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EDITORIALI

Il balletto fra Bonanni e Camusso

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La sortita con cui Bonanni ha chiesto alla Cgil di giungere ad un accordo per "sterilizzare" l'attacco all'articolo 18 (http://www.repubblica.it/economia/2011/09/09/news/articolo_diciotto-21424407/?ref=HREC1-1) rientra, come spiega Pietro Ancona nell'intervento che pubblichiamo di seguito, nel nuovo sistema deciso da Sacconi con cui i sindacati gestiranno le sorti dei lavoratori come giudici investiti del potere decisionale di vita o di morte.
Noi alle considerazioni di Ancona aggiungiamo che anche dopo l'eventuale intervento dell'accordo Bonanni-Camusso sull'articolo 18, rimarrebbe in piedi tutto il resto dell'articolo 8 della manovra, che comprende passaggi pericolosissimi tipo le altre materie su cui l'accordo del 28 giugno Confindustria-Cgil-Cisl-Uil e la manovra del governo hanno sinergicamente introdotto la possibilità di deroga ai contratti nazionali e alle leggi dello Stato. Ossia:
- organizzazione del lavoro
- impianti audiovisivi (per il controllo dei lavoratori) e introduzione nuove tecnologie
- mansioni dei lavoratori e inquadramento del personale
- contratti a termine, contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, regime di solidarietà negli appalti e somministrazione di lavoro (interinalità)
- disciplina dell'orario di lavoro

(red.) 9 settembre 2011

La manina di Bonanni ed il minuetto della Camusso

bonanni_maggiordomoDi fronte alla valanga di critiche arrivate dai lavoratori ed in qualche modo consapevole dei gravissimi danni inferti dall'art..8 che Sacconi ha lungamente discusso e concordato con lui ma anche con "esperti" del PD, Bonanni  cerca di nascondere la manina  e propone a Cgil e Uil  un patto di desistenza , di non applicazione dell'art.8 della legge. La parola magica è "sterilizzazione!" Il discorso è semplice e chiaro: basta che le confederazioni decidano di non applicare l'articolo 8 per renderlo sterile. Sentita questa proposta la segretaria della CGIL si è affrettata ad accoglierla facendone addirittura l'inizio di una nuova fase di accordi intersindacali. Come se aspettasse un segnale prestabilito, la Camusso ha subito iniziato un minuetto attorno a Bonanni.

Se mancavano prove alla connivenza del sindacalismo confederale all'aggressione allo Statuto dei Diritti basterebbe questo atteggiamento "realistico" per avere conferma del fatto che il lungo percorso che va dal pacchetto Treu alla legge Biagi al collegato lavoro alla manovra di ieri è unito da un solo filo che è quello del capovolgimento del diritto del lavoro che diventa diritto dei sindacati che lo amministrano "sui lavoratori" e d'intesa con i datori di lavoro.
Naturalmente a nessuno dei signori che hanno in mano le potenti confederazioni viene in mente di osservare che la legge non si può privatizzare e che i lavoratori hanno diritto a ricorrere ad un giudice. Avallano un processo di corporativizzazione fascista della società italiana in cui un datore di lavoro ed un sindacalista riuniti possono sbarazzarsi senza giusta causa di una presenza scomoda, una testa calda, uno che fa storie per rivendicare i suoi diritti che ora non sono più tali, o anche di un padre di famiglia per sostituirlo con uno che costa di meno.
Ieri il Senato ha divorato in un solo boccone i tre pilastri dei diritti del lavoro: lo statuto, l'art.8 ed il contratto nazionale. Con un perfido quanto illegale marchingegno il contratto aziendale diventa il tribunale supremo in cui alcune persone decidono della vita e della morte di un lavoratore. Possono licenziarlo senza giusta causa e credo che al malcapitato non sarà neppure concessa la facoltà di rivolgersi ad un tribunale. I tre gradi di giudizi non valgono più per il mondo del lavoro. Il diritto di avere un giudice a Berlino è stato cancellato.
Si apre l'era sacconiana dei "sindacati complici". La persecuzione di Sacconi verso la CGIL alla luce di quello che realmente accade nella fredda realtà appare come un escamotage teatrale per avere il suo consenso sia pure in tempi differiti. Non c'è dubbio alcuno che la classe operaia italiana non ha mai avuto davanti a sè un nemico cosi forte ed avvertito sorretto da nugoli di giuslavoristi ansiosi di compiacere l'imprenditoria italiana e capace di una strategia di alto profilo strategico che conduce alla cattura ed alla corporativizzazione del sindacalismo rendendolo inerte e, appunto, "complice".
Naturalmente la proposta di sterilizzare l'art.8 fatta a caldo e nelle ore della collera operaia è destinata a cadere nel tempo che tutto macina e che gioca a sfavore dei lavoratori. La posta in gioco è una nuova Italia con connotazioni fortemente autoritarie e con le fabbriche e uffici popolati da  lavoratori terrorizzati di perdere il loro pane.  Da qui a sei mesi o un anno la tentazione di usare il nuovo potere dell'art.8 diventerà fortissimo negli imprenditori e produrrà i primi eventi. L'obiettivo è un grande immenso turnover: allontanare i lavoratori "pesanti"  che hanno maturato diritti e che hanno un'età media di 40 anni tuti a tempo indeterminato ( si tratta di cinque o sei milioni di persopne) e si sostituirli con una mano d'opera giovane o immigrata biagizzata, precarizzata, nelle mani delle compagnie di avviamento tipo le agenzie interinali che hanno sostituito il vecchio malandato ufficio di collocamento difeso da Brodolini spesso inefficiente ma che garantiva almeno il diritto di essere considerati esseri umani e non merce.
E chissà se non saranno gli stessi sindacati a costituire le cooperative per avviare i sostituti dell'art.8!
Pietro Ancona
già segretario della CGIL siciliana , già membro del CNEL
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Diario della crisi. E ora?

