Saturday, Feb 04th

Last update:11:37:27 AM GMT

You are here:

Il contributo sionista alle dittature latinoamericane

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Sionismo_endPREMESSA.

Con questo sintetico contributo -che in maniera indiretta risponde in parte anche ad alcune delle “10 domande” sul sionismo formulate lo scorso anno dal Forum Palestina- vogliamo fissare concreti aspetti delle politiche criminali che lo Stato sionista di Israele ha applicato ed applica contro le lotte di emancipazione sociale delle masse popolari latinoamericane.

Non diciamo su questo tema cose nuove -chi segue il processo globale dell'imperialismo le ha ben presenti- ma riteniamo ugualmente utile ricordarle, anche in funzione di una futura esterna ed articolata loro utilizzazione nelle iniziative che necessariamente implementeremo.

DALLA TERRA DEL FUOCO ALLA SELVA  LACANDONA, NULLA È CASUALE

In questo teatro operativo, di peso continentale, lo Stato sionista di Israele si muove con coerenza perseguendo, per la riproduzione ed il rafforzamento della sua peculiare politica imperialista, i seguenti interdipendenti e necessari obiettivi:

- la rapina delle immense risorse che si trovano in questo ricco e sconfinato territorio (riserve d'acqua, petrolio, gas naturale, materie prime strategiche, etc.);

- la sicura garanzia di sfruttamento, per il capitale finanziario sionista, della inesauribile manodopera locale partendo da condizioni di regimi lavorativi di tipo “maquila” o “zone franche”;

- la costruzione ed il mantenimento al potere di classi dirigenti nazionali funzionalmente subordinate a garantire le condizioni sopra enunciate.

L'evidente corollario che deriva dal perseguimento dei suoi obiettivi imperialisti -che si relazionano dialetticamente con quelli degli Stati Uniti, producendo, sino ad oggi, come risultato visibile, una azione sinergica tra la politica espressa dalla dirigenza del fondamentalismo cristiano di estrema destra statunitense e quella sionista- è la realizzazione di una REPRESSIONE SENZA LIMITI e scientificamente razionale in tutte le situazioni, nazionali e regionali, che vedano le organizzazioni popolari latinoamericane lottare per un cambio sociale effettivo. Analizzeremo, per provare queste affermazioni, tre momenti distinti e di scala distinta che si riferiscono rispettivamente a Guatemala, Honduras ed Argentina.. Le tre scelte sono in parte motivate dalle nostre relazioni dirette, “storicamente” consolidatesi attraverso percorsi di concreta e reciproca solidarietà e di scambi di esperienze nelle distinte realtà di lotta. Ma sono esempi che possono quasi essere letteralmente riproposti (con eccezione del Guatemala) per il Salvador, il Nicaragua, la Colombia, il Venezuela, la Bolivia, l'Uruguay, il Cile ...

 

 

GUATEMALA: iniziando nel 1977, con l'addestramento dato ed il coinvolgimento diretto “per e in” un genocidio …

il popolo guatemalteco ha pagato con 200.000 morti e 40.000 “desaparecidos” la sua lotta per il cambio sociale. Nel perpetrare questo genocidio, così definito anche dalle nazioni Unite, lo Stato sionista di Israele ha una grande responsabilità. Dal 1977 al di là della vendita di armi -in sostituzione di quelle provenienti dagli Stati Uniti costretti a sospendere, almeno apparentemente, l'aiuto militare all'esercito guatemalteco a causa delle irrefutabili prove dei massacri da esso compiuti contro la popolazione civile- i sionisti hanno infatti responsabilità operative nella   realizzazione del genocidio, che ricade, in particolare, sull'Istituto Centrale di Operazioni e Strategie Speciali meglio conosciuto come “Mossad”.

Se dal 1977 le armi israeliane sono state tante e fondamentali -11 aerei da trasporto Arawa, 10 blindati RBY-MK, 15.000 fucili d'assalto Galil, 4000 mitragliette Uzi, 900 mortai da 81 mm, tre guardia coste Dabier, sistemi di trasmissioni tattiche, un sistema antiaereo integrato con radar, installazione di fabbriche militari in Alta Verapaz- il ruolo del “Mossad” è stato però strategico:

- ha completato l'addestramento delle truppe speciali “kaibiles”, in realtà assassini professionali che hanno realizzato nel proprio Paese l'equivalente di 600 stragi come quella che i nazisti fecero a Marzabotto (applicando la “strategia” conosciuta sotto i nomi di “terra bruciata” o “togliere l'acqua al pesce”);

