Nella serata di ieri è stata liberata Adama Kebe, la donna senegalese che fu portata nel Cie di via Mattei a Bologna perché, dopo essere andata a denunicare le violenze che subiva da quattro anni da parte del suo ex-compagno ai Carabinieri di Forlì, risultava senza documenti.
Immediatamente si mobilitò una rete in solidarietà della donna, che tramite un'appello pubblicato dalle associazioni Migranda e Trama di Terre ha reso noto a tutti la storia di Adama.
Adama arrivò in Italia e trovò lavoro con l'aiuto dell'uomo che successivamente però le toglieva parte dello stipendio, e la ricattava minacciando di denunciarla e farla espellere se lei si fosse ribellata. Adama racconta inoltre che l'uomo la picchiava, e l'ha stuprata e ferita alla gola con un coltello.
Finalmente, e soltanto grazie alla mobilitazione e il sostegno della rete di solidarietà che si è creata intorno ad Adama, ieri la donna ha potuto riassaporare la libertà, ed adesso Adama inizierà un percorso di protezione come vittima di violenza.
tratto da www.infoaut.org
1 dicembre 2011
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