Il nostro Jacob si trova in Cile, precisamente a Santiago, fin dalla prima scossa di terremoto. Pubblicheremo i contributi che quotidianamente - scosse di assestamento permettendo - ci invierà.
SANTIAGO - L'esercito sta forzando la situazione. I media, 24 ore su 24, hanno invertito lo sguardo sul cataclisma: adesso è una questione puramente militare, ovvero senza militari non esistono possiblità di ritorno all'ordine né opzioni di accesso ai rifornimenti. Con un coprifuoco che va dalle 6 del pomeriggio a mezzogiorno, tutte le zone del sud piu colpite sono in mano ai militari. Il caso vuole che precisamente l'Araucania sia la regione Mapuche dove esistono o esistevano quasi tutti i gruppi di sostegno e appoggio alla difesa territoriale degli indios. Dunque la penetrazione militare, chiesta e giustificata dai media, è la vera novità del post terremoto: stiamo parlando di miliari che si spostano in una zona di conflitto e penetrano territori spazzati via.
Nel frattempo mi muovo in una situazione metropolitana, di una città che ho attraversato per la prima volta, immersa in un'oscurità totale, cosparsa di fuochi, di gente che dorme su materassi, di volti sconosciuti che mi abbracciano, di amici che si preoccupano più per me che per le loro famiglie.
In questo senso la prima reazione è quella alcolica: è da tre giorni che la metà della città è in uno stato di ubriachezza, noi compresi. Si incrociano i sorrisi di chi sa che è salvo per "eccezione"... Lo stato d'eccezione siamo noi, cantavamo oggi.
I media bombardano di dati e ad ora si parla di migliaia di desaparecidos, questi spettri che qui conoscono per altre ragioni che sono politiche... Sono migliaia che girano senza nome, forse senza corpo, sicuramente senza parole.
Ho dovuto cambiare il mio volo che partiva tra 3 ore e che si presentava come un viaggio al centro della catastrofe. Volavo con Cesar, un compagno, verso il sud con l'idea di salire sul vulcano di Hornopiren e da lì risalire verso Temuco, capitale dell'Araucania, terra Mapuche. Ma l'aeroporto di Santiago è ancora chiuso. Volavamo con una telecamera per raccogliere le informazioni dei compagni che stanno da quelle parti, per aiutare e per documentare qualcosa di impossibile che è accaduto davvero. Ma non c'è modo di partire. Poi sta scarseggiando l'acqua, non c'è benzina, mancano i generi di prima necessità. Insomma, non siamo equipaggiati per andare e ci siamo fermati. Partiremo, forse, più avanti.
Intanto ci sono 4 grandi questioni delle quali si inizia a parlare:
1) Le compagnie assicurative hanno giocato la carta di dire che le case cadute non sono coperte da un'assicurazione anti-terremoto ma da una anti-sisma. In questo senso è partita una battaglia legale per equiparare le due definizioni e per stabilire le formule del possibile risarcimento.
2) Sono stato nei quartieri popolari di Santiago, intere poblaciones di oltre 150 mila abitanti: immaginatevi un campeggio di bungalow dove vivono 200 mila persone, circondate da strade e da supermercati... Ebbene, in queste zone, le case non sono di cemento ma di terra: a seconda della dimensione dei muri le case cadono o rimangono in piedi. Molti amici hanno dovuto abbandonare le case, per sempre. Stanno cercando rifugio da altre parti.
3) I prigionieri scappati dal carcere di Chillan sono intorno ai 200. La polizia ha riconosciuto di averne "abbattuti" quattro, ma compagni che erano in zona parlano di corpi ammassati fatti sparire e portati nelle zone più colpite.
4) La Marina militare non ha avvisato a tempo dell'arrivo dello tsunami e l'intera geografia della costa è cambiata.
Alla televisione, adesso, parlano di una previsione di 1500 morti, di 7 mila dispersi... Si vedono i primi soccorritori che entrano in paesi dove non è rimasto assolutamente niente. Gli sguardi sembrano quelli dei militari che entravano nei campi di concentramento e guardavano le fosse comuni.
Oggi hanno intervistato un geologo americano che ha dichiarato che l'asse della terra si è mosso di 8 cm e che la durata della luce si è ridotta di 1 millesimo di secondo, qualcosa che è, secondo lui, assolutamente eccezionale.
