aveva intenzione di utilizzare le caserme per tamponare l'emergenza abitativa. Infine lo scorso 23 ottobre in occasione del corteo contro spese militari e tagli al sociale i manifestanti si fermarono proprio davanti alla caserma Bagna di via Grande attaccando uno striscione e chiedendo la riconversione in case popolari.

Ecco l'articolo che riassume tutti questi passaggi e spiega come utilizzare queste opportunità.

per Senza Soste, Franco Marino

11 dicembre 2010

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Ultimo aggiornamento Sabato 11 Dicembre 2010 13:56

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