Darsena Europa, un altro grave rinvio

La Regione non è più sicura come prima né delle previsioni dei traffici né dell'impostazione finanziaria. E bacchetta l'Autorità Portuale.

La mappa dell'ipotetico porto del futuro

La mappa dell’ipotetico porto del futuro

Da un pezzo eravamo informati del possibile (oggi possiamo dire che è certo, se non certissimo), ennesimo differimento della gara per l’agognata darsena o piattaforma Europa di Livorno, che, del resto, era nell’aria, ma avevamo preferito non parlarne, un po’ per carità di patria e un po’ per non alimentare la sensazione di un nostro presunto malanimo verso l’Autorità portuale, in particolare verso il segretario generale, visto che il vertice de jure ormai da parecchio tempo è vacante de facto.

Dunque, fra l’imbarazzo delle autorità coinvolte e il deluso disappunto degli operatori, la gara – a meno di un miracoloso colpo di scena – sarà rinviata per la quarta volta (20 marzo, 30 giugno, 30 settembre, 15 dicembre) e dobbiamo riconoscere che il fenomeno è perfettamente in linea con l’andamento che ha caratterizzato le gare più importanti e decisive promosse dall’Authority livornese, colpite ripetutamente da molteplici rinvii il cui numero è difficilmente memorizzabile, a cominciare dall’annosa vicenda dei bacini di carenaggio (riguardo alla quale potremmo vederne davvero delle belle ) che, pur con il tragico incidente dell’Agosto 2015, si sarebbe, comunque dovuta espletare il precedente 30 Giugno, per non parlare della storia infinita della così detta privatizzazione della Porto di Livorno 2000 dei cui rinvii (ormai non più imprevedibili) dell’ultimo istante si è ormai perduto il conto…..

E’ soltanto di una quindicina di giorni fa la beffarda considerazione  pronunciata al Terzo forum shipping & intermodal transport di Genova dal direttore del Vsl (Venice Shipping and Logistic spa), Fabrizio Vettosi, accompagnata dal sorridente annuire di Marco Mutti, di Imi (moto simile a quello di Sarkozy veso la cancelliera tedesca), circa le possibilità che avrebbe Livorno di intercettare una parte cospicua dei traffici dell’Europa dell’Est eludendo Trieste e  i suoi quasi 20 metri di fondale naturale.

Considerazioni non peregrine che non hanno mancato di instillare qualche motivo di riflessione nel presidente della regione Toscana, Enrico Rossi che, pur con tutta la diplomazia e la prudenza che il caso richiede, si è dato ultimamente un gran da fare per vedere più chiaro nelle ottimistiche previsioni che l’Authority presentò in un convegno del Giugno 2015, messe nero su bianco dalla società D’Apollonia e specialmente dalla Osc (Ocean shipping consultants) in un lavoro di centonovanta pagine, ciascuna delle quali, conti alla mano – si disse allora – sarebbe costata un migliaio di Euri (il plurale è sempre voluto). Nell’occasione l’aureo lavoro fu  bollato senza mezzi termini dal sindaco di Livorno e da altri che avevano avuto la forza di leggerlo come scadente, infarcito di errori di grammatica, ortografia e sintassi, come se si fosse trattato di un testo redatto in italiano e tradotto successivamente in un pessimo inglese, caratterizzato, per di più, da una sfilza di evidenti e maldestri “copia e incolla”. Basta leggere questo articolo di Ship to Shore del 5 dicembre (ship-to-shore-5-dic) dal titolo: “Piattaforma Europa: la Regione bacchetta l’AP di Livorno”

In sostanza, al punto in cui siamo, si starebbe chiedendo ad operatori privati di farsi carico di un esborso di centinaia di milioni (circa 300) senza alcuna sicurezza che la grande infrastruttura sarà in grado di garantire traffici e remunerazione capaci di ripagarsi, sia pure in tempi molto lunghi.

E’ ormai manifesto che il governo regionale toscano, una volta che lo studio di fattibilità sarà stato riveduto e aggiornato, intenderebbe procedere ad un riesame accurato del bando e sembra addirittura che siano sorti dubbi in merito ai rischi che potrebbero derivare al project financing da un incontrollato (e praticamente certo ndr) protrarsi dei tempi di realizzazione dell’opera nel suo complesso. La giunta fiorentina, che pretenderebbe anche un arricchimento della documentazione riguardante l’analisi del rischio e delle implicanze di natura ambientale, starebbe inoltre ponendo un’attenzione maggiore che non in passato ai rilievi segnalati da parte di alcuni uffici e, prima di tutto, dal Genio civile. Intanto, nell’ultimo incontro del Comitato esecutivo dell’accordo di programma, é stata ravvisata l’opportunità di acquisire dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici uno specifico parere preventivo in relazione proprio allo studio di fattibilità.

I chiarimenti e i correttivi sulla vexata quaestio sono stati sollecitati e ufficializzati addirittura con una delibera di giunta in cui la Regione si spinge fino a formulare una serie di rilievi e di richieste su cui spicca quell’ormai famoso stress test sulla tenuta dei parametri economici di riferimento, articolato in diversi punti che vanno dai ritorni economici, alla compatibilità ambientale, ai tempi di esecuzione……., tutte questioni riprese abbastanza esplicitamente durante la convenzione degli industriali di Livorno e Massa Carrara del 25 Luglio scorso da Vanni Bonadio, presidente di Toscana logistica, intervenuto in rappresentanza del presidente Rossi e confermate dal senatore Riccardo Nencini, vice ministro dei Trasporti e Infrastrutture.

In margine a tutto questo si pone una domanda che, però, marginali non è:

“poiché il bando è già stato pubblicato da un anno e non può in alcun modo venire alterato, come farà l’Autorità portuale a modificare i requisiti e l’oggetto sostanziale contenuti nel bando stesso e nel capitolato di gara?”.

Insomma, potrebbe rivelarsi ben difficile andare avanti senza dover annullare la gara e ricominciare tutto da capo

Inviato a Senza Soste da RR

6 dicembre 2016

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