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salvagente3La contestazione di piazza a Alessandro Cosimi ha lasciato una crisi di giunta aperta e un sindaco pubblicamente delegittimato. Non era mai accaduto dal dopoguerra che un sindaco fosse contestato ad una manifestazione sindacale e, dopo anni di fallimento di ogni genere ci sarebbero tutte le condizioni per le dimissioni del primo cittadino. Ma nessuno, in piazza Civica, si vuol accorgere quanto questa giunta sia impopolare e lontana da qualsiasi concreta esigenza della città. Naturalmente non andrà così e sindaco e partiti troveranno in modo dirimettere in piedi una giunta, costi quello che costi. Non solo: la conferenza dei capigruppo in comune ha espresso la condanna delle contestazioni di martedì. Nessun interrogativo sulle cause, nessun dibattito pubblico o assemblea in città per capire le ragioni della contestazione. I rappresentanti dei gruppi consiliari in comune si sono invece chiusi a riccio per condannare i cittadini del territorio che li ha eletti. Ovviamente nessuno si spaventerà ma è il segnale che conta. Si cerca di marcare una autoreferenzialità assoluta degli eletti in consiglio costruendo la sanzione simbolica di una piazza e quindi di una intera città. Ora aspettiamo di vedere la composizione della nuova giunta. Di sicuro avrà davanti a sè la gestione di una stagione di tagli feroci ai servizi sociali della città. Senza imporre una qualche forma di tassazione alle grandi famiglie del territorio. Con un sindaco impopolare e contestato sarà molto difficile uscirci senza danni. Eppure, paradosso delle forme di vita da consiglio comunale, Cosimi può contare su diverse offerte d'appoggio al di fuori della maggioranza. Tanto più Livorno l'ha sfiduciato tanto più il consiglio lo tiene in piedi. Per ora.

(red.) 8 settembre 2011

Link: Diario della crisi. La contestazione a Cosimi dice: Senza Soste è in sintonia con il popolo

Link: Diario della crisi. Protti? Il centrosinistra livornese ha già raggiunto il povero Vitulano

Link: Diario della crisi. Lettera a Don Zauker

Link: Diario della crisi. Ma perchè è così importante l'assessorato allo sport?

Link: Diario della crisi. Il sindaco ammette pubblicamente che si vuol liberare della città

Link: Livorno, diario della crisi. Il sindaco azzera la giunta e Il Tirreno mette in campo il prete

Link: Senza Ritorni. La fine politica di Alessandro Cosimi e la necessità di disarticolare il PD livornese

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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Settembre 2011 09:58

Diario della crisi. La contestazione a Cosimi dice: Senza Soste è in sintonia con il popolo

