Darsena Europa e Accordo di programma: le posizioni di BL e SI

Il livello disarmante dei contenuti e la presenza dei soliti noti a quei tavoli non fa ben sperare.
Nella capacità o meno di scegliere gli obiettivi strategici e nella rinuncia alla consueta opera di mediazione politica (per dirla con un eufemismo) risiede il fattore determinante della vittoria o sconfitta della complessiva operazione di rilancio economico della nostra città.
Non si può più improvvisare, né pensare di portare progetti vecchi decenni e trovare investitori che concedano alla cieca centinaia di migliaia di euro.
Non si può pensare di cambiare verso continuando a sovvenzionare con investimenti a pioggia, con la sola speranza di un ritorno elettorale.
Roba da Italietta anni ottanta, altro che rottamatori.

Neanche chi governa la città sembra aver capito l’importanza di questo passaggio: Nogarin non porta alcuna alternativa di progetto che non sia già presente nelle proposte governative.
Nessuna idea, nessun sogno, nessun futuro per Livorno.
Qualche promessa, scollegata dalla realtà, sull’impiego di lavoratori metalmeccanici in opere di bonifica o sull’ennesimo polo tecnologico fantasma.
Le altre forze di opposizione non prendono una posizione netta sulla questione, pur essendo La Questione di Sopravvivenza.

E così viene approvato un PRRI (progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale) che se non fosse tragico ci sarebbe da ridere: 27 imprese rispondono alla “call” su Livorno, assicurando “ben” 800 assunzioni teoriche, a fronte di incentivi messi sul piatto pari a 10 milioni di euro.
E così escono bandi per super darsene europee, fondate su fanghi melmosi: bandi senza fine, a cui nessuno crede, nemmeno la Regione che dovrebbe finanziare l’opera.
Alcuni insinuano che i dubbi e i ripensamenti del Governatore Rossi non siano reali, ma siano solo funzionali al braccio di ferro con il ministro Graziano Delrio per la nomina del nuovo presidente dell’Authority.
Ottimo. Ci serve a ricordare che la guerra tra bande nel PD tiene bloccata la nomina del Presidente della Port Authority da tempi immemorabili, a conferma di quanto interessi a chi governa la Regione il futuro del porto e della nostra città, al punto di stringerla nella morsa dell’immobilismo per la paura di perdere la Poltrona.

Noi ripetiamo quello che dicemmo un anno e mezzo fa, e lo diciamo come monito, perché a questo giro qualcuno dovrà pur pagare: se fallisce questo progetto ha fallito l’Accordo di programma, con la piena responsabilità, anche erariale, di chi lo ha adottato.
E se fallisce l’Accordo di programma questa volta fallisce Livorno.

Direttivo e Tavolo economia e lavoro #BuongiornoLivorno

9 dicembre 2016

***

Rinvio bando di gara Darsena Europa, individuare le resposabilità

Non ci meravigliamo per l’ennesimo slittamento in merito a ogni decisione riguardo al termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara relativa a progettazione, realizzazione, allestimento e gestione della Piattaforma Europa fissata ieri, dal 15 dicembre al 31 maggio del 2017.
Un ulteriore problema che si aggiunge alla mancata nomina della presidenza dell’Authority unica Livorno Piombino, a oggi ancora entrambe commissariate.
A questo punto prendiamo atto che: il maxi ampliamento a mare del porto commerciale destinato a dare impulso ai traffici marittimi e quindi all’aumento della portata e della ricaduta economica sull’economia toscana, cavallo di battaglia di Enrico Rossi e del PD toscano, è stato solo uno strumento di mera propaganda elettorale non suffragato da nessuna volontà politica reale.
Ogni  promessa è stata strumentale per raggranellare un elettorato stremato dalla crisi, durante la campagna elettorale delle Regionali dello scorso anno, quindi, l’ennesimo offensivo ed enorme bluff giocato sulla pelle della nostra città e dei suoi cittadini.
Premesso che Sinistra Italiana è una forza politica radicata su questo territorio, e che considera lo sviluppo a mare del nostro porto, una fra le fondamentali opportunità di sviluppo e ripartenza dell’economia cittadina, ci pare inverosimile che si attenda ancora per il bando di progetto della Piattaforma Europa.
Riteniamo che sia per questo urgente e indispensabile ricercare le responsabilità del rinvio dovuti ai vizi procedurali e al ritorno dell’investimento, i quali prefigurano già chiare responsabilità di chi ha realizzato il bando.
Infine nessuno si azzardi a collegare il rinvio del bando di gara all’esito referendario e le conseguenti dimissioni del Presidente del Consiglio, visto che il Governo Renzi su questo progetto non ha creduto fin dall’inizio, basta vedere la cifra irrisoria messa a disposizione sul progetto complessivo.

Sinistra Italiana Livorno

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