Se uno venisse da un altro pianeta al meeting antirazzista di Cecina, potrebbe avere la sensazione di trovarsi in uno spicchio del migliore dei mondi possibili, tra solidarietà, diritti, rispetto e legalità.
Noi che invece viviamo in questo pianeta disastrato, offeso e corrotto, ci accorgiamo subito che sotto il titolo accattivante, "generazione diritti", si nasconde - aldilà della buonafede e della dabbenaggine di singoli militanti di base - un'operazione ipocrita e doppiogiochista che ha l'obiettivo (impossibile) di ridare credibilità e spessore ad una classe politica impegnata attivamente nella soppressione dei diritti popolari, per l'affermazione delle pretese dei potenti.
Scorrendo la lista degli invitati sulla passerella rigenerante - Rossi, Camusso, Bindi e l'ultimo arrivato Vendola - si ha un sussulto d'indignazione: "Ma come, vengono a parlare di diritti degli immigrati (sacrosanti), mentre con il sostegno determinante al governo Monti questi signori stroncano tutti i i giorni i diritti dei lavoratori, dei
pensionati, dei precari, degli ammalati, degli studenti? Con la cancellazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l'attacco micidiale alle pensioni, i tagli alla sanità, all'istruzione e alla giustizia ?
A Rossi dobbiamo dire qualcosa di più: perché parli di diritti e pratichi i peggiori torti ?
1° torto: il regalo di acqua e sale a Solvay, mentre è conclamata la crisi idrica in tutta la Toscana ed in particolare in Val di Cecina. Perché neghi lavoro e dignità a migliaia di piccole aziende, nel turismo e non solo, che senza acqua non possono lavorare?
2° torto: il regalo della nostra superstrada pubblica ad una società privata, di proprietà dei tuoi sponsor, banche e multinazionali: sarai ritenuto personalmente responsabile dei morti in più che si verificheranno sulla viabilità alternativa, che non esiste.
3° torto: i tagli forsennati alla sanità e gli ospedali, l'azzeramento della prevenzione primaria (non esporre i cittadini alle nocività) per mantenere una pletora di buoni clienti che ti stanno mantenendo al potere da oltre vent'anni, e per foraggiare le lobbies del cemento, le stesse dell'autostrada.
4° torto: lo scempio del referendum sull'acqua, con la controriforma degli ATO e la creazione dell'ATO unico toscano, premessa per l'affidamento ad una multinazionale del grande business dell'acqua, in danno alla trasparenza e al controllo popolare.
Ci fermiamo qui per brevità e per compassione.
Maurizio Marchi Danilo Fiore
5.7.12
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