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Guasticce non ci sta: Giù le mani dalla scuola

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guasticce3Sono scesi in strada con cartelli, orecchie da asino, megafoni e perfino coperchi per le pentole. Mamme, babbi, bambini, nonne e nonni di Guasticce a difesa della scuola del paese. Non erano tantissimi, però alla fine della manifestazione, che ha bloccato entrata e uscita del paese, oltre a creare disagi al traffico pesante da e per i capannoni· della zona logistica attorno allo svincolo, un centinaio di persone tra quelle che sfilano sotto il sole cocente e quelle che guardano standosene all’ombra, hanno fatto sentire la loro voce di protesta. Il motivo della protesta è riassnto dai cartelli esposti che chiedono che non venga soppressa la prima classe delle scuole elementari che il dirigente scolastico non intende chiedere al provveditorato per mancanza del numero sufficiente.

Una situazione che rischia di rimanere in stallo fino al giorno in cui non ci sarà più tempo per decidere diversamente. Da parte loro le mamme e le nonne, d’intesa con il corpo insegnante, hanno messo in piedi un progetto che potrebbe far traghettare questa situazione di mancanza del numero dei bambini almeno fino al prossimo anno quando si prevedono nuove e numerose iscrizioni al punto da poter organizzare delle classi miste. In alternativa c’è solo il trasferimento forzato dei bambini verso altre scuole del circondario, cioè Collesalvetti e Stagno. Ma non è solo il disagio per i piccoli studenti, quello che preoccupa i cittadini di Guasticce, bensì l’impoverimento culturale ed educativo di tutto il paese. Era già successo, anni orsono, che il numero degli iscritti si riducesse al punto di consigliare il trasferimento dei bambini, ma anche allora ci furono forti opposizioni al progetto tant’è che i genitori decisero di non mandare a scuola i ragazzini inscenando un braccio di ferro con le istituzioni scolastiche che venne risolto con il ripristino di una classe nella scuola del paese. Nel progetto, presentato anche al dirigente scolastico, il paese propone l’istituzione di una classe con un numero di ore di insegnamento che sarebbero recuperate tra il personale docente attualmente in organico, senza, cioè, che questo debba aggravare le casse dello stato. Su questo progetto c’è la condivisione di tutti, genitori, insegnanti e perfino il comune, ma una decisione dovrebbe essere presa dal collegio docenti che però il signor Assante, dirigente scolastico in odore di pensione, non intende far votare. Anche questo, i genitori, chiedono che si faccia sapere, e chiedono anche a gran voce che si faccia sentire il comune. Solo dopo più di un’ora di proteste e di slogan che chiamavano in ballo il comune e il sindaco di Collesalvetti, è arrivato il vicesindaco il quale ha ricordato che la giunta e il consiglio comunale si sono espressi su questi argomenti sostenendo le tesi dei manifestanti, ma deve essere un’altra istituzione a decidere, cioè quella scolastica. Poco importa se non lo farà o se deciderà in modo contrario, sono solo in attesa degli eventi.

guasticce1Davvero un modo strano per concepire l’amministrazione di un territorio, quella di far accadere l’irreparabile per poi fare proteste contro il governo inetto e arrogante. Pensare che basterebbero poco più di 20 mila euro per poter pagare un insegnante a tempo pieno, ci hanno detto i manifestanti, davvero niente per le casse del comune o dell’istituzione scolastica. Qualcuno ha anche suggerito come trovare quei soldi, “basterebbe togliere la scorta a Sgarbi e si risparmia per due insegnanti”. Ma i cittadini di Guasticce si sono anche autotassati ricercando fondi e solidarietà dall’intero paesino che risponde, per quanto è possibile vedere, con interesse ma anche con tanto pessimismo. Speriamo bene, ci ha detto una signora anziana, speriamo che ce la facciano, ma mi sembra difficile. Mentre il vicesindaco parlava con alcuni rappresentanti della protesta, c’è stato anche un episodio increscioso; mentre i cittadini continuavano ad attraversare le strisce pedonali per impedire il passaggio delle auto, una macchine di servizio della polizia è passata urtando leggermente un manifestante. Inutile dire che la protesta è salita immediatamente e un carabiniere ha avuto il suo bel da fare per cercare di calmare le acque sostenendo che si trattava di una macchina di servizio e che aveva la “paletta”, al che uno dei manifestanti gli ha risposto a tono dicendogli che se avesse avuto anche il secchiello poteva andare a Tirrenia a giocare con la rena.

Insomma una mattinata calda, sotto tutti gli effetti, con consiglieri della Lega sguinzagliati per cercare adesioni su una proposta provocatoria, facciamo iscrivere anche extracomunitari, e rom per raggiungere il numero necessario. Proposta bocciata, probabilmente perché avanzata dal rappresentante di un partito che extracomunitari e rom vedrebbe più volentieri nei campi di concentramento che non a scuola. Ma ora che il tappo è stato tolto, occorre che alla mobilitazione dal basso si aggiunga una capacità di direzione, facendo leva anche sulla rappresentatività di un comune che non può limitarsi a votare un documento che è e resta solo un foglio, tanto più che stiamo parlando di bambini, cioè veri propri libri aperti su cui leggere e scrivere il futuro e la storia di Guasticce.

Link: Le precisazioni del sindaco di Collesalvetti sulla chiusura della scuola di Guasticce

Dal nostro inviato, GINO IL BIDELLO

21/06/2011

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