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sciopero_anni_70Ci sono giorni in cui si capisce in un attimo tutta la distanza tra i riti istituzionali e la realtà di un paese. Genova, martedì sei settembre. La Cgil vuole concludere la manifestazione facendo cantare ai presenti l'Inno di Mameli. Come fanno, indifferentemente, PD e PDL dopo le manifestazioni di partito. La risposta della piazza è il canto dell'Internazionale. A Livorno, in occasione della manifestazione della Cgil, si era preparato il rito della designazione di piazza del podestà liberista dopo una asfissiante campagna di stampa, giocata sulla crisi della giunta, che aveva cercato di rilanciare le sorti del personaggio Alessandro Cosimi. E' andata malissimo: dal dopoguerra a Livorno non era mai accaduto che un sindaco fosse contestato ad una manifestazione della Cgil. Evidentemente il Tirreno, il piccolo laboratorio liberista diretto da Bernabò, che produce personaggi in provetta per la gestione di un mondo degli affari sempre più avulso da Livorno, ha completamente perso ogni nesso con il territorio. Visto che, per chiunque conoscesse un minimo la città e i lavoratori, era ormai palese che nelle scenografie PD non credeva più nessuno. Si dimostra così in sintonia con il popolo, e con le trasformazioni del territorio, la lettura di Senza Soste. Chiara, netta, analitica fin dal primo numero del cartaceo e dal primo giorno online: il PD, allora ds, livornese finchè sarà al potere sarà causa strutturale della crisi di Livorno. Oggi la piazza contesta il sindaco: è un fatto storico che non va sopravvalutato ma nemmeno sottovalutato. Il lungo inverno del centrosinistra livornese, che ha portato la città a livelli di crisi mai visti nella completa sottovalutazione dei cambiamenti epocali in corso, può avere una fine. Non dimentichiamo il segnale del sei settembre proprio perchè la crisi sarà lunga, dura e piena di drammi. 

 (red) 7 settembre 2011

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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Settembre 2011 09:58

Diario della crisi. Protti? Il centrosinistra livornese ha già raggiunto il povero Vitulano

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memorial_vitulanoDurante la crisi di giunta il Tirreno ha confuso le pagine di cronaca politica con quelle del calciomercato. Non solo per l'argomento (Protti) ma proprio per il metodo. Durante il calciomercato, nei periodi in cui una società deve far vedere di fare qualcosa, si spara infatti qualche titolo e qualche nome. Nessuna intervista al giocatore interessato, si rischierebbe di bruciare il titolo sparato a caratteri cubitali, poi improvvisamente l'ipotizzato trasferimento sparisce tra le notizie. Per riapparire come era scomparso oppure per essere accantonato nella maniera più discreta possibile. Noi un'idea su questa storia di Protti ce la siamo fatta ma, solo per rispetto al grande Igor, diremo la nostra solo quando le notizie saranno ufficiali e commentando solo quelle. Le notizie vere intanto sono altre.

La lotta interna all'Idv livornese prosegue. E si tratta di una spaccatura politica, regionale, territoriale e personale tra esponenti di questo partito. Siccome non si tratta del PD, che deve essere rappresentato il più unitariamente possibile, il Tirreno ne ha dato ampia notizia. Mentre sulla burrascosa riunione al vertice del partito democratico livornese della settimana scorsa era calata la cortina della discrezione.

Vediamo di ricapitolare: la crisi all'interno del centrosinistra labronico c'è. E' sulla rappresentanza e la composizione degli interessi immobiliari, di potere (tra sindaco e giunta, tra questi soggetti e i le fazioni dei partiti livornesi, all'interno di queste fazioni), di indirizzo economico e legata alla gestione dei tagli di bilancio. Tocca anche la problematica della privatizzazione della Porto 2000, chi la gestisce e a favore di chi, quella del futuro delle municipalizzate. E' la classica crisi di chi non sa che navigare a vista, componendo interessi pronta cassa, ma non può più farlo perchè i veti incrociati e i conflitti tra interessi si sono fatti paralizzanti. Nessuno all'interno del centrosinistra è in grado di comporre un blocco storico che ripensi sistema istituzionale locale e rilancio complessivo della città. In questa situazione pervengono al centrosinistra due sollecitazioni politiche differenti. Quella della federazione della sinistra e quella dell API. Se il centrosinistra fosse un soggetto politico si potrebbe dire che, nella crisi, è giunta l'ora delle scelte tra un'indirizzo che si vuole, piu' o meno, da blocco popolare e un'altro social-liberista. Ma, senza entrare nel dettaglio delle proposte di Fds e Api, un soggetto che non c'è non è in grado di scegliere. O meglio farà un simulacro di scelta, magari decisa nella forma ma contraddittoria nella sostanza, contribuendo a rendere più pericolosa la crisi di Livorno. Nel frattempo dai pollai delle segreterie dei partiti volano le piume, come ha mostrato la riunione dell'Idv livornese. Partito votato degli spettatori livornesi dei talk show televisivi nazionali nè di destra nè di sinistra ma, in compenso, senza ossatura politica. E infatti al primo dilemma politico, se e come appoggiare la giunta, si è spaccato clamorosamente.

