Senza Soste

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Internazionale

Cile, la terra trema, il capitalismo uccide

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pinera-pinochetSANTIAGO - Per uscire un instante dalla tragedia ed entrare nel dramma, la prima notizia che vi mando è che hanno sospeso il campionato. Avevo chiesto e portato le bandiere del Livorno, per affiggerle allo stadio di Pinochet, nella partita derby tra Colo Colo e Universidad de Chile, invitato dalla tifoseria della U (Universidad de Chile), Los Autonomos, che avrebbero cucito il prezioso stendardo sul loro striscione mettendo un megastriscione contro Piñéra, il nuovo Pinochet cileno, l'uomo della riscossa neoliberale in tutta l'America Latina. Niente da fare: campionato annullato. Gli stadi del sud sono sbriciolati. Hanno resistito solo quelli di Santiago e del nord del Chile. Dunque niente presenza livornese allo stadio di Pinochet in una partita che si presentava come un atto di forza contro Piñera. L'omaggio livornese a tutti i desaparecidos rinchusi nello stadio Monumental, è rinviato a data da destinarsi.

Nel frattempo sono ritornato da Valparaiso, dove ho ricostruito il momento del terremoto a una settimana di distanza. Mentre ero lì con i compagni ad aspettare le 3 e 34 minuti della notte, girando tra il vecchio carcere e il cimitero dei dissidenti, dove eravamo stati colpiti dalla scossa, verso le 3 di notte si è mossa di nuovo la città. Scossa di 20 secondi del 5,4º... Valparaiso è un porto, il porto più porto che abbia mai visto. Ho potuto attraversarlo di giorno e di notte, in un anti-tour che prevedeva ogni tipo di visita: dai barracci del porto ai café con pierna (che sono dei night camuffati da caffetterie), dai moli del porto ai 20 cerros (collline) che circondano la città, dagli incredibili bar di pipeño dolce e vinaccio rosso popolati fin dalla mattina da pescatori ed ex portuali al mercato della frutta che occupa un quartiere intero. Tutti gli ascensori-teleferiche della città sono fermi per danno strutturale. Gran parte degli ex magazzini del porto sono in pericolo di crollo. Le case di lamiera sono rimaste intatte, quelle di pietra vicino al porto, nel barrio chino, sono inagibili. Pensate che ha chiuso anche il mercato del pesce per pericolo di crollo.

Venerdì notte non circolava nessuno. La città, era un fantasma spaventato e triste che chiude gli occhi davanti al futuro. Giravano solo ladri, banditi, prostitute, prostituti, pirati, briai, cani randagi, ultras e qualche superstite romantico, come noi, "con el alma prendida en el amor". Il resto si è rifugiato: forse impaurito, probabilmente triste, sicuramente attraversato dalla vulnerabilità quotidiana, quella che non cambia, né con né senza il terremoto. Moltissime persone erano inchiodate alla televisione: il Telethon iniziava in prima serata e nessuno voleva perdersi il rituale mediatico di dolore collettivo.

La terapia televisiva è stata ben preparata: nessun cadavere in scena, milioni di sventolii di bandiere, identità nazionale per tutti, l'onore militare ritorvato nella solidarietà, le responsabilità dell'Armata censurate con overdosi di menzogne, stracciato il consenso  popolare della presidente Bachelet, caricaturizzata e ridotta all'aspetto di una nonna papera rimasta senza pollaio davanti allo zio paperone Piñera, col suo sorriso da truffa, vanaglorioso e analfabeta, l'uomo dell'ordine allevato dalle università USA.