Piñera, il neoeletto presidente del Cile, sarà investito ufficialmente l'11 marzo: dopo aver dichiarato più volte alla televisione che la sua idea è estendere il corpifuoco e lo stato d'eccezione a tutte le regioni colpite dal terremoto, i telegiornali hanno iniziato a diffondere la notizia che bande di saccheggiatori provenienti dalle periferie di Santiago si stavnao dirigendo verso il centro "per colpire la proprietà". La notizia è stata immessa con così tanta forza che perfino le case occupate del centro si sono preoccupate per decidere che fare.
Abbiamo fatto un giro in macchina per comprendere la situazione e non c'era nessun tipo di segnale di saccheggio: anzi, las poblaciones, ovvero i quartieri baracche, ancora sono senza luce, presentavano uno scenario inquietante ma tranquillo. Persone in strada attorno ai fuochi accesi davanti alle case, gente bevendo e girando tra baracca e baracca.
Intanto il prezzo della marijuana è sceso al di sotto di quello della cocaina. E' un dato che vi può far rendere conto del taglio delle comunicazioni e dei rifornimenti.
Si parla anche di una partita amichevole tra Colo Colo e Universidad de Chile, da sempre due squadre acerrime nemiche tra loro, ma i gruppi ultras non hanno dichiarato la non belligeranza e dunque si potrebbe assistere a un'amichevole con feriti e morti, come spesso è accaduto in passato.
La questione adesso si concentra sul ritardo dell'avviso della Marina Militare: sono loro i responsabili diretti della morte di centinaia di persone perché non hanno previsto l'arrivo immediato del maremoto. La Marina non risponde neppure ai giornalisti. In questo momento si dedica soltanto a inviare truppe nelle zone colpite. Il generale della Marina si è perfino permesso di dichiarare il silenzio stampa.
Sull'altro fronte, il comandante delle Forze aeree ha dichiarato che il Cile è un paese del terzo mondo e che questa situazione dipende da chi ha governato fino ad oggi. I militari sono nell'occhio del ciclone anche per aver rifornito di generi di prima necessità i quartieri in cui vivono le proprie famiglie invece che quelli più colpiti dal sisma. Intanto la polizia politica si sta incaricando di colpire tutti coloro che possono essere pericolosi per le manifestazioni che ancora non sono state annunciate durante il giorno di insediamento del nuovo governo fascista.
Ma ritorniamo al terremoto: per farvi un'idea di quello che è successo e di come era previsto, in questo video si fa una previsione dell'effetto del terremoto a Valparaiso, dove la terra si è mossa di 6 cm:
http://www.youtube.com/watch?v=w8ckcfAL43k
Inoltro qualche interessante articolo sul fronte di tutto quello che si sta muovendo in ambito sindacale, universitario e volontariato:
http://www.elciudadano.cl/2010/03/01/acciones-ciudadanas-y-solicitud-de-voluntariado-por-terremoto/
Qui le notizie del coordinamento indigeno mapuche sui morti mapuche:
http://www.minkandina.org/index.php?news=286
http://chilesur.indymedia.org/es/2010/03/4989.shtml
http://www.lahaine.org/index.php?p=43689
Qua non si ha notizia di cosa stia facendo l'Italia per il Cile. Il presidente brasiliano Lula è stato il primo a scendere sul territorio cileno con aiuti reali. Poi è arrivata Hillary Clinton ed è stata come una legittimazione di Piñera. Evo Morales ha dichiarato che invierà al Cile la metà del suo stipendio di presidente, mentre Cuba ha mandato forze speciali e medici per il soccorso tra le rovine.
Ci sono molti modi per leggere la situazione ma ne esiste soltanto uno per comprendere come in mezzo alla catastrofe ritorna a galla la grande verità del Cile: militari da una parte e poblaciones dall'altra. La destra cilena, se riesce a lavorare sul concetto di identità territoriale legata al dolore e a la sangue, si trova davanti a un'opportunità unica per iniziare il suo governo con l'esercito in strada. Non è decisamente un buon inizio per tutti i compagni che stanno tentando di alzare la testa in un momento veramente complicato.
dal Cile, per Senza Soste, Jacob
4 marzo 2010