- ha trasmesso al selezionato “Stato Maggiore Presidenziale” la sua esperienza accumulata nelle pratiche di contenzione-repressione-eliminazione contro il popolo palestinese, portando nella realtà del teatro operativo guatemalteco l'equivalente dei loro “villaggi” modello;

- ha permesso di installar e gestire, attraverso tecnici della “Tadiran Israel Electronics Industries, la informatizzazione delle quantità di consumi di ciascun nucleo abitativo, nella capitale (acqua, luce); permettendo così un capillare controllo su una popolazione vicina (allora, 1977-1978) al milione di abitanti (!!!) cosa che ha a sua volta permesso l'individuazione, e la seguente liquidazione, delle basi clandestine delle guerriglia urbana guatemalteca;

- ha ideato e contribuito alla gestione delle “Pattuglie di Autodifesa Civile”, complessa (dal punto di vista della guerra psicologica) struttura para-militare che ha svolto un ruolo non secondario, con un milione di “arruolati”, nel controllo e nella repressione sul terreno della popolazione rurale.

Dice “Rony” un nostro compagno già capitano delle “Fuerzas Armadas Rebeldes”: “...  l’imperialismo statunitense, i governi criminali che lo rappresentano sono coloro che hanno addestrato i “kaibiles” perché assassinassero il loro stesso popolo e sono quelli che li hanno armati, insieme al governo israeliano e ciò bisogna che si sappia e per questo dobbiamo conoscerci, come popoli. Ho parlato di governo israeliano, perché noi il suo coinvolgimento lo abbiamo provato di persona. Quando i “kaibiles”assassinarono in Poptún un nordamericano, il governo degli Stati Uniti “condannò” questo assassinio e apparentemente ritirò l’appoggio all’esercito guatemalteco. Ed fu qui che i nordamericani vennnero “sostituiti” definitivamente dagli israeliani! Sono stati poi loro, gli israeliani, che hanno garantito armi ed addestramento militare. Per i villaggi modello, per la strategia della terra bruciata, per le esecuzioni extra-giudiziali, per le torture sofisticate.

La zona operativa di un nostro fronte, il “Mardoque Guardado”, includeva i villaggi de “Le Croci”, “Le Due Erre”, “Palestina” (!), “Betlemme” (!) “L'alberino” … praticamente l'estremo lembo del Petén che il fiume “Usumacinta” separa dalla Selva Lacandona: è qui che con i nostri occhi abbiamo visto cosa gli israeliani avevano insegnato ai “kaibiles”... lo abbiamo visto con i nostri occhi ...” (i villaggi che “Rony” cita sono stati rasi al suolo, con la violazione, la mutilazione e l'uccisione della totalità dei suoi abitanti essenzialmente donne e bambini. Nella ultima pagina abbiamo inserito l'invito della Cooperativa "Nuevo Horizonte", di cui "Rony" fa parte, alla UCPD)) .

 

HONDURAS: … continuando nel presente con la partecipazione ad un colpo di Stato contro un governo democraticamente eletto …

come prima accennato, il defilamento tattico degli Stati Uniti nella conduzione operativa della Guerra di Bassa Intensità in Centro America, anni '80 - inizio '90, ha portato Israele anche in Honduras. Honduras era evidentemente un paese “chiave” per la pianificazione e la direzione della guerra controrivoluzionaria in quella Regione. La sua vantaggiosa posizione e conformazione geo-strategica garantiva infatti (e continua naturalmente a garantire) la facile penetrazione per linee interne, da nuclei di “commandos” a “grupos de tarea”, nell'area del conflitto allora in atto: Nicaragua, El Salvador, Guatemala. Era quindi evidente, per gli Stati Uniti, come Honduras dovesse essere assolutamente preservato non solo dalla presenza della guerriglia, ma anche dalla esistenza  delle classiche organizzazioni della sinistra. La storia del terrorismo di Stato applicato in questo Paese è quasi totalmente sconosciuta, anche perché si è trattato di un terrorismo altamente selettivo che attraverso la cattura, posteriore tortura, assassinio e sparizione individuale ha sommato più di 5.000 morti tra quadri e dirigenti di partiti e sindacati delle forze popolari (ma anche avvocati, medici, coinvolti nella difesa o nella cura di supposti terroristi). Unica eccezione, anche questa sconosciuta, il massacro (1982) di una colonna guerrigliera di 120 uomini (comandata da “Chema”) sorpresa nel Dipartimento di Olancho: circondati da una Brigata dell'esercito honduregno, fatti prigionieri e poi assassinati a sangue freddo secondo la filosofia operativa che contraddistingueva  i “freedom fighters” ... Eccidio che mise il punto finale ai tentativi insurrezionali di massa.