E come no, una grandissima campagna di marketing politico per tutti gli sciacalli imprenditori del nuovo falansterio neoliberale e fascista cileno. Gli stessi che ogni giorno cannibalizzano le vite di centinaia di cileni, quelli che armano i soldati per espropiare le terre dei mapuche, quelli che abbattono e colonizzano le periferie a colpi di speculazioni edilizie mentre vivono asserragliati nei propri castelli antisismici. Loro, quelli che uccidono, adesso piangono, e donano parte della loro colpa in formato d'assegno bancario. "Para la reconstrucción nacional", gridano: assetati di sangue si promuovono col sangue. Avidi sacerdoti colpevoli della carneficina quotidiana, sono loro che comandano ed hanno sempre comandato, con o senza governo Bachelet.
Contrariamente a Santiago, metropoli che presenta vere e proprie frontiere militarizzate tra quartiere e quartiere, Valparaiso si presenta come una grandissima marea di baracche indistintamente accovacciate su colline di terra tremante. Accompagnateci con questo ritratto poetico e sonoro: http://www.youtube.com/watch?v=DjPEtc_tI9o
Le condizioni di povertà di Valparaiso sono estreme. Almeno la metà della città, ovvero un milione di persone, vive in baracche di legno e di lamiera. E' sorprendente che non sia crollato tutto: ma quando domandi il perché la risposta del popolo è immediata: "Sono case di operai che sanno costruire i propri rifugi con qualsiasi mezzo a disposizione". Ed è esattamente così come dicono. Basta non credere agli annunci delle guide che parlano di bande di assassini pronti a tutto, contattare i compagni e le compagne della città, che sono tanti, e poi salire e scendere le centinaia di scale di una città che Calvino solo poteva immaginare.
Nella miseria troverete le risposte.
http://www.youtube.com/watch?v=BI2zBYz2To8

La terra trema, il capitalismo uccide!

Per Senza Soste, dal Chile, Jacob

9 marzo 2010

Cile: colpo di stato tecnologico

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cilepulottoSANTIAGO - In piena fase di passaggio governamentale, Piñera occupa ogni giorno sempre più presenza mediatica.
L'11 marzo si svolgerà la cerimonia di investitura del nuovo governo di destra cileno, che si compone di nuovi e vecchi rampolli, imprenditori da strapazzo e affiliati all'Opus Dei.
Davvero un momento d'eccezione o eccezionale per la destra: con l'esercito sull strade, sgorga l'orgoglio nazionale come collante sociale. Le bandiere cilene iniziano a sventolare ovunque: sui taxi, sugli autobus, nelle università, sulle rovine delle case distrutte dal terremoto, nei giardini dei palazzi della borghesia ... Ovunque. La dittatura di Pinochet la chiamava "reconstrucción nacional". Piñera chiama a raccolta i suoi balilla con lo slogan "Fuerza Chile" e "Chile ayuda Chile". L'operazione mediatica è stata lanciata in maniera esemplare. Tra oggi e domani parte il Telethon con l'obiettivo di raccogliere i fondi, appunto, per a "reconstrucción nacional".

Sul fronte esterno, gli USA assestano un colpo di stato tecnologico di grande impatto.
L'arrivo di Hillary Clinton (fortunatamente preceduto dallo sbarco di Lula, che con tutto il suo arsenale cognitivo è riuscito a ridurre l'importanza della venuta della Ms Dubtfire Clinton) non è passato inosservato. La becca d'acciaio del governo Obama ha incontrato la presidenta Bachelet nell'areoporto e dopo le varie moine rituali, ha regalato un centinaio di cellulari GPS per organizzare le operazioni di controllo e soccorso nelle zone terremotate.
Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Marzo 2010 23:18 Leggi tutto...

Timori e tremori dal Cile. La testimonianza diretta di un nostro redattore

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cile_terremotoIl nostro Jacob si trova in Cile, precisamente a Santiago, fin dalla prima scossa di terremoto. Pubblicheremo i contributi che quotidianamente - scosse di assestamento permettendo - ci invierà.

