Serata molto importante per Rosignano data la qualità degli ospiti, introdotti da Maurizio Marchi per Medicina democratica e il Comitato per la Consultazione popolare.
Marchi ha esordito dicendo che la vera novità è lo Studio dell’Università di Pisa – facolta’ di economia – secondo il quale Solvay dà solo l’1-2 % del reddito sul territorio che occupa, e il 2-4% dell’occupazione. Ricadute economico-sociali modeste, specie se raffrontate all’impatto sull’ambiente e le risorse naturali. Ha sottolineato che occorre evitare “guerre tra poveri”, che nessuno si oppone al potenziamento dell’etilene, ma che etilene e gas naturale sono in antitesi per l’alto rischio che moltiplicherebbero se realizzati insieme.
L’ex-difensore civico avv. Bruno Neri ha affermato che la partecipazione a Rosignano sta facendo passi indietro, che c’è paura a far esprimere i cittadini sul rigassificatore, che “su di me ci furono pressioni nel 2005 affinchè non ammettessi il referendum propositivo”, che il Comune fece una “difesa blanda” del referendum davanti al TAR a seguito del ricorso Edison, ed infine che il nuovo sindaco ha abolito l’assessorato alla partecipazione.
Marco Manetti, per il Comitato che nel 2005 raccolse 1400 firme riuscendo a far ammettere il referendum propositivo, ha affermato che il referendum è un diritto previsto dalla legge nazionale e dal Trattato di Aarhus, e che si è perso anche l’occasione di abbinare alle regionali una consultazione extraistituzionale sul rigassificatore, che avrebbe avuto il pregio di coinvolgere tutta la popolazione e di non costare niente. Manetti ha polemizzato anche con il recente accordo tra Rossi e IdV, RC e Verdi per autorizzare il rigassificatore a Rosignano.
L’ingegner Mario Martelli, già docente all’Università di Pisa , con un lungo e documentato intervento ha dimostrato come sia in atto una sovra-alimentazione di gas tramite gasdotti e rigassificatori dell’Italia, per alimentare le troppe centrali turbogas autorizzate e soprattutto per vendere gas all’Europa. Ma è una politica da “ultimo accaparramento” in quanto nei prossimi anni si prevede una forte crescita dei consumi di gas nei paesi emergenti, e quindi conflitti con questi. La via d’uscita per l’Europa è una forte svolta verso le energie rinnovabili.
Il prof. Tommaso Luzzati della facoltà di Economia di Pisa ha affermato tra l’altro che “abbiamo un tesoretto in termini di inventiva e conoscenze, usiamolo per le energie rinnovabili…. Con gli incentivi in direzioni sbagliate (ad es. biocombustibili flop) ritardiamo lo sviluppo delle vere rinnovabili”.
Il prof. Bruno Cheli della Facoltà di Matematica applicata all’Economia si è riservato di ritornare sull’argomento delle “Ricadute conomiche, sociali ed ambientali della Solvay sul territorio” quando sarà stampato il libro dalle Edizioni PLUS di Pisa (“Presto”). Intanto ha espresso l’orientamento dello studio riguardo al rigassificatore: “decisione privata, mancanza di informazione e coinvolgimento popolare reale, referendum impedito”… “anche la Regione afferma che non serve così tanto gas e che il progetto è in contrasto con il turismo, la pesca e l’ambiente…. i benefici sono modesti, mentre rischi ed impatti sono rilevanti”.
Infine Maurizio Zicanu del Comitato Noffoshore di Livorno ha affermato che il Piano d’indirizzo energetico regionale (PIER) è stato già piegato agli interessi privati nel caso del rigassificatore OLT a Livorno (“il primo, sperimentale, pericoloso ed inutile rigassificatore galleggiante al mondo”) senza ricadute positive sul territorio; che la battaglia contro questo “pericoloso esperimento” continua, a partire dalla manifestazione di sabato 20 marzo a Livorno contro i due rigassificatori.
Maurizio Marchi (MD)
Marco Manetti (Comitato consultazione popolare)
9.3.10