L'intervento di Israele in Honduras ha intercettato due assi principali: il primo è quello della  somministrazione ed uso di armamento convenzionale prodotto da Israele; il secondo quello della pianificazione contro-insurrezionale (interrogatori, torture, assassinii selettivi), della guerra psicologica attraverso la Sezione di Servizi Speciali (Metsada) e del cosiddetto “antiterrorismo”. Del primo si occupò pubblicamente nel 1982 il Ministro della difesa israeliana, Ariel Sharon, che in compagnia del generale David Ivry, comandante in capo della aviazione sionista “donarono” all'esercito honduregno 12 aerei Kfir, varie installazioni radar ed accordarono l'arrivo di 100 (su 400 dislocati in tutto il Centro America) consiglieri militari essenzialmente provenienti dal Mossad. Furono chiaramente essi che svilupparono il secondo asse di intervento addestrando e dirigendo il “Battaglione 316” il più sanguinario ed efficiente “squadrone” della morte operante in Honduras, responsabile della gran parte dei già citati 5.000 assassinii.

Alcuni degli ufficiali superiori del Mossad operativi in Honduras, vi resteranno ed una parte si naturalizzerà. Come rispettabili e facoltosi uomini d'affari manterranno continuità informativa e collaborazione con le “strutture di sicurezza” del Paese che li ospita: Jacob Levi, Jehad Leiner, Yehuda Leitner sono tra questi e nota, in quanto pubblica malgrado la loro volontà, è la loro partecipazione al colpo di Stato del 28 giugno del 2009 contro il presidente Manuel Zelaya Rosales. Naturalmente il governo di Israele è stato uno dei primi (tra i pochi) nel riconoscere il governo golpista di Robertp Micheletti, assicurandogli, attraverso il generale israeliano Baruch Ziv “proprietario” di una impresa coperta del Mossad, la Global SCT, il rifornimento di armi, munizioni e ricambi di tutte le componenti del parco militare dell'esercito honduregno.

 

ARGENTINA: ...sino ad arrivare alla direzione operativa e politica della repressione  contro singoli Movimenti Popolari

dal dicembre 2008 il "Movimiento Teresa Rodríguez" (MTR) ed il "Frente de Acción Revolucionaria" (FAR) sono stati tra i principali promotori delle forti manifestazioni di protesta per l'olocausto palestinese perpetrato dallo Stato sionista di Israele attraverso la cosiddetta operazione "piombo fuso" (una tra le moltissime azioni di questo olocausto). Le manifestazioni di piazza, le assemblee popolari, le iniziative pubbliche sviluppate da MTR-FAR non si sono però limitate a denunciare lo sterminio della popolazione civile palestinese ed a chiedere concreta solidarietà alla lotta di questo popolo, ma hanno legato politicamente queste due azioni:

- al ruolo che il sionismo, come importante componente del capitale finanziario argentino, ha avuto ed ha nella lotta di classe del loro paese;

- ai legami, così stretti da formare un tutto unico, tra lo Stato sionista di Israele ed il capitale finanziario gestito a livello planetario dal sionismo.

MTR-FAR, nello svolgere queste sue tesi, ha contemporaneamente reso visibile una delle tante grandi menzogne che lo Stato di Israele tenta cinicamente di utilizzare per legittimare la sua aggressività imperialista: quella di autoproclamarsi protettore degli ebrei, di tutti gli ebrei, e protagonista attivo della loro difesa arrogandosi il diritto di intervenire in qualunque situazione (sempre esterna) al fine di “eliminare sul nascere” tutte quelle condizioni che potrebbero portare a soluzioni equivalenti a quelle applicate dal nazismo sulle comunità ebraiche.

L'MTR-FAR ha smentito con prove evidenti la favola della Stato di Israele “protettore” degli ebrei. Ha infatti ricordato:

- come durante la dittatura militare (1976-1983) dei 30.000 “desaparecidos” 2.000 di questi,  più del 6 per cento, fossero ebrei (un rapporto, tra l'altro, 16 volte superiore a quello tra ebrei ed il totale della popolazione argentina che è meno del 4 per mille) e come lo Stato di Israele non abbia mosso un dito per “proteggerli” (UNICA eccezione quella del giornalista Jacobo Timerman che accettò in quel momento il silenzio in cambio della vita) ;

- come l'allora console dell'Ambasciata di Israele (1978-1981), Pinjas Avivi, abbia dovuto ammettere che l'atteggiamento di totale indifferenza verso questi assassinii, come detto  perfettamente conosciuti, fosse dovuto al fatto che “non volevamo danneggiare le buone relazioni diplomatiche tra Israele e Argentina, dimostrate anche dalle nostre grandi forniture di armi a quel governo”.

