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Edison, la burla delle "compensazioni"

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soldi_cappelloNessuno può negare (ed in effetti pochi negano) che con il rigassificatore Edison si avrebbe a Rosignano un aggravio pesantissimo in termini di alto rischio, impatto ambientale, traffico marittimo, ecc.

La stessa Regione Toscana nella VAS (valutazione comparata tra la proposta Edison e quella OLT) del luglio 2004 ammetteva  che “questi elementi (navi metaniere oceaniche, ndr), anche senza considerare aspetti legati alla sicurezza, da soli sono sufficienti per diminuire l’attrattività dei luoghi avendo … un impatto psicologico sulla popolazione e sui turisti che avranno la sensazione di trovarsi vicino ad una potenziale ‘bomba’”. (pag. 193 del Documento conclusivo).

Da allora il progetto per 3,5 miliardi di metri cubi di metano è più che raddoppiato (ultima variante del marzo 2008), fino a prevedere l’arrivo e la manipolazione di 8 miliardi di mc, quindi anche la “potenziale bomba” è più che raddoppiata, non solo in termini di traffico di metaniere oceaniche.

Ma a fronte di questa indigeribile prospettiva, vengono avanzate delle cosidette “compensazioni”, una vera burla se viste da vicino.

 

 

1-      la più grossa è quella  della presunta “messa in sicurezza  dell’abitato di Vada” e della stessa area del rigassificatore, definita ufficialmente PIME (pericolosità idraulica molto elevata) per il rischio di straripamento del fiume Fine. La burla sta nel fatto che la stessa “messa in sicurezza” era prevista già come “compensazione” al nuovo inquinamento della costruenda centrale Roselectra, nella Convenzione tra Comune di Rosignano e Solvay-Roselectra dell’8 luglio 2004  art. 4 e mai realizzata, nonostante la centrale marci ormai da 4 anni.

Con questa lena, si potrebbe arrivare al paradosso (ma non c’è limite al paradosso in questo paese, Rosignano-Italia) che sia la centrale Roselectra (e la Rosen che le sta accanto) sia il rigassificatore, impianti definiti di “pubblica utilità” per poter erogare/prendere ingenti incentivi pubblici, dovrebbero fermarsi “per alluvione”, con annessi black-out, maggiori pericoli, maggiori costi pubblici.

2 – sconti sulle bollette per energia elettrica e gas dei cittadini. Per la verità questa burla non è scritta in nessun documento ufficiale, è solo millantata dai pennivendoli della politica. Invece il teleriscaldamento degli edifici pubblici non è una burla, ma un business aggiuntivo per Roselectra, che fattura 64,89 euro più IVA rivalutabili per MWh termico fornito (Convenzione 8.7.04 art. 5 e allegato).

3 – Uso delle frigorie, che nei documenti ufficiali peraltro è solo un’ipotesi, naturalmente “a pagamento”. Ma una grande quantità di frigorie è già disponibile dal 1978 con la costruzione dell’oramai vecchio rigassificatore etilene, e nessuno si è mai curato di usarle, se non Solvay che con esse raffredda gli scarichi della sodiera in mare, altrimenti e comunque troppo caldi.

E soprattutto un’ancora più grande quantità di frigorie deriverebbe dal nuovo rigassificatore etilene – ammesso che sia reale l’intenzione di costruirlo – che nessuno ostacola, purchè si liberi l’area archeologica e si costruisca a doppio contenimento ed interrato, come si conviene oggi.

4 – Pinete, anziché rigassificatore ed inceneritore: nella citata convenzione del luglio 2004 art. 2 sta scritto che Solvay-Roselectra si impegnano a realizzare una “zona boscata tra il confine sud dello stabilimento, la vecchia Aurelia e il fiume Fine” ed un’altra “tra la costa, il canale di scarico, la vecchia Aurelia e il fiume Fine”.  Scontato che non è stato messo un solo albero dal 2004 ad oggi, questa destinazione d’uso fa comunque piazza pulita sia del rigassificatore, sia del fantomatico provocatorio inceneritore di fanghi, avanzato a bassa voce dalla cricca GETRI-REA-Comune in combutta con Solvay.

Su tutte le “compensazioni” burla faccia testo e severo monito quella scippata nel 2004 proprio per colpa della famosa convenzione su Roselectra : la UE prevedeva una compensazione

(http://europa.eu.int/comm/environment/enveco/studies2.htm) di euro 7.100 per ogni tonnellata di ossidi di azoto emessi, e 12.000 euro per ogni tonnellata di polveri sottili PM2,5 emesse da una nuova centrale elettrica. Per il Comune di Rosignano e i suoi cittadini, esposti a questo nuovo inquinamento ciò avrebbe significato una “compensazione” di ben 6 milioni di euro l’anno, che Roselectra avrebbe dovuto pagare. Ma guarda caso, un mese e mezzo prima del recepimento in Italia di tale direttiva europea con legge  239 del 23.8.2004 (1), veniva stipulata a Rosignano la convezione ampiamente citata del luglio 2004 (quella della messa in sicurezza idraulica, del teleriscaldamento e delle zone boscate) che annullava i sei milioni di euro l’anno per i cittadini.

Conclusione, chi crede alle compensazioni  di Edison-Solvay resterà amaramente deluso.

1) Legge 239 del 23.8.2004 art. 1, Comma 37 Il contributo di cui al presente comma e al comma 36 non e' dovuto in tutti i casi in cui vengono stipulati gli accordi di cui al comma 5 o risultino comunque già stipulati, prima della data di entrata in vigore della presente legge, accordi volontari relativi a misure di compensazione.

 

11.3.10

Maurizio Marchi

(Resp. prov.le Medicina Democratica)

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