SANTIAGO - L'esercito sta forzando la situazione. I media, 24 ore su 24, hanno invertito lo sguardo sul cataclisma: adesso è una questione puramente militare, ovvero senza militari non esistono possiblità di ritorno all'ordine né opzioni di accesso ai rifornimenti. Con un coprifuoco che va dalle 6 del pomeriggio a mezzogiorno, tutte le zone del sud piu colpite sono in mano ai militari. Il caso vuole che precisamente l'Araucania sia la regione Mapuche dove esistono o esistevano quasi tutti i gruppi di sostegno e appoggio alla difesa territoriale degli indios. Dunque la penetrazione militare, chiesta e giustificata dai media, è la vera novità del post terremoto: stiamo parlando di miliari che si spostano in una zona di conflitto e penetrano territori spazzati via.

Nel frattempo mi muovo in una situazione metropolitana, di una città che ho attraversato per la prima volta, immersa in un'oscurità totale, cosparsa di fuochi, di gente che dorme su materassi, di volti sconosciuti che mi abbracciano, di amici che si preoccupano più per me che per le loro famiglie.
In questo senso la prima reazione è quella alcolica: è da tre giorni che la metà della città è in uno stato di ubriachezza, noi compresi. Si incrociano i sorrisi di chi sa che è salvo per "eccezione"... Lo stato d'eccezione siamo noi, cantavamo oggi.
I media bombardano di dati e ad ora si parla di migliaia di desaparecidos, questi spettri che qui conoscono per altre ragioni che sono politiche... Sono migliaia che girano senza nome, forse senza corpo, sicuramente senza parole.
Ho dovuto cambiare il mio volo che partiva tra 3 ore e che si presentava come un viaggio al centro della catastrofe. Volavo con Cesar, un compagno, verso il sud con l'idea di salire sul vulcano di Hornopiren e da lì risalire verso Temuco, capitale dell'Araucania, terra Mapuche. Ma l'aeroporto di Santiago è ancora chiuso. Volavamo con una telecamera per raccogliere le informazioni dei compagni che stanno da quelle parti, per aiutare e per documentare qualcosa di impossibile che è accaduto davvero. Ma non c'è modo di partire. Poi sta scarseggiando l'acqua, non c'è benzina, mancano i generi di prima necessità. Insomma, non siamo equipaggiati per andare e ci siamo fermati. Partiremo, forse, più avanti.

Intanto ci sono 4 grandi questioni delle quali si inizia a parlare:
1) Le compagnie assicurative hanno giocato la carta di dire che le case cadute non sono coperte da un'assicurazione anti-terremoto ma da una anti-sisma. In questo senso è partita una battaglia legale per equiparare le due definizioni e per stabilire le formule del possibile risarcimento.
2) Sono stato nei quartieri popolari di Santiago, intere poblaciones di oltre 150 mila abitanti: immaginatevi un campeggio di bungalow dove vivono 200 mila persone, circondate da strade e da supermercati... Ebbene, in queste zone, le case non sono di cemento ma di terra: a seconda della dimensione dei muri le case cadono o rimangono in piedi. Molti amici hanno dovuto abbandonare le case, per sempre. Stanno cercando rifugio da altre parti.
3) I prigionieri scappati dal carcere di Chillan sono intorno ai 200. La polizia ha riconosciuto di averne "abbattuti" quattro, ma compagni che erano in zona parlano di corpi ammassati fatti sparire e portati nelle zone più colpite.
4) La Marina militare non ha avvisato a tempo dell'arrivo dello tsunami e l'intera geografia della costa è cambiata.

Alla televisione, adesso, parlano di una previsione di 1500 morti, di 7 mila dispersi... Si vedono i primi soccorritori che entrano in paesi dove non è rimasto assolutamente niente. Gli sguardi sembrano quelli dei militari che entravano nei campi di concentramento e guardavano le fosse comuni.
Oggi hanno intervistato un geologo americano che ha dichiarato che l'asse della terra si è mosso di 8 cm e che la durata della luce si è ridotta di 1 millesimo di secondo, qualcosa che è, secondo lui, assolutamente eccezionale.

