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L'Italia è in recessione ma esporta sempre più armi

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Nel 2011 venduti armamenti per 3,5 miliardi, in crescita del 5%. Principali acquirenti Algeria, Singapore e Turchia. I dati nel rapporto della Presidenza del Consiglio

armi_italiaC'è un settore in cui l'export italiano è sempre in crescita: quello delle armi. Lo scorso anno i nuovi contratti autorizzati sono passati da 2,9 miliardi di euro nel 2010 a circa 3 miliardi di euro nel 2011, con un incremento pari al 5,28% del valore delle autorizzazioni alle esportazioni. Sono state così rilasciate complessivamente 2.497 autorizzazioni all'esportazione di materiali di armamento (2.210 nel 2010), con un dato del 65% per le esportazioni definitive.

I principali Paesi destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di prodotti per la difesa (non considerando le operazioni da effettuare nell'ambito Programmi Intergovernativi) in ordine d'importanza sono: Algeria, al primo posto con 477,52 milioni di euro, Singapore con 395,28 milioni di euro, India con 259,41 milioni di euro, Turchia con 170,80 milioni, Arabia Saudita con 166 milioni, Francia con 160,93 milioni, Messico con 135,83 milioni, Stati Uniti con 134,73 milioni, Germania con 133,35 milioni, Austria con 115,98, Russia con 99,41 milioni, Regno Unito con 90,43 milioni, Spagna con 48,78 milioni, Brasile con 39,02, Emirati Arabi Uniti con 36,07 milioni, Polonia con 32,94 milioni, Norvegia con 29 milioni, Australia con 20,72 milioni e Repubblica Ceca con 18,17 milioni.

Come nel dato dello scorso anno è possibile osservare come alcuni dei Paesi nella parte alta della classifica non siano aderenti alla Nato e all'Unione Europea. I valori della relativi all'esportazione definitiva verso paesi non Nato/Ue risultano incompleti, in mancanza della relazione tra alcuni dati in milioni di euro e il corrispettivo paese di appartenenza.

Manca anche la tipologia dei sistemi d'arma autorizzati ed esportati nel corso dell'anno considerato. Permane l'assenza di ogni indicazione sulle banche che operano intermediazioni in questo settore, assenza ereditata dal precedente governo Berlusconi. Per quanto riguarda la distribuzione per aree geografiche vi sono: Europa (Nato/Ue) con 872,39 milioni di euro (28,51%), l'Africa settentrionale e il Medio Oriente con 735,18 milioni di euro (24,03%), l'Asia con 701,85 milioni di euro (22,94%), l'America centro meridionale con 298,83 milioni di euro (9,77%), l'Europa Osce (non Nato/Ue) con 228,43 milioni di euro, l'America settentrionale con 140,54 milioni di euro (4,59%), l'Africa centro meridionale con 41,86 milioni di euro (1,37%) e l'Oceania con 40,75 milioni di euro (1,33%).

Appaiono preoccupanti in particolare le esportazioni verso alcune aree ed alcuni paesi, come appunto l'area nordafricana e mediorientale dove si registra una forte instabilità.

Le imprese che hanno esportato maggiormente, al netto dei programmi intergovernativi, sono guidate da Augusta S.p.A. con il 14,37%, pari a 756,19 milioni di euro, e seguite da Orizzonte Sistemi Navali S.p.A. con il 7,91%, pari a 416,17 milioni di euro, Iveco S.p.A. con il 5,55%, pari a 292,13 milioni di euro, Alenia Aermacchi S.p.A. con il 4,81%, pari a 252,95 milioni di euro, Alenia Aeronautica S.p.A. con il 4,30%, pari a 226 milioni di euro, Oto Melara S.p.A. con il 2,65%, pari a 139,50 milioni di euro, Elettronica S.p.A. con il 2,34%, pari a 122,96 milioni di euro, Whitehead Alena S.S. S.p.A. con 1,93%, pari a 101,79 milioni di euro, Selex Galileo S.p.A. con 1,60%, pari a 83,96 milioni di euro e Avio S.p.A. con 1,07%, pari a 56,53 milioni di euro.

tratto da http://www.globalist.it

24 aprile 2012

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