E' arrivato come un fulmine a ciel sereno. Nella giornata di ieri decine di contratti interinali, qualcuno dice addirittura 100, in scadenza venerdì 28 febbraio non sono stati rinnovati. Dalla fabbrica sono arrivate notizie di momenti di tensione nel pomeriggio di ieri quando alla notizia del taglio molti operai hanno minacciato di non entrare oggi a lavoro in solidarietà ai colleghi. Oggi però poi alla fine sono entrati tutti anche se fuori dei cancelli si respirava un'aria pesante, un misto fra paura, rabbia, sconcerto ma anche voglia di reagire. Chi diceva "invece dei volantini dateci le pistole e i bazooka", altri dicevano che erano in scadenza il 15 marzo ed avevano paura, molti invocavano uno sciopero "perchè così non si può andare avanti".
Fuori dei cancelli c'erano i Cobas che davano i volantini a chi entrava nel turno 2-10 e a chi usciva dal 6-2, un volantino che accusava l'azienda di rappresaglia e di iniziare il famoso turnover per non far radicare troppo all'interno un grosso nucleo di operai prendendone dei nuovi che così per parecchi mesi non avranno pretese e forza di rivendicare i prorpi diritti.
Ed il punto è proprio questo. Proprio nel momento della contrattazione, quando i lavoratori hanno fatto muovere i sindacati per le assunzioni, l'azienda ha risposto con un taglio di massa. Un segnale chiaro che la paura e la precarietà sono due fantasmi che mai devono abbandonare gli operai.
Quella di MTM è ormai una situazione insostenibile. La scusa dei mancati incentivi gas e del mercato instabile ormai è inflazionata ma in fabbrica ci sono almeno 500 persone che la mattina si svegliano e vanno a lavorare e devono essere tutelate ed avere un futuro di fronte a loro. Qualcuno all'uscita diceva che probabilmente quando finiranno gli ordinativi del 2009 il lavoro un po' calerà, ma in ogni caso con poche decine di assunti su 500/600 il margine aziendale è amplissimo per poter assumere molti operai (i Cobas ne chiedono 200, i sindacati confederali hanno fatto un accordo di 80 assunzioni in tutto il 2010). Anche perchè essere assunti a tempo indeterminato vuol dire poter accedere in futuro agli ammortizzatori sociali (vedi cassa integrazione e mobilità) invece che essere tagliati da un giorno all'altro.
Ma ascoltando gli operai il problema non è solo contrattuale: livello salariale (sono tutti assunti al secondo livello, in ogni fabbrica del territorio si parte dal terzo), pause e mensa sono altri temi di rivendicazione. Anche per questi servono gli incentivi del governo? No, ma l'azienda fa finta di niente. C'è anche chi riporta che alcuni sindacati stanno reclutando tesserati dicendo che, avendo ogni sindacato una quota di assunzioni, se uno si iscrive è avvantaggiato. Una cosa gravissima che aumenta le divisioni fra gli operai e fa il gioco dell'azienda. Ma ormai c'è da aspettarsi di tutto.
Il giochino di MTM tuttavia è semplice: finchè dura questa situazione di illegalità ci sono profitti a volontà. Più dura più guadagna.
A questo punto la situazione diventa di interesse collettivo: sindacati e istituzioni devono prendersi le loro responsabilità del perchè nel loro territorio possa sussistere una situazione del genere. red. 25 febbraio 2010
***
Il volantino dei Cobas
E’ iniziata la rappresaglia dell’azienda verso i precari
C’era grande attesa in fabbrica per le risposte promesse più di due mesi fa riguardo alle assunzioni, ma non solo. Le risposte ricevute sono state tuttavia del tutto deludenti. In una situazione di totale precarietà era logico che prima o poi qualche stabilizzazione dovesse avvenire. Ma 30 subito e 50 entro l'anno sono una vera miseria. Tanto per cominciare, la stabilizzazione di almeno 200 lavoratori avrebbe potuto essere un risultato soddisfacente.
Ma mentre era in atto questa fase di tentativo di dialogo e di rivendicazioni l’azienda ha deciso di non rinnovare il contratto in scadenza a qualche decina di interinali in scadenza il 28 febbraio.
Mancanza di lavoro? Non sembra proprio visto che le testimonianze degli operai dicono che la produzione continua a ritmi sostenuti. Il giochino dell’azienda invece è un altro: iniziare ad operare un ricambio di operai per non radicare la loro presenza nella fabbrica e quindi tagliare sul nascere le progressive rivendicazioni. Lo provarono a fare anche in una realtà come il call center Telegate: tenere un nucleo fisso e intorno a loro far girare molti lavoratori interinali o a scadenza che certamente non avrebbero avuto la forza e l’esperienza per rivendicare diritti subito. Gli fu impedito.
E anche questa volta il caso MTM deve essere sbattuto in faccia a sindacati e istituzioni che devono prendersi la responsabilità dei comportamenti di questa azienda che opera nell’illegalità contrattuale.
Insomma, questa è un’operazione di terrore verso gli operai nel momento in cui hanno provato ad alzare la testa. Quanto ci scommettiamo che presto in azienda entreranno altri interinali presi da altre agenzie?
Ma come detto il problema non è solo delle assunzioni. Su quelle l’azienda ha gioco facile con la scusa dell’incertezza degli incentivi. Ma sulla mensa, le pause e i livelli, invece? Tutti continuano a dire di aspettare: aspettare per la mensa, aspettare per avere 10 minuti di pausa in più, aspettare per il livello... Aspettare cosa? Chi? Ora basta: è l'ora di imporre il nostro diritto di avere ciò di cui si viene illegittimamente privati ogni giorno!
Per la mensa è in corso una polemica tra MTM e Interporto su chi deve allestire i locali? Sarà bene che i duellanti stiano attenti a non giocare una partita infinita sulla pelle dei lavoratori, perché chi suda e fatica deve mangiare. A questo punto, però, si chiede a MTM: “In attesa della mensa, ci vuole tanto a mettere in busta paga l’indennità di mancata mensa?”.
Se per le pause è stato detto che si devono fare i calcoli dei carichi di lavoro per ogni postazione per vedere quanta pausa spetta a ogni operatore, nell’attesa non è il caso che vengano riconosciuti 10 minuti di pausa in più? In Magna, i lavoratori hanno diritto a 2 pause di 15 minuti l’una. A riconoscere ai lavoratori il livello di competenza che ci vorrà mai, quali calcoli occorre fare?
Se questa fabbrica agisce nel più completo disprezzo dei diritti dei lavoratori, non è il caso di organizzarsi alla base per iniziare un percorso sindacale che permetta a operaie e operai di raggiungere almeno gli obiettivi elementari? Com’è già avvenuto in altre realtà simili alla nostra, è solo l’iniziativa diretta degli operai che può essere utile ed efficace
Il Cobas (che per l’appunto è un sindacato di base, senza dirigenti né funzionari stipendiati) può intanto ospitarli nella sua sede per una riunione oppure per una consulenza per coloro che non sono stati confermati.
COBAS METALMECCANICI
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















