Quello che pubblichiamo è l'editoriale di una testata che non potrebbe essere più lontana dalla nostra, Wall Street Italia. Sito per piccoli investitori e di informazione di borsa. L'editoriale è firmato dal direttore, Luca Ciarrocca, che manifesta una profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni e delle prospettive del mercato finanziario. Ciarrocca usa argomenti molto più duri di quelli che troviamo abitualmente nella sinistra istituzionale. Mette in discussione razionalità e giustizia dell'economia di mercato.
In effetti sono tempi strani. Ieri un giornale tedesco titolava "La crisi si diffonde come un cancro in tutta Europa" sottotitolando "i mercati non hanno pietà degli stati". Non era un'edizione di Neues Deutschland, il quotidiano proveniente dall'ex Germania est, ma il solitamente algido bollettino dei mercati azionari tedeschi, il Financial Times Deutschland. A credere nelle virtù rigeneratrici del "rigore" è rimasto, isolato nel mondo, solo il centrosinistra. (red) 16 novembre 2011
L'Italia avra' nelle prossime ore un nuovo governo, con Mario Monti presidente del Consiglio. Noi di WSI gli auguriamo di aver successo e di poter tener testa indomito alla famelica casta di politici, ciechi e irresponsabili, di destra e di sinistra, che lo ricattera' senza tregua nei mesi a venire.
Il governo tecnico era una scelta obbligata per recuperare un po' della credibilita' bruciata dall'Italia negli ultimi due anni e per approvare subito riforme strutturali impopolari ma ineludibili. Tuttavia e' inutile farsi illusioni. Il nuovo esecutivo a Roma rallentera' di poco il "soft crash" che l'Europa e l'euro si apprestano a dover fronteggiare.
Il crash duro, quello apocalittico, il non pagamento dei 3-4 trilioni di euro di debiti tossici (sovrani e non) che fanno capo alle banche europee, ovviamente non lo vuole nessuno e quindi sara' evitato. Sarebbe troppo devastante, come un 1929 moltiplicato 100 volte.
Eppure l'Europa, come suggerisce un report appena pubblicato da Deutsche Bank, ha gia' toccato il "Tipping Point". Proprio con la crisi italiana, con il prezzo dei Btp a 87 e il rendimento sopra la quota d'allarme del 7%.
Corollario, lo scenario che si prepara e' il seguente: la Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi si mette a stampare euro per decine di miliardi, come la Fed stampa dollari (il che scuote la Germania perche' crea inflazione anzi iper-inflazione). Bruxelles - cioe' Merkozy - spinge per una svolta politica che preveda il varo a tappe forzate (il 9 dicembre) del progetto di un ministro del Tesoro Ue e di una politica economica e fiscale integrata. Se questo scenario non si avvera, l'euro cessera' di esistere. Tertium non datur.
Ma il fatto che il petrolio sta per toccare di nuovo quota $100 pur in fase di economie in semi-recessione, conferma che il mercato si sta gia' orientando alla exit piu' vigliacca: stag-flazione, debiti che alimentano altri debiti, stampaggio di moneta, piani di austerita', popolazioni tenute al guinzaglio o affamate, logoramento del potere d'acquisto. Il tutto, per non dichiarare in modo trasparente che certi asset valgono 30 centesimi di euro rispetto al valore di bilancio.
La verita' e' che i 3 trilioni di debiti tossici in Europa non saranno mai ripagati e se potete affermare il contrario dimostratelo. Senza contare i debiti pubblici, veri mostri onnivori: Italia e Spagna da sole devono emettere € 930 miliardi di titoli di stato nei prossimi 3 anni, di cui € 300 e € 120 miliardi nel 2012. Qualche anarchico luddista questi debiti impagabili suggerisce di non pagarli affatto. E perche' non succede? Bhe' semplice: perche' il default significa che ogni euro di debito di qualcuno e' il credito o l'asset di qualcun altro. All'improvviso ci si impoverisce tutti. Le perdite sarebbero kolossal e Buenos Aires del 2001 un paradiso.
Certo a volte viene voglia di una soluzione catartica, un cupio dissolvi che ci faccia ricominciare da zero, purificati. Qualcosa che porti al fallimento queste maledette banche malgestite a cui fa capo la responsabilita' di rischi e buchi immensi, la vita andra' avanti lo stesso, no? Possono andare gambe all'aria istituti bancari, societa' di assicurazione, fondi comuni, aziende, tutti quelli che hanno sbagliato dovrebbero essere puniti, non e' vero? Ma che razza di sistema e' questo in cui chi sbaglia viene premiato e tutti noi dobbiamo accollarci a vita montagne di debiti, come cittadini, e pagare pagare pagare mentre i pochi privilegiati continuano a spassarsela? Capitalismo? Democrazia? Fascismo soft?
Quelli che si sono presi i rischi, si prendano le perdite. Punto. Noi non ne vogliamo piu' sapere. Ma se una banca fallisce, che succede? I depositi, fino a che punto sono sicuri? Qualcuno risponda e ci dica la verita', per favore. Vogliamo sapere e capire. Non lo chiediamo al nuovo presidente del consiglio Mario Monti. Lo chiediamo a qualche esperto, qualcuno che non spacci finte certezze ma ci spieghi il meccanismo. Aspettiamo chiarimenti, abbiamo il diritto di conoscere, visto che siamo ancora in democrazia. Non ci saranno mai piu' crescita e benessere, con la montagna di debiti che ci schiaccia? E' questo il punto?
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