Se questa era la qualità della protezione dello Stato di Israele al “suo popolo” durante la dittatura, tale essa rimaneva anche dopo il 1983.

Anzi ... Fuori dal governo illegale dei militari golpisti, però, questa menzogna, di Israele “paladino” di ogni ebreo, diveniva più difficile da smascherare a differenza di quella legata ai fatti (ed ai numeri) dei “desaparecidos”. Sono dunque solo le singole testimonianze di chi, ebreo, occupava in qualunque modo un posto di lotta nella sinistra di classe che la rendono palese. È interessante, a questo proposito, la dichiarazione che rilascia Nestor Koan, un intellettuale ebreo, ora docente di filosofia all'Università di Buenos Aires, su un accadimento (anni '90) da lui vissuto in prima persona: “ricordo che da ragazzo nei primi anni del Liceo, ritornando a scuola dopo il  nostro “giorno del perdono” (nel quale eravamo esentati dalla frequenza scolastica) trovammo pitturata sui nostri banchi una enorme croce uncinata con accanto il nostro nome. Come militanti del Collettivo Studentesco facemmo una denuncia pubblica di questo grave atto antisemita e, come dirigenti del medesimo, bussammo alle porte di numerosi giornali perché pubblicassero almeno una nota. Nessuno pubblicò nulla ad eccezione di “Nuova Presenza” che anche durante la dittatura era stato un baluardo culturale della resistenza popolare. Chiaramente, dopo la nostra denuncia, vennero a scuola membri della OSA (Organizzazione Sionista Argentina); uno di essi era un dirigente particolarmente noto, con un peso politico nazionale. Davanti a loro, al rettore ed al neo-nazista (che avevamo individuato e che era accompagnato dal padre), eravamo noi, gli ebrei minacciosamente offesi. Nel mezzo dell'animata discussione il rettore, un vero reazionario che aveva appoggiato la dittatura, segnalandomi con il braccio teso, disse al dirigente sionista: “Ma questo studente è un marxista e milita nel fascismo rosso!”. Immediatamente il “nostro” dirigente perse interesse per il giovane neo-nazista, per le svastiche, per l'aggressione antisemita e cominciò ad insultarmi. Io non capivo nulla. Ma non veniva  a difenderci dai nazisti! Insomma, per questo alto dirigente sionista argentino era molto più pericoloso uno studente marxista ebreo che un nazista che ci riempiva di svastiche … Da aggredito e denunciante ero passato ad essere accusato e da un ebreo! Incredibile! Non capivo veramente nulla. Anni dopo lo compresi, invece, molto bene ...”

Continuando nelle sue argomentazioni, MTR-FAR rende visibile come la Legge 26.437 finanzi con denaro del popolo argentino lo sviluppo industriale-militare israeliano, e come tutto ciò non sia casuale ma dovuto al fatto che il governo di centro-sinistra dei Kirchner è e sarà  fortemente condizionato da personaggi come Eduardo Elsztain, sionista nato in Argentina, Tesoriere dell'auto-denominato “Consiglio Mondiale Ebreo”, latifondista tra i maggiori del paese, proprietario di IRSA la più grande impresa fondiaria ed immobiliare argentina, consigliere personale dei Kirchner e primo “lobbista” per la elezione a Presidente di Cristina Kirchner (nel suo Hotel Continental era installata tutta la logistica ed ospitato tutto il personale che dirigeva la campagna elettorale di Cristina).

Per unire le analisi alla prassi, con la parola d'ordine “blocchiamo chi blocca”, MTR-FAR ha deciso di convergere con i suoi militanti su tre luoghi simbolo, dove: ha isolato per lungo tempo gli uffici di IRSA reclamando “terra e casa per i lavoratori argentini”, ha manifestato  davanti alla Ambasciata di Israele responsabile  dell'olocausto palestinese ed ha circondato la sede di AMIA (Associazione Mutuale Israeliana Argentina,  mondialmente conosciuta per l'auto-attentato perpetrato dal Mossad) ripudiando la presenza del terrorista israeliano Yoav Bar-On.

