La notizia non stupisce chi, a vario titolo, segue le vicende del bilancio pubblico americano a partire dalla crisi del 2008. Obama ammette pubblicamente il rischio default dei conti pubblici americani. Non si tratta della Grecia o del Portogallo ma di un paese che, se andasse in default, cambierebbe definitivamente i connotati dell'economia e della finanza mondiali. Naturalmente il rischio default non rappresenta la certezza che avvenga ma il tema è di quelli ineludibili comunque vada a finire. Ci torneremo. (red) 10 luglio 2011
Obama, non possiamo permetterci default
WASHINGTON - ''Non possiamo permetterci il primo default della storia americana'': ''la ripresa e' ancora fragile e non produce i posti di lavoro di cui abbiamo bisogno''. Lo afferma il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel discorso del sabato.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, lancia un appello bipartisan: "dobbiamo lavorare insieme" sul piano di riduzione del deficit e del debito. Nel consueto discorso del sabato, a poche ore dal nuovo incontro alla Casa Bianca con i leader del Congresso, Obama torna in pressing per un accordo che consenta di evitare il default, ma ammette : "ci sono differenze reali" fra i repubblicani e i democratici. "Ritengo che abbiamo bisogno di un approccio bilanciato. Questo significa tagliare sui programmi interni e su quelli della difesa, affrontare le sfide di programmi quali il Medicare (il programma di assicurazione sanitaria per gli ultra 65enni e coloro che rientrano in alcune categorie) così da rafforzarli e proteggerli per le future generazioni. E significa anche tagliare le spese per gli sgravi fiscali e le deduzioni per i più abbienti". Obama incontrerà i leader del Congresso domenica alle ore 18.00 (ore 24.00 italiane).
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USA;VERSO ACCORDO DEBITO RIDIMENSIONATO,2.000 MLD
CASA BIANCA, RISANARE IMPERATIVO; BOEHNER,DIFFERENZE SU TASSE
NEW YORK - Un accordo ampio sul debito e' impossibile senza un aumento delle tasse. E i repubblicani tornano sui propri passi e mirano a un accordo ridimensionato sui 2.000 miliardi di dollari di tagli in dieci anni invece dei 4.000 miliardi di dollari previsti. Lo speaker della Camera, John Boehner, annuncia che i repubblicani cercheranno un accordo di portata inferiore alle stime. ''Nonostante gli sforzi per raggiungere un terreno comune la Casa Bianca non cerchera' un accordo ampio sulla riduzione del deficit e del debito senza un aumento delle tasse. Ritengo per questo che sia meglio concentrarsi su un misure piu' limitate'' afferma Boehner a poche ore dal nuovo incontro alla casa Bianca fra il presidente Barack Obama e i leader del Congresso. Obama e Boehner si trattengono al telefono per discutere l'andamento delle trattative. ''Il presidente Obama ritiene che risolvere i problemi di bilancio e' un imperativo. Ma per farlo non si puo' chiedere alla classe media di sopportare tutti i costi. C'e' bisogno di un approccio bilanciato che chieda agli abbienti americani di pagare il giusto'', spiega il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Dan Pfeiffer, dopo l'annuncio di Boehner su un accordo limitato. ''I due partiti hanno fatto progressi'' nelle negoziazioni per la riduzione del deficit e del debito e ''tirarsi indietro ora non solo fara' fallire la risoluzione dei nostri problemi fiscali ma confermera' il cinismo che la gente ha verso Washington. Il presidente ritiene che sia il momento di passare sopra il cinismo e di mostrare agli americani che si possono fare grandi cose''. La Casa Bianca, i repubblicani e i democratici cercano un accordo su un piano di riduzione del deficit che, per i repubblicani, e' necessario per il via libera all'aumento del tetto del debito. Un accordo e' necessario entro il 2 agosto, quando gli Stati Uniti potrebbero fare default. ''Non possiamo permetterci il primo default della storia americana'' osserva Obama nel consueto discorso del discorso. Obama invita le parti a lavorare insieme e raggiungere un accordo.
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