
Link: Il rigassificatore di Rosignano manda in tilt la buona politica. Le figurette di Marco Ruggeri
La giunta Martini, con l'astensione del nostro scalatore Gianfranco Simoncini e l'assenza significativa del futuro presidente della Regione Rossi, ha espresso un parere negativo "non vincolante" per il governo sul terminale gas Edison.
Dirigenti del Pd locale, di Confindustria e del sindacato si stracciano le vesti e minacciano all'unisono gravi conseguenze e perdite di posti di lavoro.
Dopo il PVC è tornato il progetto Edison a rimettere d'accordo tutti i soggetti che hanno visibilità, ma come per il progetto PVC si dovrebbe invece ascoltare la voce della gente invisibile, della gente che si è ammalata per l'inquinamento Solvay, di quella che ha perso familiari nella grande fucina bianca/mercurio, di quella che vive di tutt'altre cose a Rosignano e nella zona, di quella che è cambiata profondamente negli ultimi 30 anni. E che di mare bianco, fughe di cloro, scarsità d'acqua, carri ad alto rischio in manovra, polveri fini in atmosfera non ne può più e vuole voltare pagina.
C'è un recente studio dell'Università di Pisa (su cui occorrerà tornare presto con attenzione), commissionato dalla Regione, che ha dato risultati sorprendenti quanto inoppugnabili: nell'ampia area che sfrutta, Solvay si è ridotta a dare solo il 2.5 % dell'occupazione e solo il 4 % del reddito.
Ormai, e da anni, il territorio vive d'altro, ma continua a (mal)sopportare tutto il peso di Solvay. Figuriamoci se c'è posto anche per Edison, con le sue metaniere oceaniche e i suoi bomboloni.
Inoltre, un aspetto va notato nelle (conf)industriali rimostranze delle RSU: c'è una differenza tra il progetto ASA/OLT e quello Edison: quest'ultimo è un progetto industriale, cioè trasformare Rosignano da polo prevalentemente chimico a polo energetico, magari con una nuova mega-centrale turbogas, e perché no un grande inceneritore per rifiuti tossici, che viene richiesto a gran voce da industriali e faccendieri. Ecco, è proprio questo il "progetto industriale" da respingere.
In ultimo, le RSU INEOS devono "ringraziare" proprio l'assessore regionale Simoncini se il deposito di etilene - vecchio, inadeguato, a semplice contenimento, in area archeologica - è ancora lì con tutte le sue criticità: il nostro ha avuto 14 anni - tanto è stato sindaco di Rosignano - per farlo spostare, come prevedeva la delibera del 5 maggio 1988. E non lo ha fatto.
Inviato a Senza Soste da Maurizio Marchi
2 dicembre 2009
***
BOCCIATO IL RIGASSIFICATORE A ROSIGNANO!
I Verdi di Livorno esprimono soddisfazione per la bocciatura da parte della Giunta Regionale Toscana del progetto del rigassificatore a Rosignano, che non va quindi a sommarsi a quello di Livorno. Evidentemente due rigassificatori nel raggio di 20 chilometri sono sembrati eccessivi anche da parte di chi ha invece voluto l'impianto di Livorno, contro il quale i Verdi livornesi hanno lottato e mantengono una posizione di assoluta contrarietà.
Non ci sorprende più invece il dissenso espresso da Marco Ruggeri, segretario del PD labronico, che non condivide la bocciatura del rigassificatore a Rosignano. Lo stesso che mostra stupore ed indignazione davanti al nostro dossier "Livorno e la vocazione ambientale del PD", elaborato durante la festa nazionale dell'ambiente del PD proprio a Livorno. Con quel manifesto denunciavamo le contraddizioni e i paradossi di un governo locale ben poco virtuoso rispetto alle scelte ambientali. E questa posizione di Ruggeri lo conferma ancora una volta. Il centro sinistra italiano, e quello livornese in particolare, resta incapace di comprendere le necessità di una conversione ecologica della società, a partire dalle scelte di utilizzare vere energie rinnovabili.
Livorno, 2 dicembre 2009 Ufficio Stampa Verdi di Livorno
| < Prec. |
|---|
