Molte sono le organizzazioni politiche e sociali che rispondono e che fanno propria l'idea di unire la solidarietà alla Resistenza Palestinese con la lotta anticapitalista nel proprio Paese: “Coordinamento dei Quartieri in Lotta”, “Convergenza di Sinistra”, “Movimento della Sinistra Rivoluzionaria”, “Ricostruzione Guevarista”, “Movimento del Braccio Libertario”, …

La cosa stava peggiorando continuamente per il sionismo ed anche per il governo; dovevano intervenire, sapendo però cogliere il momento opportuno, per scatenare una repressione “esemplare” su MTR-FAR, come richiesto da tempo dalla Ambasciata israeliana. Il momento si concretizza il 17 maggio giorno del 61° anniversario dello Stato sionista di Israele. Per festeggiarlo, il sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri organico alla destra neoliberista e pure lui padrone capitalista,  presenti la OSA, la AMIA e lo stesso Ambasciatore israeliano, ha organizzato un “ricevimento” pubblico nella piazza antistante al palazzo comunale. Un gruppo di 30 militanti dell’MTR-FAR si è presentato a questo atto ed ha iniziato a distribuire volantini dove veniva denunciato il genocidio del popolo palestinese perpetrato dallo stato sionista d’Israele. La polizia argentina presente si è rapidamente defilata lasciando libero il terreno e permettendo così l'immediato e violento attacco dei servizi di sicurezza israeliani presenti (Mossad ed OSA). Sono così stati picchiati e fatti prigionieri dai sionisti -in omaggio alla sovranità nazionale sempre rivendicata dal governo dei Kirchner- cinque militanti dell'MTR-FAR poi consegnati alle autorità argentine che li incarcereranno immediatamente. Il “democratico” e “progressista” governo argentino viene sottoposto dalle ambasciate di Israele e degli Stati Uniti ad una forte pressione perché anche in Argentina passi l’equazione: antisionismo = antisemitismo = nazismo; con una logica coerente alle necessità di capitalismo dipendente che la borghesia argentina esprime, il governo argentino obbedisce. Per questo, non essendovi elementi che impediscano ai cinque di recuperare la propria libertà, vengono ritardati i tempi legali di decisione dando contemporaneamente l’ordine di  perquisire “Castelli”, base “storica” del MTR in Florencio Varela.. La polizia durante la “perquisizione” ha  “trovato” in un bagno e senza la presenza di alcun testimonio, due pistole ed una “molotov”. Questo “ritrovamento” motiva l’arresto di altri dieci militanti dell’MTR che si trovavano in “Castelli” (tre verranno in seguito rilasciati).

In questo “scenario” in divenire, domenica 24 maggio parte il mandato di cattura internazionale per Martino, Segretario generale dell'MTR. Inizialmente i capi di imputazioni sono pesanti: tentato omicidio, appartenenza ad organizzazione terrorista, razzista e neo-nazista; a Roberto Martino si imputa la pianificazione intellettuale e la gestione politica  di tutto quanto è accaduto.

Ad oggi, scarcerati in luglio i dodici compagni e compagne, riconosciuto che per due di loro non vi è luogo  a procedere,  restano dieci in attesa del processo (con imputazioni comunque pesanti, anche se sono decadute quelle di tentato omicidio ed organizzazione terrorista) ed un undicesimo,  il Segretario Generale Roberto Martino, tuttora costretto alla latitanza, ricercato con mandato di cattura internazionale.

LO STATO SIONISTA DI ISRAELE È UN PERICOLOSO NEMICO DELLE MASSE POPOLARI LATINOAMERICANE.

DUNQUE: non è lo Stato sionista di Israele uno Stato sotto attacco, uno Stato che deve difendere i propri confini, il proprio popolo da pericoli mortali ma è, invece, uno Stato che porta repressione, sterminio; incurante anche della vita di quegli ebrei che non condividono la sua politica sionista, la sua politica imperialista. Gli enormi lutti che Israele ha causato ai popoli latinoamericani devono quindi essere resi visibili e denunciati. La decisione di schierarsi nel passato e nel presente contro movimenti di massa che con le loro lotte sociali, a “10.000” chilometri da Israele, in nessun modo rappresentano un pericolo per la sua esistenza non deve però restare senza risposta. I militanti dei Movimenti, Partiti, Fronti dei paesi latinoamericani hanno chiaro questo scenario, lo soffrono direttamente e quotidianamente e per questo hanno tutta la volontà, la decisione e soprattutto il diritto di allacciare quei fili di nuovo internazionalismo che produrrà una necessaria ed imprescindibile comune risposta politica, in testa il popolo palestinese, allo Stato sionista e genocida di Israele.

BRIGATE DI SOLIDARIETÀ E PER LA PACE

Toscana, 22 febbraio 2010
AddThis Social Bookmark Button