Una volta tanto concludiamo con Flaiano, un autore mainstream: La situzione è grave ma non seria. E politicamente il centrosinistra non potrebbe salvarlo nemmeno il povero Miguel se decidesse di scendere a dare una mano, in un moto di pietà ultraterrena.

(red)

5 settembre 2011

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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Settembre 2011 00:42

Il sindaco cerca Protti: dopo il bluff un po' di fumo negli occhi

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protti-Il sindaco Cosimi si candida per un futuro da illusionista. Ieri era stato il giorno del bluff in cui ha sostanzialmente dichiarato che il ritiro delle deleghe agli assessori (caso più unico che raro nel panorama politico italiano) era stata una finta perchè il provvedimento è sempre rimasto chiuso in un cassetto. Alla fine, secondo il sindaco, la tempesta non c'è stata ma era solo un po' di spostamento d'aria. E non ci sarà nemmeno il paventato rimpasto tanto che, probabilmente, si limiterà alla sostituzione del solo assessore Ritorni, dimissionario.

Oggi invece è stata la giornata dello specchietto per le allodole, con il dibattito sulla giunta che perde pezzi che si è concentrato sul nome di Igor Protti a cui il sindaco vorrebbe dare l'assessorato allo sport. Una mossa chiaramente strumentale visto che nel frattempo a tale assessorato è stata tolta la delega alle società partecipate consegnata proprio oggi all'assessore Nebbiai.

Consideriamo Protti una persona sempre accorta, equilibrata ed intelligente per non comprendere la strumentalizzazione che gira intorno al suo nome in questo caso. Siamo arrivati al punto più basso e più impopolare dell'era Cosimi ed un'entrata in giunta oggi sarebbe per Protti l'equivalente ad essere considerato un cerotto per fermare l'emorragia o un po' di fumo negli occhi per la gente. Al massimo potrebbe esercitare il ruolo di testimonial.

In una fase in cui lo scontro fra poteri si acuisce sempre di più per gestire secondo logiche di spartizione le ultime risorse della città, il nodo di tutte le politiche messe in campo dagli assessori ruotano intorno ai piani urbanistici, alle varianti e al giro di affari intorno a Nuovo Centro e Nuovo Ospedale. Non per niente l'assessorato allo sport è caduto su una variante urbanistica e non certo perchè in questa città sia sempre più difficile far sport oppure perchè le strutture siano fatiscenti o mal gestite.

Basterebbe questo per far capire a Protti in quale ginepraio si butterebbe nel caso accettasse l'offerta del sindaco. Ma questo vuole essere solo un commento quotidiano sulla crisi che sta attraversando la giunta, non certo un appello a Igor che stimiamo e reputiamo abbastanza intelligente e accorto per capire il contesto appena descritto. E cogliamo anche l'occasione per salutarlo affettuasomente.

Di seguito pubblichiamo l'appello del Movimento 5 Stelle a Igor Protti, apparso su Facebook

per Senza Soste, Franco Marino - 3 settembre 2011

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***

Appello a Igor Protti: resta nel mito non entrare in giunta a Livorno

Caro Igor,

come livornesi ti abbiamo sempre stimato tantissimo per il tuo attaccamento all'amaranto del Livorno Calcio, un esempio per i giovani per uno sport lontano dal mondo delle veline e degli eccessi,  per il tuo impegno nel sociale, come ambasciatore Unicef, testimonial del Centro Mondialità e per tante altre iniziative di beneficienza.

Oggi il tuo nome viene annunciato in pompa magna sui quotidiani livornesi, dal sindaco Cosimi, come possibile successore dell'assessore Ritorni, e noi cittadini del Movimento Cinque Stelle ti chiediamo di non accettare quel posto.

Tra le tante scritte sui muri livornesi, continua a campeggiare l'incitazione "Protti Sindaco!", segno di una stima mai venuta meno : non ti vogliamo certo chiedere di non impegnarti mai in politica,  se tu lo volessi fare, siamo certi che lo faresti da fuoriclasse, da protagonista, con quella grinta che mettevi sui campi di calcio quando indossavi la maglia numero dieci. Da assessore, in questa situazione, rischieresti di essere soltanto una foglia di fico per un'amministrazione vergognosa, quando oggi stesso vengono annunciati 33 licenziamenti dell'ATL.

Se scegli di entrare in politica fallo da protagonista quale sei sempre stato e non come un gastòn cellerino di giunta.

Movimento 5 Stelle Livorno

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Ultimo aggiornamento Sabato 03 Settembre 2011 16:05

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