Piñera, il neoeletto presidente del Cile, sarà investito ufficialmente l'11 marzo: dopo aver dichiarato più volte alla televisione che la sua idea è estendere il corpifuoco e lo stato d'eccezione a tutte le regioni colpite dal terremoto, i telegiornali hanno iniziato a diffondere la notizia che bande di saccheggiatori provenienti dalle periferie di Santiago si stavnao dirigendo verso il centro "per colpire la proprietà". La notizia è stata immessa con così tanta forza che perfino le case occupate del centro si sono preoccupate per decidere che fare.
Abbiamo fatto un giro in macchina per comprendere la situazione e non c'era nessun tipo di segnale di saccheggio: anzi, las poblaciones, ovvero i quartieri baracche, ancora sono senza luce, presentavano uno scenario inquietante ma tranquillo. Persone in strada attorno ai fuochi accesi davanti alle case, gente bevendo e girando tra baracca e baracca.
Intanto il prezzo della marijuana è sceso al di sotto di quello della cocaina. E' un dato che vi può far rendere conto del taglio delle comunicazioni e dei rifornimenti.
Si parla anche di una partita amichevole tra Colo Colo e Universidad de Chile, da sempre due squadre acerrime nemiche tra loro, ma i gruppi ultras non hanno dichiarato la non belligeranza e dunque si potrebbe assistere a un'amichevole con feriti e morti, come spesso è accaduto in passato.

La questione adesso si concentra sul ritardo dell'avviso della Marina Militare: sono loro i responsabili diretti della morte di centinaia di persone perché non hanno previsto l'arrivo immediato del maremoto. La Marina non risponde neppure ai giornalisti. In questo momento si dedica soltanto a inviare truppe nelle zone colpite. Il generale della Marina si è perfino permesso di dichiarare il silenzio stampa.
Sull'altro fronte, il comandante delle Forze aeree ha dichiarato che il Cile è un paese del terzo mondo e che questa situazione dipende da chi ha governato fino ad oggi. I militari sono nell'occhio del ciclone anche per aver rifornito di generi di prima necessità i quartieri in cui vivono le proprie famiglie invece che quelli più colpiti dal sisma. Intanto la polizia politica si sta incaricando di colpire tutti coloro che possono essere pericolosi per le manifestazioni che ancora non sono state annunciate durante il giorno di insediamento del nuovo governo fascista.

Ma ritorniamo al terremoto: per farvi un'idea di quello che è successo e di come era previsto, in questo video si fa una previsione dell'effetto del terremoto a Valparaiso, dove la terra si è mossa di 6 cm:
http://www.youtube.com/watch?v=w8ckcfAL43k

Inoltro qualche interessante articolo sul fronte di tutto quello che si sta muovendo in ambito sindacale, universitario e volontariato:
http://www.elciudadano.cl/2010/03/01/acciones-ciudadanas-y-solicitud-de-voluntariado-por-terremoto/
Qui le notizie del coordinamento indigeno mapuche sui morti mapuche:
http://www.minkandina.org/index.php?news=286
http://chilesur.indymedia.org/es/2010/03/4989.shtml
http://www.lahaine.org/index.php?p=43689

Qua non si ha notizia di cosa stia facendo l'Italia per il Cile. Il presidente brasiliano Lula è stato il primo a scendere sul territorio cileno con aiuti reali. Poi è arrivata Hillary Clinton ed è stata come una legittimazione di Piñera. Evo Morales ha dichiarato che invierà al Cile la metà del suo stipendio di presidente, mentre Cuba ha mandato forze speciali e medici per il soccorso tra le rovine.

