Elezioni sicialiane: Gattopardo e crollo di Renzi. Ecco i numeri

Le elezioni siciliane in numeri. Numeri che confermano un esito quasi scontato che va avanti da oltre un ventennio, forse da sempre

Elezioni siciliane. Ma di cosa stiamo parlando? Nella Regione del Gattopardo dove tutto rimane perennemente diverso e uguale, le elezioni regionali della scorsa domenica sono la riproposizione dell’uguale. Ha vinto Nello Musumeci, candidato del cosiddetto centrodestra con 830.821 voti. Nel 2012 lo stesso Musumeci fu sgambettato a vantaggio di Crocetta (cosiddetto centrosinistra) per faide interne a Forza Italia dove l’ex ministro di Berlusconi, Gianfranco Miccichè, corse da solo. Musumeci prese 521.022 voti mentre Miccichè 312.112. TOTALE 833.134.

Stiamo dunque leggendo analisi sul nulla.

Unica differenza i voti “mangiati” dai 5 stelle al Pd. Il candidato 5 stelle è passato da 368.006 voti  a 722.555, mentre quello del Pd è passato da 617.073 a 388.886. La cosiddetta sinistra invece è passata dai 122.633 voti della Marano nel 2012 ai 128.157 di Fava, quindi invariata (se si considera che c’era dentro MdP sono anche meno).

Quindi ribadiamo che l’unico dato siciliano è il crollo del Pd (con la scomparsa parallela di Alfano) e l’avanzamento dei 5 stelle. Il risultato invece è espressione di quel mondo che nel 1994 fece en plein di seggi uninominali per Forza Italia alle elezioni politiche. Anche l’affluenza al voto è quasi invariata: da 47,21% a 46,76%.

Insomma il dato siciliano dice solo che Renzi e il governo sono in picchiata. Il resto è ordinaria amministrazione ed un infinito 1994.

redazione, 7 novembre 2017

 

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