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Strage di Viareggio, il perito del Gip è pagato da Fs. Ma per il giudice "non c'è sudditanza psicologica"

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Ieri il colpo di scena alle udienze che si stanno svolgendo a Lucca sulla strage di Viareggio. Dopo aver sostenuto con insistenza la tesi sulla rottura della cisterna di gpl che "alleggerirebbe" la posizione delle Ferrovie, emerge che il perito Riccardo Licciardello ha un contratto di consulenza con Fs, stipulato dopo che è stato nominato perito. C'è sgomento fra i familiari delle vittime. Ma il giudice Silvestri ha definito questo incarico "non incompatibile con le funzioni di perito"

Viareggio_corteo_1_annoAlla fine Riccardo Licciardello, perito del Gip, ha dovuto ammettere di avere un rapporto di lavoro con il Gruppo Ferrovie dello Stato, un contratto di consulenza pagato 12.000 €.

Il contratto è del 13 maggio 2011, quindi successivamente alla sua nomina di perito, ed è stato stipulato con il Ministero delle Infrastrutture in virtù della convenzione con RFI. Il perito dovrà occuparsi anche del trasporto di merci pericolose e di sicurezza del lavoro in ambito ferroviario. Sembra incredibile ma è così, il contratto è pubblicato sul sito internet del Ministero e c'è scritto chiaramente che il suo compenso "è corrisposto a carico del Gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale RFI".

Ma per il Gip Simone Silvestri quest'incarico non è incompatibile con le funzioni di perito del Tribunale, perché il modesto compenso che ne deriva non darebbe luogo ad una "sudditanza psicologica". E così il Gip ha respinto la richiesta di ricusazione avanzate dal PM Salvatore Giannino nei confronti di Licciardello e del suo collega Dario Vangi. A quel punto è stata avanzata una seconda ricusazione, per negligenza nella formulazione della perizia, ma anche questa è stata respinta.

Alle 17.30 il Gip si ritirava per decidere sul possibile supplemento di perizia chiesto dal Procuratore capo Aldo Cicala, ma poco dopo rigettava anche questa ipotesi. L'incidente probatorio si è così concluso e tutte le carte ora tornano alla Procura e al Giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere sul rinvio a giudizio dei 38 indagati. C'è anche la possibilità che il Procuratore valuti il reato di falso in perizia nei confronti di Riccardo Licciardello.

Una giornata lunghissima, segnata da vari colpi di scena, il cui esito ha lasciato "sbigottiti" i familiari delle vittime che, in mattinata, avevano indetto una conferenza stampa per esporre tutti i loro dubbi sulla perizia di Vangi e Licciardello. Già alcuni avvocati e il PM avevano chiesto conto al perito di alcune indiscrezioni de "Il Tirreno", circa la sua partecipazione al progetto europeo Trio Train in cui sono coinvolte anche le Ferrovie italiane.

Licciardello ha anche partecipato all'organizzazione del 2° convegno nazionale di Roma, "Sicurezza ed esercizio ferroviario" del 18 febbraio scorso, nel cui comitato scientifico figura anche Mauro Moretti, amministratore delegato delle FS e anch'esso fra gli indagati per la strage. Di fronte a queste domande il perito ha risposto: "Sì, ma non sono gradevoli queste considerazioni personali".

Tutta la vicenda lascia dei pesanti interrogativi circa l'attendibilità della perizia stilata dai due professionisti. I familiari riuniti nell'Associazione Il mondo che vorrei hanno detto: "Noi vogliamo arrivare ad una verità scientificamente provata, non ci importa se è stato il picchetto o la zampa di lepre, basta che le perizie vengano svolte con la dovuta serietà". In questo momento, dice Daniela Rombi, "i trentadue morti si stanno rivoltando nella tomba e noi con loro".

E alla luce di questa posizione certamente critica dei due periti del Gip, emerge nuovamente lo stridore con cui, soltanto qualche mese fa, Riccardo Antonini, dipendente di Rete Ferroviaria Italiana e animatore dell'Assemblea 29 giugno, aveva ricevuto una lettera da Rfi di "formale censura", con la quale veniva diffidato dal "proseguire nell'incarico di consulente di parte per conflitto d'interessi". Tutt'altro esito rispetto a quanto accaduto nei confronti di Licciardello, per il quale il possibile conflitto di interessi non è stato causa di ripensamento da parte del giudice.

Tramite una nota Assemblea 29 giugno e Associazione Il mondo che vorrei rivolgono 8 domande ai periti del Gip, Vangi e Licciardello. "Lo sapete - è la prima domanda - che se aveste svolto un'indagine tra tecnici e capitecnici della manutenzione sulla base della loro esperienza e conoscenza, sarebbe stata impresa ardua scovare qualcuno disposto a sottoscrivere quanto da Voi teorizzato (che a forare la cisterna sia stata la piegata a zampa di lepre)? Se poi questi addetti alla manutenzione avessero conosciuto anche i particolari del disastro, avrebbero ritenuto la vostra "verità" ancora più incredibile".

"E' vero - chiedono ancora - quanto affermato ieri 3 novembre dal prof. Vangi, che era anche vostra convinzione (fino a quando è durata?) che a forare la cisterna fosse stato il picchetto? Tanto da averla confessata ad altri - affermano dall'assemblea - durante i sopralluoghi".

La terza domanda recita: "Lo sapete che il vostro teorema (ricercare le indicazioni possibili sulla vostra certezza circa la piegata a zampa di lepre) deve essere completamente ribaltato? Perché prima si debbono concretizzare le indicazioni possibili e necessarie che possono poi condurre ad una relativa certezza".

Dall'assemblea 29 giugno incalzano sull'operato dei due periti: "Perché il 2 e il 3 novembre a numerose domande avete risposto 'è irrilevante, trascurabile, secondario, di corollario, non dirimenti, marginali, di contorno', e su altre avete glissato? Vi sembra di essere stati sufficientemente 'compatibili' con la ricerca della verità? Perché, ieri 3 novembre, avete affermato di avere messo a disposizione di tutti (consulenti e avvocati) i plastici, quando voi stessi sapete che non è assolutamente vero? Perché una bugia così grossolana?"

"E' vero - domandano a caldo - che l'ing. Licciardello lavora ad progetto che ha come partner Trenitalia, Società Fs che vede l'Ad (Soprano) ed altri dirigenti (Andronico, Maestrini, Castaldo, De Visintini) tra i 38 indagati per la strage del 29 giugno? E' vero che l'ing. Licciardello è stato relatore del 1° corso di Tecnica ferroviaria il 4 novembre 2010 su "Il materiale rotabile", organizzato dal C.I.F.I. (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) di cui l'Ad del Gruppo ferrovie dello Stato italiane, Mauro Moretti, è presidente?"

Infine chiedono "E' vero che l'ing. Licciardello ha fatto parte del Comitato organizzatore del 2° Convegno nazionale “Sicurezza ed esercizio ferroviario” tenuto a Roma il 18 febbraio scorso? E che del Comitato scientifico del Convegno stesso (promosso da Ansf, Assoferr, Asstra, Cifi e Ctl) faceva parte anche l'Ad Mauro Moretti?"

Link: LICENZIATO RICCARDO ANTONINI: NUOVO ATTO DI FASCISMO AZIENDALE

tratto da http://pisanotizie.it

5 novembre 2011

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