Ci sono molti modi per leggere la situazione ma ne esiste soltanto uno per comprendere come in mezzo alla catastrofe ritorna a galla la grande verità del Cile: militari da una parte e poblaciones dall'altra. La destra cilena, se riesce a lavorare sul concetto di identità territoriale legata al dolore e a la sangue, si trova davanti a un'opportunità unica per iniziare il suo governo con l'esercito in strada. Non è decisamente un buon inizio per tutti i compagni che stanno tentando di alzare la testa in un momento veramente complicato.

dal Cile, per Senza Soste, Jacob

4 marzo 2010

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 12:55

Previsioni GEAB, intensificazione crisi globale seconda metà 2010

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crackl rapporto GEAB, del gruppo di ricerca Europe 2020, è la newsletter di previsioni economico finanziarie che ha scommesso sulla certezza di una crisi globale almeno due anni prima della crisi del 2008.
E' uscito il rapporto GEAB dedicato alle previsioni economico-finanziarie della seconda metà 2010. Secondo gli analisti di Europe 2020 la crisi si sta allargando.
Citiamo una parte della newsletter

"Infatti, nel febbraio del 2010, un anno dopo le nostre affermazioni secondo le quali la fine del 2009 avrebbe segnato l'inizio della fase di dissezione geopolitica globale, chiunque può vedere che questo processo è ben consolidato: stati sull'orlo del fallimento, implacabile aumento della disoccupazione, milioni di persone che stanno arrivando al termine dei loro sussidi di sicurezza sociale, diminuzione dei salari e degli stipendi, limitazione dei servizi pubblici e disintegrazione del sistema di governo globale (fallimento del vertice di Copenaghen, il crescente scontro Cina/Usa, il ritorno del rischio di un conflitto Iran / Israele / USA, le guerre in tutto il mondo ...).
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Quando l'areo spia americano è nelle mani del talebani

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spydroneQuesto video, caricato recentemente su youtube (2 febbraio), rappresenta un reperto politico, militare e antropologico di grande interesse.
C'è il meticciato tra talebani e occidentali nell'uso delle tecnologie di riproduzione dell'immagine, rappresentato dalla ripetizione di alcune inquadrature chiave (come in Paperissima), ma anche una forte differenza antropologica verso l'approccio alla tecnologia militare del nemico.
Il drone, l'areo spia, americano viene portato a spalla, analizzato e sezionato (con un'accetta) come se si trattasse di un animale. Ma con cognizione di causa, e comprensione piena dell'oggetto tecnologico, visti i successi militari nelle tattiche taliban di depistaggio del controllo aereo.
La differenza con la medicalizzazione e la sterilizzazione degli oggetti del nemico, pratica comune agli occidentali, è immensa. La pratica del recintamento delle aree, della sterilizzazione del loro contenuto e del "top secret" è infatti quella corrente, da parte dei bianchi, nel trattamento degli oggetti del nemico. Trattamento che accresce il potenziale di oscurità dell'oggetto analizzato e valorizza l'immagine di efficienza tecnologica da parte degli occidentali.
Nei taliban niente di tutto questo. Il drone è trattato come la carcassa di un bue e il video recita un "aereo spia americano? AHHAHAHAH".

http://www.youtube.com/watch?v=khSBoBjMsMQ

Le guerre si vincono con un'efficace tattica militare unita alla capacità di disgregare i miti dell'avversario. I taliban sembrano essere sulla buona strada, grazie alla loro differenza antropologica con l'occidente. Utilizzata come strumento per infiltrarsi nelle tecnologie occidentali senza essere assorbiti e dominati dal potere del discorso bianco sulla scienza.
Mentre gli occidentali non riescono a fare breccia in Afghanistan valorizzando la loro differenza antropologica. Per capirlo i media italiani tutti militarizzati, di centrodestra come di centrosinistra (si guardino i tetri Unità e Tg3), è interessante questo reportage del sito tedesco della ZDF, catena pubblica della televisione della repubblica federale.

http://www.tagesschau.de/ausland/afghanistan1698.html

Pare proprio che la nuova strategia obamiana di conquista del consenso delle popolazioni civili, unita all'intervento militare, non funzioni proprio sul piano antropologico.

Ma questo fatto, come altri, non è dato da far sapere agli italiani.

(red.) 22 febbraio 2010

 


 

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Febbraio 2010 17:55

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